Come esaltare Pjanic

di Jacopo Azzolini |

possesso

Pjanic è uno dei protagonisti della stagione juventina. Dopo le difficoltà iniziali – il 352 lo costringeva a un lavoro atletico non certo nelle sue corde – il rombo prima e il 442 dopo sono riusciti ad esaltarlo, rendendolo fulcro del gioco. Rispetto a prima, si è mosso quasi esclusivamente in zone centrali del campo (ossia, la sua specialità), con molti più palloni che sono iniziati a passare dai suoi piedi.

Per incidere, il bosniaco ha bisogno di essere di essere costantemente nel vivo dell’azione, non è il profilo che può permettersi di estraniarsi dalla gara per lunghe fasi. Dal 442 in poi, Pjanic è di fatto diventato il principale equilibratore della squadra in tutte le fasi di gioco.  Dopo Fiorentina-Juve, infatti, il numero di passaggi nei 90′ è aumentato del 20%, con l’ex Roma che è divenuto asse centrale nella costruzione bianconera, sfruttando il proprio piede sopraffino per far girare la squadra con molta più efficienza.

Sovente lo si è visto abbassarsi tra i centrali di difesa per far partire l’azione dal basso, così come è palesemente cresciuta la personalità in ricezione quando i compagni faticano nel disimpegno. Si è rivelato fonte preziosa anche nelle fasi di difesa bassa: con la sua lucidità nel possesso ha più volte consentito sia alla squadra di risalire il campo, sia di creare transizioni letali.

 

Degna di nota anche la sua crescita difensiva: per quanto Pjanic preferisca lavorare sull’intercetto delle linee di passaggio, è migliorato molto anche come “diga” in zone più arretrate, dimostrando di saper presidiare con diligenza e precisione la propria trequarti. Tant’è che – rispetto a Khedira – è lui che tendenzialmente prova contrasti e interventi, commettendo di conseguenza un maggior numero di falli. In sintesi, il bosniaco è il giocatore che più di tutti ha beneficiato del passaggio alla mediana a 2, trovando a Torino la consacrazione che sperava. La scommessa estiva è stata quindi completamente vinta.

Tuttavia, per quanto abbia decretato l’esplosione di Miralem, il nuovo modulo dipinto da Allegri ha ridotto notevolmente la verve offensiva del numero 5 e i numeri fotografano al meglio tutto ciò: nonostante un eccellente avvio dal punto di vista realizzativo, l’ultimo gol risale addirittura a inizio dicembre. Da Juventus-Lazio in poi,  Pjanic ha effettuato appena 0.41 tiri dentro l’area di rigore ogni 90′ (prima erano 1.51). Dimezzate inoltre le conclusioni totali e anche i dati relativi ai key passes.

Nel credo calcistico di Allegri, tutto ciò ha un senso. Come è scritto anche nella sua tesi di Coverciano, i due mediani sono fondamentali per l’equilibrio della squadra e, pertanto, le loro sortite devono essere ridotte al minimo, senza farsi mai trovare sopra la linea della palla.

Tuttavia, l’ex Roma è un calciatore dalla tecnica sublime, con capacità pazzesche nella rifinitura. Sarebbe un peccato non sfruttare maggiormente le doti del bosniaco nell’ultimo terzo di campo.

 

L’eventuale acquisto di un giocatore come N’Zonzi sarebbe fondamentale per rendere ancora più completo l’apporto di Pjanic. Il francese è molto bravo a giocare sul corto e a far partire l’azione da dietro, prendendosi responsabilità nella costruzione bassa. Inoltre, per le sue capacità in interdizione, consentirebbe al bosniaco di poter svariare di più in avanti: avendo giocato tutto l’anno con un alto numero di uomini offensivi davanti a sé, in caso di perdita del pallone spettavano quasi esclusivamente a N’Zonzi i compiti maggiori nella riconquista, sfruttando la sua abilità nella transizione negativa. Semplificando, è in grado di fungere da “diga” e coprire il bosniaco in maniera ovviamente più efficace rispetto a Khedira, anche nei frangenti in cui la squadra è più scoperta e sbilanciata.

Disporre di un frangiflutti del genere porterebbe maggiore libertà a Pjanic, sollevandolo da compiti – soprattutto in fase di non possesso – che forse oggi lo limitano un po’ troppo. Sfruttarlo di più nella trequarti rivali aumenterebbe non di poco la quantità di soluzioni offensive, consentendo alla squadra di alzare il baricentro e aiutando Dybala nella funzione di raccordo, avvicinandolo così alla porta.

All’interno di un grande percorso di crescita, in questa stagione Pjanic è divenuto faro della mediana juventina. Ha tutto per consacrarsi ulteriormente e trasformarsi in un vero e proprio crack, incidendo più a 360° di quanto non fatto fino ad ora.