Come immagino il secondo anno (eventuale) di Sarri alla Juventus

di Giuseppe Gariffo |

Questo pezzo è frutto della fantasia insana dell’autore. Ogni riferimento a persone o fatti realmente esistenti è puramente casuale.

Sarri è in bilico. La delusione post-eliminazione contro il Lione è cocente. Il Il 3-2 interno contro i francesi, che segnano i due gol qualificazione nei minuti di recupero all’Allianz Stadium, getta ombra sul futuro del tecnico di Figline. I tifosi sono in rivolta, l’hashtag #SarriOut spopola, la dirigenza riflette.

Ma il tempo è poco e le alternative non sono all’altezza. Andrea Agnelli si oppone all’ipotesi Pirlo, caldeggiata da Nedved. Il tecnico bresciano prima o poi si prenderà la panchina della Juve, certo, ma non adesso. Non va bruciato. Paratici propone Pochettino, ma costa troppo e il suo impatto sul calcio italiano è un punto interrogativo. Bocciato anche lui. Infine fa capolino l’idea Mihajlovic. Al presidente non dispiacerebbe, ma sul piano filosofico sarebbe una marcia indietro dopo soli dodici mesi. Una sconfitta.

Dunque Sarri resta. Per mancanza di alternative. O di tempo. Ma conta che sulla panchina della Juve 2020-21 siederà ancora lui. La dirigenza detta però le condizioni. Obiettivo da centrare, senza alibi, è la conquista del Decimo. Via la polo blu a manica lunga e il mozzicone. Concessa la tuta in acetato. Le strategie di mercato saranno decise autonomamente dalla società. Niente Allan dunque. Soprattutto niente Jorginho: chiavi della regia a Bentancur. Unica concessione alle richieste del tecnico toscano l’arrivo di Arkadiusz Milik, con Bernardeschi e Romero che fanno il viaggio opposto. L’inseguimento a Pogba finisce presto e male: il francese rinnova a cifre da capogiro con lo United. I Red Devils vogliono tornare competitivi e portano a casa, da Torino, Alex Sandro e Aaron Ramsey, in un’operazione di 50 milioni complessivi.

Agli arrivi già programmati di Dejan Kulusevski, Arthur Melo e Milik, la Juve aggiunge altri due botti: David Alaba, che si prende la fascia sinistra, e Nicolò Zaniolo, l’operazione più onerosa della sessione. Partono Gonzalo Higuain, Sami Khedira, Daniele Rugani, Mattia De Sciglio i già citati Sandro e Ramsey, e Douglas Costa che torna al Bayern in un’operazione in prestito con diritto di riscatto. Con la stessa formula, nell’ultimo giorno di mercato, la Juve si assicura a sorpresa Federico Chiesa, in rotta con Commisso e ad un passo dalle vie legali per rescindere con i viola.

Sarri parte con un 4-3-3 simile a quello del 2019-20, con Chiesa largo a destra accanto a Dybala e Ronaldo, Arthur e Rabiot ai fianchi di Bentancur, e la classica difesa a quattro dove l’unico avvicendamento è Alaba per Alex Sandro. La squadra parte male, prende tanti gol, chiude il girone d’andata al terzo posto dietro l’Inter di Messi ed il Milan di Ibra. Ronaldo, autore di soli sei gol e al centro di tante critiche, fa la voce grossa e chiede a Sarri una svolta. Gli ottavi contro il Borussia Dortmund sono alle porte, e il Decimo è lontano.

La svolta arriva dopo Natale, con l’ingresso in pianta stabile nell’undici di Kulusevski come interno sinistro di centrocampo (Rabiot si sposta sul centro-destra, dove si alterna con Arthur), e di Zaniolo al posto del poco convincente Chiesa. Al giovane ex-giallorosso viene fatto spazio variando il modulo in un 4-3-1-2, dove egli agisce alle spalle delle due punte Dybala (o Milik), e Ronaldo. La manovra diventa più fluida, i due nuovi acquisti dialogano bene con le punte e riempiono spesso l’area, permettendo lo sviluppo di un gioco di posizione molto efficace con giro palla rapido a uno-due tocchi. Producono inoltre un gran numero di assist e gol. Ronaldo va a segno 22 volte nel girone di ritorno, arrivando secondo in classifica cannonieri alle spalle della Pulga nerazzurra. Sarri registra anche la difesa, grazie all’esplosione di Mehri Demiral, sempre più spesso utilizzato per dar fiato a Leo Bonucci al fianco del monumentale Matthijs De Ligt.

Il Decimo arriva, sofferto, all’ultima giornata, grazie alla vittoria per 2-0 sul campo del Crotone che tiene a due punti di distanza l’Inter. Della finale di Champions League del 29 Maggio a Istanbul contro il Real Madrid nulla sappiamo, perchè stavamo festeggiando il compleanno in barca, al largo delle coste palermitane, dove la connessione internet non c’è ma l’alcool in frigo si. Fateci sapere.


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