Come sta il Porto di Sergio Conceiçao?

di Alex Campanelli |

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Nell’analisi pubblicata dopo il sorteggio di Nyon, descrivevamo il Porto di Sergio Conceiçao come una squadra mutevole, nei moduli e negli uomini (fatta eccezione per alcuni punti fermi), capace di adattarsi all’avversario senza interpretare uno spartito fisso. A due mesi esatti da tale data, i portoghesi sembrano aver trovato una quadratura e una dimensione più o meno fissa, oltre ad aver aggiunto certezze al proprio 11 titolare, tra recuperi degli infortunati e ambientamento dei volti nuovi.

Il Porto non perde una partita dal 19 gennaio, 2-1 in casa del Benfica capolista nella coppa di lega portoghese, mentre per l’ultima sconfitta in campionato bisogna risalire al 30 ottobre, un rocambolesco 3-2 contro il Paços de Ferreira. In Liga NOS la squadra di Conceiçao occupa la seconda posizione, a 7 lunghezze dallo Sporting, tallonato dal Braga e da un Benfica più in difficoltà del solito, e pur non perdendo mai ha rallentato il passo nelle ultime due settimane, con 3 pareggi in 3 partite contro Belenenses, Braga e Boavista.

Dal punto di vista del modulo, Conceiçao sembra aver accantonato gli esperimenti che ne avevano caratterizzato la prima parte di stagione, per puntare decisamente sul 4-4-2, modulo da quale nel 2021 ha derogato solamente negli incontri di coppa nazionale. Non è comunque da escludere che l’ex centrocampista della Lazio possa adottare, soprattutto nella prima gara, il 5-4-1 che tanto ha messo in difficolta il Manchester City nella fase a gironi.

Dal punto di vista degli interpreti, la notizia più importante (e scomoda per la Juventus) è senz’altro il recupero di Pepe, uno che sa giocare partite come quella di mercoledì e che conosce Cristiano come le proprie tasche. Tornato completamente a disposizione a inizio anno, Conceiçao non vi ha più rinunciato nemmeno nelle coppe nazionali, inserendolo al posto di Sarr (saltuariamente dirottato a sinistra) di fianco a Mbemba.

In mezzo al campo i perni restano Sergio Oliveira al centro, metronomo ed incursore nonché rigorista, già in doppia cifra in tutte le competizioni, e Jesus Corona sull’out di destra, l’uomo di maggior talento dell’11 lusitano. Completano la mediana dei Dragoes i due colombiani Uribe e Luis Diaz, rispettivamente mediano ed esterno sinistro (destro di piede, già 9 reti tra campionato e coppe, da seguire con attenzione).

In avanti Conceiçao sembra ormai aver trovato il partner adatto del totem Moussa Marega: si tratta dell’iraniano Mehdi Taremi, arrivato dal Rio Ave in estate, impiegato a singhiozzo a inizio stagione ma diventato stabilmente titolare negli ultimi mesi. Taremi è decisamente l’uomo in più del Porto in questo momento, nonché il pericolo numero uno per la retroguardia bianconera: nelle ultime 10 partite di campionato ha realizzato 7 gol e servito 3 assist, andando a segno anche col Nacional in coppa di lega.

Il centravanti dell’Iran, 187 cm per 77 kg, non è dotato di una tecnica di base di livello oltre l’ordinario, né tantomeno è un tiratore dalla distanza, ma è molto bravo e tempista nel piazzarsi nel posto giusto per sfruttare i pericolosi cross di Diaz e del tecatito Corona, e nell’inserirsi negli spazi creati dal possente Marega. Taremi non è propriamente uno dei centravanti più temibili d’Europa, ma attraversa il classico periodo in cui ad un attaccante gira tutto per il verso giusto, prenderlo sotto gamba e trascurarne l’opportunismo sarebbe un errore fatale da parte della retroguardia bianconera.

A fare da contraltare all’ottimo momento di forma di Taremi sono le polveri bagnate di Marega, soltanto 2 reti da gennaio a questa parte, l’ultima quasi un mese fa in coppa contro il Benfica. L’attaccante maliano non va comunque sottovalutato, dato che è l’architrave sul quale si poggia il gioco offensivo del Porto ed è fastidiosissimo nei duelli aerei e nei calci piazzati, la sua esperienza sarà fondamentale per Conceiçao per cercare di mettere in difficoltà la Juve.

La Juventus incontra un Porto globalmente migliore e con più certezze rispetto a quello pur temibile di dicembre, una squadra che con gli ingressi in pianta stabile di Pepe e Taremi tra i titolari sembra decisamente più temibile, ancorché ovviamente non all’altezza della compagine di Pirlo, a patto che essa riesca ad esprimersi sui livelli che le competono.

Probabile formazione (4-4-2): Marchesin; Manafa, Mbemba, Pepe, Sanusi; Corona, Oliveira, Uribe, Diaz, Marega, Taremi.