Come gioca il Napoli di Sarri

di Juventibus |

Molto tempo è passato dalla partita d’andata, una vita fa. Un’altra Juventus e un altro Napoli. I Bianconeri avevano 10 uomini fuori, Hernanes davanti alla difesa ed erano alle prese con un ricambio tecnico complicato, reso difficile anche dal fatto che a partire erano stati uomini chiave, dentro e fuori del campo. Anche Allegri aveva i suoi problemi, alle prese proprio con queste difficoltà di inserire i nuovi e con la scelta del sistema di gioco migliore per affrontare la stagione. Anche Sarri ha trovato alcuni ostacoli all’inizio di questo 2015/16: la squadra non girava, il sistema scelto (il 4-3-1-2 con cui l’allenatore toscano aveva ottenuto ottimi risultati a Empoli) sembrava rendere difficoltosa la manovra partenopea, il pubblico contestava.
I numeri. Alla vigilia dello scontro di sabato prossimo, le cose sono cambiate. Sia Allegri che Sarri hanno stabilito il record per i rispettivi club per quanto riguarda il numero di vittorie consecutive (14 per lo juventino, 7 per Sarri…); se si escludono le prime tre giornate di campionato, quelle delle difficoltà iniziali, il Napoli ha prodotto 42 punti contro i 41 della Juventus; entrambi gli allenatori hanno trovato il sistema di gioco più adatto per esaltare le caratteristiche dei propri giocatori (3-5-2 per Allegri, 4-3-3 per il tecnico dei Partenopei).

Le due squadre sono simili anche per altri numeri. Il Napoli ha dimostrato grandi capacità offensive, segnando fino ad ora ben 53 gol. La Juventus, da parte sua, ha risposto con 45 reti segnate. I gol subiti sono pochi per entrambe le squadre, con gli uomini di Allegri che si fanno preferire con appena 15 reti concesse, a fronte delle 19 subite dal Napoli. Entrambe le squadre tirano molto in porta (424 tiri per il Napoli, 400 per la Juventus) e ne subiscono pochi (225 il Napoli, appena 198 i Bianconeri). Gli uomini di Sarri giocano leggermente più alti, con un baricentro medio di 53 metri contro i 51.3 della Juventus e recuperano palla un po’ più in alto (38.2 metri di atteggiamento recupero palla contro 36.8 della Juventus).
La tattica. Che tipo di squadra troverà la Juventus? Maurizio Sarri schiera il suo Napoli con l’ormai consueto 1-4-3-3. In difesa, Goulham e Hysaj sono gli esterni, con la coppia di difensori centrali formata da Koulibaly e Raul Albiol. A centrocampo, Jorginho è il pivote, con Hamsik e Allan ai suoi fianchi. In avanti Callejon e Insigne sono gli esterni a supporto della machina da gol Higuain.

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In fase offensiva, Hamsik si abbassa spesso a cercare palla per impostare la manovra, pronto poi ad inserirsi fra le linee, come Allan. Gli esterni offensivi sono pronti a stringere centralmente, con i terzini che si propongono in avanti in ampiezza.

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La fase offensiva del Napoli con la ricerca della palla fra le linee.

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Il Napoli attacca soprattutto con la catena di destra terzino, interno di centrocampo, esterno offensivo. Da notare gli esterni offensivi, Callejon e Mertens, che vengono dentro il campo.

La squadra, in fase offensiva, cerca immediatamente la profondità, attraverso i movimenti in verticale dei tre riferimenti offensivi. Anche gli interni di centrocampo cercano spazio fra le linee e in profondità, soprattutto Hamsik, che è il classico box-to-box midfielder, essendo anche colui che spesso si abbassa per aiutare Jorginho nella fase di impostazione. E’ una filosofia particolare di attacco alla difesa chiusa e bassa: non attraverso cross dagli esterni (come fanno altre squadre…) ma tramite scambi rapidi sul corto o palle filtranti per i giocatori che si inseriscono per attaccare l’area.

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Il Napoli cerca fra le linee gli interni di centrocampo e gli esterni offensivi che tagliano dentro il campo.

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Il Napoli occupa stabilmente la metà campo avversaria e, con i suoi giocatori offensivi, cerca e trova spazio fra le linee.

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Contro blocco difensivo basso, il Napoli attacca cercando comunque la palla in profondità.

