Il compromesso di Wembley

di Mattia Demitri |

Juventus Tottenham è finita 2 a 2. Questo significa che la qualificazione nella gara di ritorno passa necessariamente per un risultato soltanto, la vittoria a Wembley, almeno fino al 2-2, dopo questo risultato va bene anche il pareggio per passare.

Nella testa di Allegri c’è sicuramente anche questo pensiero, nello scambio tra sforzo profuso e vantaggio ottenuto l’isola della stabilità sono i tre gol segnati, perchè con un tris di reti si passa sia che si stia vincendo, sia che si stia pareggiando.

Il pensiero è tuttavia disturbato da un’evidenza: la Juventus, as a matter of fact, in un big match quest’anno non ha mai segnato 3 reti, non è dato sapere se per volontà o per necessità, la strategia del risultato inglese dell’allenatore e l’indole piuttosto difensiva della squadra hanno determinato se non un limite, una disabitudine a un tipo di gara come questa.

Dall’altra parte gli Spurs in questa stagione hanno preso più di due gol in casa solamente in una trascurabile occasione, una partita di Carabao Cup contro il West Ham in cui hanno schierato molte riserve. Estendendo la ricerca alle gare in trasferta, c’è soltanto un riscontro di imbarcata, la sconfitta per 4 a 1 contro i marziani del Manchester City.

La strategia più semplice sembra passare da un percorso ricco di ostacoli.

C’è un precedente neanche troppo distante nel tempo, di una qualificazione da giocarsi fuori casa contro una squadra di pari o superiore livello, dopo un 2 a 2 casalingo. Anche allora erano gli ottavi di finale di Champions League e si andava ad affrontare pesantemente rimaneggiati un Bayern Monaco che sembrava invincibile all’Allianz Arena.

In quell’occasione Allegri cercò di disputare effettivamente una partita dall’alto numero di gol, nonostante le assenze, speculando troppo presto però sulla situazione di doppio vantaggio, senza raggiungere la sicurezza della terza segnatura. Fummo raggiunti nel secondo tempo, con l’inerzia mentale e tattica ormai volta a proteggersi, e spazzati via nei supplementari.

Ovviamente non ci è dato sapere quanto la situazione di punteggio abbia influito nella decisione di optare per una gara sfacciata, rispetto alla natura tecnico-tattica della squadra avversaria in quell’occasione. Però è già un indizio sul fatto che Allegri non si faccia necessariamente condizionare dalle assenze nella scelta del piano gara.

 

Veniamo appunto alle assenze, gli ultimi report raccontano di un Higuain regolarmente recuperato, un Mandzukic ancora acciaccato e un De Sciglio recuperato ma ancora lontano dal ritmo partita. Sicuramente out Mandzukic, Bernardeschi e Cuadrado.

Il quadro generale, con il ritorno del prezioso Matuidi fa propendere per un ritorno del centrocampo a 3, che consente un migliore controllo sulla gara e una migliore solidità difensiva. Nella partita d’andata il gli inglesi hanno costruito la propria rimonta sull’incapacità della Juventus di tenere la palla e il baricentro alto, sostando per gran parte della gara nella metà offensiva finendo inevitabilmente per avere occasioni da gol.

 

 

Il 442 rimane in ogni caso un’opzione, permette di schierare il maggior numero di giocatori offensivi e di sfruttare la principale debolezza individuata da Allegri, ossia la presunta difficoltà della squadra di Pochettino nel difendere lo spazio alle spalle della linea dei difensori. Con l’assetto ultra offensivo ci sarebbe un ballottaggio tra Matuidi e Khedira accanto a Pjanic. Probabile l’utilizzo di Alex Sandro come esterno alto, visto sia a 4 sia nel tridente di recente.

 

 

 

Il dilemma tattico di Allegri si aggiunge e collega ai dubbi sul piano gara, vestirsi col 442 ultra offensivo potrebbe essere la strada più naturale per raggiungere la tripla segnatura ma è una scelta che porta con sé dei rischi, consegnare le chiavi del centrocampo e della partita all’avversario, un avversario che all’andata ha dimostrato di saperci fare qualcosa.

Dall’altro lato il 433 con Matuidi è una scelta all season che va bene per qualsiasi situazione, versatile perchè si tiene un cambio offensivo e all’occorrenza può adattarsi al tipo di partita che si svilupperà, ma forse non è abbastanza pungente per sostenere una gara da over. La Juventus a febbraio ha palesato enormi difficoltà nel trovare la porta, dopo il fragoroso 7-0 contro il Sassuolo la squadra in assenza di alcuni titolari ha offerto prestazioni povere dal punto di vista del gioco, segnando principalmente su piazzati o su iniziative individuali estemporanee. La speranza è che con il ritorno di quasi tutti si possano superare in tempo le difficoltà in occasione della gara che vale una stagione.