I coglioni di Sarri e il cazzeggio di Allegri

di Juventibus |

“Mi girano i coglioni perché si parla solo di altissimi livelli, io nella mia carriera ho raggiunto otto promozioni”. Maurizio Sarri.

Rieccoli i “coglioni” di Sarri, alla vigilia della sua seconda finale bianconera. Il tecnico bianconero ritorna al suo stile comunicativo forte, per moltissimi inadeguato e troppo volgare, eppure schietto, franco, a suo modo anche emblematico della “serietà” cruda e spiccia con cui affronta il suo lavoro e gli stessi giornalisti.

L’opposto (quasi sempre) della comunicazione e della filosofia del suo predecessore, Max Allegri, che proprio oggi viene ricordato in un’intervista a Domenico Tedesco (che ha assistito ad alcuni allenamenti dei bianconeri con Allegri):

Allegri è un allenatore molto carismatico. Mi piaceva davvero tanto come trattava le sue squadre. Oltre al modo di fare calcio aveva un gran senso dell’umorismo” – dice l’attuale tecnico dello Spartak Mosca – “Neanche Cristiano Ronaldo veniva risparmiato, se mancava un tiro veniva preso in giro. È stato davvero interessante da vedere“. (intervista a Goal.com)

Il cazzeggio e la gestione della rosa di Allegri (che si “incazzava” anche teatralmente solo quando la squadra si sedeva sugli allori) e la serietà condensata in volgarità comunicativa di Maurizio Sarri, che preferisce svolgere le sedute con maggiore serietà o parlare in conferenza stampa di dati, moduli, di calcio, piuttosto che scherzare anche con gli stessi giornalista.

Oltre ad aver cambiato radicalmente lo stile di gioco, dunque, la squadra si è ritrovata anche di fronte a modalità di allenamento tutte nuove. Normale ci voglia del tempo per soddisfare al massimo le richieste dell’allenatore arrivato esattamente un anno fa. Jurgen Klopp, ad esempio, ci ha messo quasi quattro stagioni per far diventare il suo Liverpool una macchina da guerra. Un altro punto di riferimento è Pep Guardiola, partito con basi più solide al City che però al primo anno deluse le attese, arrivando terzo in Premier.

Tra la polmonite iniziale, il mercato estivo con molti equivoci, il lungo stop e ora gli impegni ogni 3 giorni, Sarri si trova sicuramente in una stagione unica e dalle mille criticità per svolgere con serenitò il suo lavoro. Ora avrà un’altra occasione imperdibile per coniugare il “Sarriball” con le vittorie tanto care (pretese e attese) in casa Juventus e se lo si taccia di perdente gli “girano i coglioni”.

di Manuel Panza

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