Il Napoli, infatti, muove bene il pallone da destra a sinistra, attaccando quasi sempre con rapidi passaggi corti, alternando giropalla a rapide verticalizzazioni oltre la linea difensiva avversaria. Di particolare importanza è l’utilizzo degli half-spaces, le zone di campo intermedie fra la zona centrale e quella esterna, a sfruttare le quali sono maestri i giocatori di Pep Guardiola. Questa particolare zona di campo viene attaccata grazie ai movimenti a entrare degli esterni Callejon e Insigne e a quelli in avanti delle mezzeali Hamsik e Allan. Sempre in fase offensiva, il Napoli si muove per catene, con gli esterni che solitamente vengono dentro il campo nella zona 14 (quella davanti alla difesa avversaria e dietro la linea dei centrocampisti) giocando quasi sulla stessa linea verticale delle mezzeali, mentre l’esterno basso di parte si muove in avanti per dare ampiezza e profondità.

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L’occupazione della zona 14 da parte degli esterni offensivi del Napoli.

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Il Napoli utilizza anche i palloni fra le linee anche per superare difese chiuse centralmente.

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La fase offensiva del Napoli, con gli interni di centrocampo pronti a buttarsi dentro, il movimento di Higuain e gli esterni d’attacco che cercano la zona centrale del campo.

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L’attacco alla difesa chiusa avviene anche passaggi sul corto con inserimenti di chi viene da dietro.

In fase difensiva, il Napoli difende in avanti. In particolare, le coperture preventive risultano efficaci. Un’altra delle caratteristiche degli uomini di Sarri è data dalla linea difensiva che cerca di rimanere sempre alta, favorendo sia il gegenpressing dei partenopei, cioè l’azione volta all’immediata riconquista della palla una volta persa in zona offensiva, sia il lavoro difensivo degli esterni d’attacco. Sia Callejon che Insigne, infatti, sono abili nei ripiegamenti difensivi all’altezza del centrocampo, favoriti appunto dal baricentro alto del Napoli, che fa sì che questi giocatori non debbano fare corse di ripiegamento particolarmente lunghe, rimanendo così lucidi una volta riconquistata la palla.

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In fase difensiva, il Napoli come prima opzione non arretra, ma difende in avanti cercando l’immediata riconquista della palla.

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 In fase di non possesso palla, gli esterni offensivi Insigne e Callejon arretrano per formare un centrocampo a 5.

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 Il Napoli cerca di mantenere la linea difensiva alta in fase di non possesso.

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Ancora un esempio di come, in fase difensiva, il Napoli, avendo diversi giocatori in fase offensiva, scelga di aggredire subito in avanti una volta persa palla, invece di arretrare.

La Juventus. Uno dei temi che accompagnerà questi giorni che ci seprano dal big-match sarà quello del sistema di gioco che Allegri sceglierà. L’assenza di Chiellini sembrerebbe costirngere l’allenatore livornese a rivedere i suoi piani tattici, passando ad una difesa a 4. Ma…c’è un grosso ma. Infatti, da quando Allegri è tornato a giocare con il sistema 3-5-2, la Juventus ha riacquistato quella solidità difensiva che ha caratterizzato le ultime stagioni bianconere. E’ vero che difendere a 5 potrebbe far abbassare troppo il baricentro alla Juve, ma è altrettanto vero che questo è il sistema più conosciuto dalla squadra.

Inoltre difendere a 5 potrebbe voler dire contenere i movimenti offensivi del Napoli: Higuain verrebbe controllato da almeno due giocatori, i tre attaccanti sarebbero in inferorità numerica contro i 5 difensori juventini e, soprattutto, la catena difensiva costituita da esterno difensivo-interno di centrocampo-centrale di parte renderebbe la Juventus in grado di bloccare uomo contro uomo la catena laterale del Napoli formata da terzino-interno di centrocampo-esterno offensivo.
Conclusione. Lo scontro diretto di sabato sarà importante, ma non decisivo. Paradossalmente, sarà più importante per la Juventus che per il Napoli, in vantaggio di due punti. Se il Napoli dovesse vincere, si ritroverebbe con un +5 in classifica e questo renderebbe più difficile, non impossibile, la rimonta dei Bianconeri. Viceversa, una sconfitta da parte del Napoli lascerebbe ancora tutto aperto, perché i Bianconeri si ritroverebbero con un risicato +1 in classifica. Vero è che una sconfitta sarebbe più digeribile dalla Juventus che dal Napoli, che vedrebbe scemare improvvisamente tutto l’entusiamso costruito fino ad ora. Il Napoli, inoltre, dovrà non soltanto affrontare la difficoltà di giocare questa importante partita in trasferta, ma avrà contro anche la disabitudine a questo tipo di partite. Proprio questo potrebbe essere un punto debole di una squadra comunque forte.

di Michele Tossani @ArrigoSacchi442