Come Douglas Costa ti divide il cuore

di Michael Crisci |

La mezz’ora di Douglas Costa ad Amsterdam ha emozionato. Ha lasciato tutti a bocca aperta, e non potrebbe essere altrimenti. Douglas è il calcio, e rappresenta qualcosa di assolutamente unico di questo ciclo vincente che sembra infinito. Non è una questione di mero ruolo. Douglas Costa è una sentenza; Se in grado di poter giocare la propria partita, è un assoluto numero uno!

Ed è per questo che questa stagione, per chi lo ha amato e ancora lo ama, ha sempre avuto una punta di amarezza; dopo la seconda parte della scorsa stagione, vederlo perno di questa Juve ambiziosa era visto quasi come un obbligo. Non la vedeva così Massimiliano Allegri, che invece non lo ha mai considerato centrale nella sua idea di squadra, pur riconoscendone le qualità immense.

Poi quella gara contro il Sassuolo, in cui bene e male si sono scontrati frontalmente, creando un corto circuito; Douglas entra e dipinge calcio, dice in faccia ad Allegri “Io ci sono!“, poi impazzisce da un momento all’altro, e sputa in faccia a un avversario. Da lì in poi, una serie di infortuni e, qualche mancanza extra campo dello stesso Douglas, hanno minato il prosieguo della stagione

Quando Allegri ha detto, nella conferenza stampa prima di Spal-Juve, che Douglas aveva accusato un fastidio al polpaccio, si è stretto un po’ il cuore di tutti. “La sfiga addosso“, come dice spesso il nostro Dario Pergolizzi su di lui, pareva averlo colpito ancora, come quando, dopo uno slalom speciale, aveva colpito il palo contro l’Ajax. Pare che non sia così, per fortuna, e che Douglas abbia ancora la possibilità di incidere in questa stagione, di chiuderla alla grande

E poi? La sensazione generale è che lui andrà via a prescindere da allenatori, prestazioni e risultati (gli acquirenti paiono non mancare), ma è giusto chiedersi se ne valga la pena. Vale la pena rinunciarvi solo alla luce di questa stagione tribolata? Certo, le analogie con la sua avventura al Bayern (prima stagione devastante, seconda stagione in tono nettamente minore) lasciano spazio a considerazioni, ma come detto, Douglas rappresenta un unicum difficilmente replicabile.

Forse sarebbe bene pensarci a lungo, valutando pro e contro. Contro che possono essere limati. Anche perchè per i pro, ne varrebbe proprio la pena