Con de Ligt in una nuova dimensione

di Michael Crisci |

Un terreno come quello per arrivare a Matthijs de Ligt, la Juventus non lo aveva mai calpestato. Un mondo a parte, quello del mercato dei giovani in rampa di lancio. Un mercato che non fa prigionieri, e in cui vige una sola regola: pagare caro!

La Juve, specialmente con Marotta, ha sempre adottato una linea sicura; le grosse cifre sono sempre state spese per giocatori dal rendimento sicuro, senza criticità di sorta. Negli anni, si sono succedute situazioni in cui la Juve ha provato a imporre le sue regole nel tipo di mercato di cui sopra.

Lasciando da parte l’affaire Van Persie, che nell’estate del 2012 irritò non poco Arsene Wenger, la situazione più eclatante riguardo Julian Draxler, all’epoca 21enne trequartista dello Schalke04. La Juve, a fronte di una richiesta di 40 milioni, arrivò ad offrire 15 milioni più 9 di bonus, un’offerta ritenuta talmente offensiva dai tedeschi, che questi lo sottolinearono attraverso il loro account twitter, provocando l’imbarazzo di Marotta

A prescindere dalla parabola di Draxler, quella faccenda fu un monito, che però la Juve non colse. La politica verso i giovani di livello internazionale rimase sempre quella. Un altro esempio può essere rappresentato da Corentin Tolisso, seguito per un anno intero, e poi approdato al Bayern per circa 40 milioni

Con l’avvento di Paratici come deus ex machina del mercato juventino, si sono aperte nuove strade, e finalmente la Juve, forte anche di una migliore stabilità economica, ha deciso di aggredire anche quel tipo di mercato (ancora più inflazionato, come tutto il mercato, dopo l’affare Neymar-PSG), pur mantenendo logiche di trattativa non consone alla situazione.

A deal is a deal“. Pare abbia detto questo Marc Overmars, quando la Juve ha tentato di ottenere uno sconto sul prezzo di de Ligt (il massimo concesso è stata la dilazione quinquennale del pagamento). Una leggerezza dovuta alla mancanza di abitudine. Riferendosi solo a questa estate, ne il Tottenham con Ndombèlè (60+10), ne l’Atletico con Felix (126 milioni di clausola), ne lo stesso Barcellona con de Jong (75+11) hanno ottenuto sconti.

E’ la nuova frontiera del mercato dei giovani top. A cui la Juve dovrà adeguarsi, ma da cui la Juve potrà anche attingere. Non è un caso che per Moise Kean la Juve voglia dai 45 ai 50 milioni, nonostante le sole 3 presenze in nazionale e 16 presenze in prima squadra (de Ligt è a quota 17 con gli orange e ha ampiamente sfondato quota 100 con l’Ajax), e per Demiral ne chieda 40.

Insomma, la Juve è entrata in una nuova dimensione, che ha regole proprie e inderogabili, a cui è praticamente impossibile sfuggire. Paratici adesso lo sa, con de Ligt ha rotto il ghiaccio, e nei prossimi anni ci sarà solo da divertirci.


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