Com'è cambiata la Lazio dalla Supercoppa a dicembre

di Davide Terruzzi |

Poche squadre si conoscono reciprocamente come Juventus e Lazio. In poco più di un anno le due formazioni si sono affrontate in quattro occasioni vedendo i bianconeri vincere sempre e conquistare due trofei. L’ultima occasione nella quale si sono fronteggiate è stato lo scorso agosto a Shanghai, quando si disputò la Supercoppa, una partita che ricordiamo più per la regia comico-demenziale dei cinesi che per la qualità del gioco.

Era l’otto di agosto. La Juventus accelerò le tappe della preparazione, iniziata due settimane prima, per presentarsi in Cina in condizioni fisiche accettabili, mentre la Lazio si stava avvicinando ai preliminari di Champions League; il mercato era ancora lontano dall’essere terminato (Coman giocò dall’inizio, Llorente subentrò nei minuti finali), le condizioni del terreno di gioco ricordavano invece quelle di un campo di patate. Insomma, il contesto oggi è radicalmente cambiato, ma fu una partita in cui si riuscì a intravedere l’identità delle due formazioni. La Lazio di Pioli è una squadra estremamente aggressiva, il gioco si esprime al massimo delle potenzialità se la condizione, fisica e mentale, è al clou; l’organizzazione in fase di possesso prevede lo sfruttamento propulsivo delle corsie esterne (specie la destra con Basta e Candreva), ma è un sistema che rischia di schiantarsi quando viene annullato, disattivato un elemento.

azione lazio

Una squadra estremamente intensa, quasi tedesca nella ricerca dell’aggressività, caratterizzata dalla spinta perpetua con gli inserimenti dei centrocampisti e la difesa, richiede come detto una condizione fisica-psicologica ottimale: così, le difficoltà della Lazio nel rallentare gestendo e interpretando i diversi momenti della partita rischiano di mandare fuori giri il motore.

spzio lineelato debole

Quando Pioli affrontò la Juventus in campionato scelse il classico 433, mentre in Coppa Italia sorprese optando per un 343 disputando una partita in cui riuscì a mettere in grossa difficoltà i bianconeri esasperando i ritmi alti e il pressing intenso. Anche in Cina, come nella Finale di Roma, la Juventus si presentò, quasi costretta da infortuni e assenze, col 352, un modulo che Pioli sembra voler affrontare ostacolando la costruzione bassa del trio difensivo. La Supercoppa fu una partita ricca di errori tecnici banali, molti passaggi sbagliati, poche occasioni da rete concesse: la solidità juventina fece la differenza quanto la tendenza della Lazio a non mantenere le linee non compatte.

pressing laziogol mandzugol dybala

Pioli sembra non riuscire a trovare una via d’uscita da questa crisi e forse non la sta nemmeno cercando: l’allenatore dei biancocelesti crede fortemente nella propria idea di calcio, nei suoi principi e probabilmente continuerà a insistere sugli stessi chiedendo una maggiore qualità nell’esecuzione, ma se un anno fa poteva sorprendere con i ritmi intensi, il pressing alto, le transizioni veloci, i tagli degli esterni, lo sfruttamento delle corsie laterali, ora la sua Lazio è una formazione alla quale le avversarie hanno preso le contromisure. Anche così si spiega l’evoluzione negativa delle ultime settimane per una Lazio ancora non capace di gestire le partite e che necessita un funzionamento quasi perfetto dei propri meccanismi per avere la meglio sulle avversarie.