Commisso, Oscar per il miglior attore straniero

di Sandro Scarpa |

“Sono disgustato. La Juve non ha bisogno dei regali degli arbitri. Non è giusto per il calcio italiano, queste gare vanno in tutto il mondo, quando vedono queste porcherie cosa pensano? Sono disgustato. Le gare in Italia sono decise dagli arbitri, non si può andare avanti così. Con Genoa e Inter non ci hanno dato rigore, oggi due rigori contro! Uno c’era…sono DISGUSTATO” – Rocco Commisso

Rocco Commisso ieri ha vinto l’oscar per il miglior attore straniero nel rutilante mondo, a metà tra cinema, commedia all’italiana e teatro delle marionette che è diventata la Serie A.

Una prova d’attore convincente, il repertorio classico, la sparata, i precedenti in cui era stato zitto, il bene del calcio italiano. Ma il plus che fa guadagnare a Commisso l’Oscar è per quel “disgusting“, già utilizzato in estate per le sconfitte europee della Juventus. Un mix tra Joe Pesci e Tony Soprano.

Commisso asfalta gli altri attori stranieri. Nè Pallotta (che preferisce concentrarsi sull’UEFA), né Zhang o comparse invisibili (Elliott, Thohir, Yohong Li) bucano lo schermo come Rocco.

Ma ripercorriamo alcuni grandi attori del passato:

Miglior attore emergente, Antonino Pulvirenti, per il film “Scandaloso al Cibali”.

“Il gol annullato da Pepe e Giaccherini! E’ la MORTE DEL CALCIO”. Scandalo, vergognoso. Difficile continuare. E’ il terzo episodio che ci capita dopo Parma e Inter. 7 ammoniti, l’espulso nell’aria. Cosa dovremmo fare? Assistere passivamente? Ci sono 7 arbitri….L’arbitro mi ha chiesto scusa alla fine. Si supera la sudditanza psicologica, è una vergogna. Cosa dobbiamo fare per giocare contro la Juve? Pensavo che certi tempi fossero finiti… Si mina l’immagine del nostro calcio. Agnelli chieda di rigiocarla, tanto hanno detto che sono sicuri di vincere.”

Prova straordinaria, Nino è un guitto erede del teatro dei pupi. C’è tutta la Commedia dell’Arte: scandalo, vergogna, i precedenti. Non sfigura poi nel topos più lirico: “La Morte del Calcio“, e chiude col guizzo che gli vale la statuetta: “Rigiochiamola!”. Pulvirenti non riuscirà a reggere l’improvviso successo, e 4 anni dopo sarà arrestato per la bancarotta fraudolenta di Wind Jet, nemmeno un outsider come Cellino, più bravo nei musical era arrivato a tanto, pur avendo la stessa fedina penale.

Miglior attore con valigetta, Enrico Preziosi, per il film “Prendi i soldi e scappa”.

“Episodi strani.. cartellini… decisioni oppose, falli non sanzionati”. “Forse il Genoa meritava di perdere, la Juve ci ha surclassato, ma se si lamentano dell’arbitro, lo facciamo anche noi. Il gol di Pepe era valido, ma a c’era rigore per noi, e non l’ha dato perché era il 92°, lo dico senza polemiche”.

Preziosi è un maestro della tecnica del paraculismo. Avendo un passato da radiazione e intrallazzi, e fisique du role da villain che spolpa i suoi club e fa a plusvalenze tarocche, evita di andarci duro, e usa toni ambigui, suadenti, e riesce con incredibile faccia tosta a lamentarsi anche dopo furti clamorosi. Anche Preziosi, oltre a varie frodi sportive, è stato condannato per bancarotte ed evasioni fiscali.

Miglior attore in latino-romanesco, Claudio Lotito, per il film “Quo Vadis?”

Il maestro del paraculismo è però Lotito, che decide da solo date, sede e ripartizione incassi della Supercoppa con la Juve, e al ricorso di Agnelli sfodera il suo latinorum: “Dura lex, sed lex lo ha deciso il Consiglio FIGC, organismo preposto e Lotito, che sono io, in qualità di Presidente del Consiglio. La Juve fa ricorso? Non è idonea ad accettare i dettami democratici dell’organismo in cui vive”.

Ma Lotito è soprattutto un attore di strada, improvvisatore e sagace battutista dialettale:

“Il problema co’ Marotta è che gioca a biliardo, co’ na mano regge ‘a stecca e co’ ll’altra segna i punti”.

Anche Lotito, come molti big della commedia italiana, oltre a vari illeciti sportivi, è passato per il carcere di Rebibbia, per corruzione e tangenti.

Miglior attore comico in romanesco, Massimo Ferrero col film “San Culino”

“Cosa penso de la partita? La cosa bella è che ci ha fatto i complimenti il DOTTOR Allegri, ha detto che siamo una grande Sampdoria. Il VAR? La VAR? O il VAR? E certo, L’ho presa male, abbiamo fatto una grande gara, ci è stato annullato un gol per un eccesso di zelo, l’arbitro è stato troppo zelante. Ah, ecco Allegri…Mister..MISTER…famo che abbiamo pareggiato dai, …SAN CULINO v’ha aiutato, mister!”

No comment…

 

Miglior attore per film biografici, Urbano Cairo in “Volevo essere Napoleone, o almeno Berlusconi
“Le cose che penso sul Var le ho già dette. C’è sudditanza psicologica nei confronti della Juventus, negli ultimi dodici derby giocati, in otto il Toro è stato penalizzato. Se non è sudditanza, è sfortuna».”La Juve vincerà il suo ottavo scudetto, non è una cosa bella, i tifosi non si divertono”.

Cairo è erede dei grandi attori signori, bauscia, dal vulcanico ma gentleman Berlusconi, al “signore” piagnone per eccellenza, Massimo Moratti. Per anni i due hanno calcato le scene e i palchi italiani,  prima di cedere all’avvento del teatro orientale e della filmografia cinese e americana.

Migliore attore di sceneggiata napoletana, Aurelio De Laurentiis in “Napoli milionaria”

“Benedivo il VAR, la Juve invece la vedo ansiosa”. E poi…”Se il Var è un esperimento, il primo anno non lo si critica ma lo si discute, ma perché lasciare il malcostume della dietrologia che la Juventus abbia un rapporto particolare con gli arbitri? Calciopoli c’è stata”.”La Juventus appartiene alla famiglia più potente d’Italia, con Calciopoli sarebbero dovuti andare giù pesanti, non è successo niente. Volete che gli arbitri si mettano contro gli Agnelli, contro la Fiat, contro il potere? Prima di farlo ci pensano 20 mila volte” “Moralmente lo Scudetto è nostro. So che quel titolo è nostro. Ma nel calcio esistono agenti esterni – non calciatori e allenatori…gli altri – che sono condizionati, è stato un campionato falsato, per me lo abbiamo vinto noi!”. 

ADL unisce nella sua interpretazione quella certa tronfia boria romana che ben si sposa col suo personaggio di capo-popolo alla Masaniello, col bastone e la carota, un po’ Lotito, un po’ Cairo ma da consumato attore-produttore cinematografico porta a casa ogni anno o quasi la statuetta dello Scudetto morale.

A pochi passi dalla statuetta anche Giulini, Percassi e Zamparini. Ma di fronte a questi big della Commedia e del Teatro Greco c’è poco da fare.