Il Comitato e i fatti nostri

di Giacomo Scutiero |

Giovedì il presidente del Consiglio sarà alla Camera per un’informativa urgente sull’emergenza COVID-19. Da ieri è ufficiale la proroga della sospensione dell’attività sportiva da parte della Federcalcio fino al 14 Giugno.

Il DPCM di domenica scorsa ha imposto il blocco proprio perché avrà validità fino alla suddetta data. La nuova Serie A potrebbe dover attender ancora, a patto che ricominci; ogni giorno può essere utile per ricevere l’OK dal punto di vista medico-sanitario. I dottori del calcio attendono le decisioni perché non possono programmare gli allenamenti: bisogna cercare “di essere un po’ più flessibili ed entrare nella logica tedesca”, dice il professor Castellacci.
La FIGC continua a non escludere l’ipotesi di concludere la stagione via playoff con logici problemi per le qualificazioni europee. Andatura lenta.

L’attesa ansiosa del protocollo. Il pilota è l’andamento epidemiologico e le date sono giocoforza approssimative: il rischio della riapertura del Paese è “un rischio calcolato” ed i calcoli si fanno settimana dopo settimana. Questi i fatti.
Il Comitato tecnico scientifico conferma che la normativa per il calcio è in agenda e sarà nota a breve; urgono compromessi perché c’è eterogeneità, ma il punto comune deve sempre essere la salute. Non esiste alcuna bocciatura da parte del governo, ma si ragiona sui dettagli: la sicurezza generale, la sanificazione, lo spogliatoio, l’alloggio…
Il rischio è ragionevole? “Ad oggi, non è minimo. Io aspetterei ancora, ma è la mia idea e non quella del CTS tutto”, afferma facendo riflettere il professor Richeldi.

Esiste una questione tamponi? Sì, perché i reagenti non sono abbastanza ed assolutamente non bisogna influire la disponibilità della popolazione generale. il presidente AIC, Damiano Tommasi, si affida ai dottori ed auspica il maggior numero di test per scongiurare la quarantena allungata; chi non risulta positivo, deve essere controllato epperò deve continuare ad allenarsi.
Gli allenamenti, appunto. Il Parma è l’eccezione alla regola delle sedute individuali perché ha corso in gruppo “con attenzione”. Il procuratore aggiunto FIGC esige che nessuno si avvantaggi e promette vigilanza come nel caso della Lazio.

Attenzione particolare del virus riservata a Martin Cáceres della Fiorentina: “L’ho avuto senza saperlo. Primi sintomi ai polmoni l’8 Marzo, mi dissero che sarei guarito in venti giorni ed invece… Sessanta”.
Il presidente Commisso si lamenta della burocrazia italiana che pare non voglia far ripartire il campionato: “In America manco abbiamo un ministro dello Sport. La salute viene prima di tutto, ma dobbiamo metterci d’accordo per giocare; solo noi così, non stanno facendo così in Germania, Inghilterra e Spagna”.
Sulla stessa linea, il presidente del Frosinone: “Governo troppo cauto”.

L’Europa per una volta non mette fretta: l’UEFA ha rinviato il Comitato esecutivo previsto per il 27 Maggio al 17 Giugno al fine di analizzare le sedi proposte per riorganizzare Euro 2020 e soprattutto per venire incontro ai governi dei Paesi ancora non schierati sulla ripartenza dei tornei nazionali.
La Premier League torna ad allenarsi in piccoli gruppi oggi pomeriggio; la Liga pubblica il manuale ad uso e consumo dei calciatori dove figurano le norme da rispettare nell’arco della giornata: non solo campo e spogliatoio, anche casa e tempo libero.
Tra tante idee e parole, un’ufficialità dalla Scozia: campionato interrotto e Celtic Glasgow campione grazie alla media punti in classifica in base alle gare disputate.