E’ davvero tutta colpa del neo-patentato Pirlo?

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Ma è davvero colpa del neopatentato se si rompe l’auto?

Ad oggi, per il tifoso Juventino, è la domanda delle domande: assolvere Pirlo con formula piena per mancanza di prove certe o condannarlo stabilendo, in base alla sua colpevolezza, l’entità della pena.

Cosa è andato storto quest’anno nella Juventus, pur con due titoli in bacheca e una Champions da conquistare all’ultimo giro? Non soltanto una cosa ma una serie di concause manifestatesi parallelamente con un dannoso effetto cumulativo, quello del “tappeto consumato”. Queste crisi sembrano improvvise ma sono sempre precedute da sintomi, ignorati perché non gli si dà più di tanto peso.

Anche in altri settori a volte si giunge al punto di non ritorno definitivo come crisi multi sistemica, crisi solo apparentemente inaspettate e che portano effetti irreversibili o danni quasi irreparabili.

Pirlo è il classico neo-patentato al quale il genitore ha dato la sua vecchia auto per fargli fare esperienza invece di comprargliene una nuova, col rischio che poi vada a schiantarla. Anzi, in questo caso Pirlo passa da una settimana dalla bicicletta con cui fare primissime esperienze di guida ad una macchina vecchia ma ingombrante e voluminosa.

Il padre, prima di affidargli l’auto ha fatto solo un tagliando e per contenere i costi ha sostituito i pezzi più logori con ricambi di seconda mano, oppure non di marca. L’auto che – de facto – è datata, anche grazie ad uno stile di guida completamente diverso dai precedenti autisti e destinata così a non durare molto ed avere segni di cedimento.

La meccanica delle auto, come accade ai calciatori, si adatta a guide specifiche, e se ad un certo punto cambia lo stile del pilota l’auto ne risente pesantemente, un po’ come un ciclista ben allenato che passa improvvisamente alla corsa: fiato e muscoli ci sono ma sono poco idonei ad un differente sforzo atletico, con un ritmo, una respirazione e un coordinamento totalmente diverso. E più si è avanti con l’età -nel caso dei calciatori- più questo processo di adattamento è difficile.

Inoltre i pezzi nuovi possono contribuire al crollo di quelli già usurati: se non cambi mai il disco della frizione senza cambiare anche il volano, puoi giocarti sia uno che l’altro, soprattutto con una guida più aggressiva, il pezzo nuovo va a sollecitare quello usato, il calciatore nuovo si trova sballottato, ha ritmo e mentalità diversa da quello vecchio che fatica ad abituarsi ad una nuova guida, e così via.

Non può essere (solo) colpa del neo-patentato Pirlo se la vecchia auto Juve ha mostrato cedimenti, e certo all’esordiente mancava l’esperienza ma ha provato a fare ciò che doveva, magari senza prendere multe o subire incidenti, ma l’auto comunque ha ceduto. A volte lentamente, altre volte di schianto.

Non si può incolpare Pirlo di aver precocemente mandato in demolizione un’auto che, a detta di molti, poteva ancora performare bene. Guardandola da un’altra prospettiva, se Pirlo avesse fatto discretamente bene anche in A, forse la Società avrebbe continuato a spendere male sostituendo i pezzi (giocatori) usurati con altri nuovi ma sempre e comunque in un contesto deteriorato?

Data invece l’evidente crisi multi-sistemica, pur attenuata da due titoli, non sarebbe il caso di dare a Pirlo una bella auto nuova, magari non così costosa ma totalmente nuova,  invece di procrastinarne ancora l’acquisto spendendo inutilmente altri soldi?

Se colpe possono essere ascritte a Pirlo per me sono marginali e dovute ad uno stile diverso unito alla scarsa esperienza ma, alla fine, chi gli ha affidato la squadra era ben consapevole che la rosa fosse, per quanto tenuta bene, comunque usurata. Semplicemente ne ha sottovalutato la durata e forse, non tutti i mali verranno per nuocere.

 

di Federico Piliego