Cosa dice il codice etico Juventus

di Juventibus |

La Juventus F.C. S.p.a., come molte altre aziende, ha adottato un proprio Codice Etico, la cui ultima revisione risale al 28 Maggio 2020, data in cui il CdA Juventus ne ha approvato la versione oggi in vigore.

Il Codice Etico è uno strumento utile sia a chi lo predispone, al fine di chiarire i doveri dei destinatari dello stesso, sia ai cosiddetti ‘stakeholders’, cioè tutta quella serie di soggetti esterni alla società ma che con essa intrattengono rapporti economici, finanziari, istituzionali.

Il Codice Etico possiamo definirlo in parole povere un vademecum morale per i dipendenti e gli amministratori (e nel caso di Juventus anche per Fornitori e Licenziatari), la cui osservanza e applicazione contribuisce a mantenere elevato il grado di fiducia interna ed esterna nei confronti della società.

Il Codice Etico della Juventus, consultabile sul sito ufficiale, tratta fattispecie che potrebbero emergere nel caso Suarez, ovviamente solo se le accuse si tramutassero in sentenze inoppugnabili.

Al paragrafo 2.3, dedicato alla “Probità”, si legge: “Nell’ambito dell’attività svolta per Juventus, i destinatari (del Codice Etico, ndr) sono tenuti a rispettare le leggi vigenti di ciascuno degli ordinamenti in cui opera la Società, la normativa sportiva applicabile, ed il Codice Etico. In nessun caso il perseguimento dell’interesse della Juventus può giustificare la loro inosservanza.”

Viene affermato un condivisibile e ovvio principio generale, ma viene anche prospettata una certa intransigenza su comportamenti che infrangessero le leggi.

Il Codice Etico Juventus si articola in 17 capitoli, dei quali il quinto regola i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Non a caso è il più corposo.

Al preliminare passaggio “Le Risorse umane di Juventus devono conoscere e rispettare, ove applicabile, le linee guida emanate dalla Società con riferimento ai rapporti e agli adempimenti con la Pubblica Amministrazione” seguono alcuni principi-obiettivi che vale la pena qui evidenziare.

Ai paragrafi 5.2 e 5.3 si dice: “Juventus si comporta correttamente e con trasparenza nello svolgimento di trattative e rapporti negoziali con la Pubblica Amministrazione, così come nell’esecuzione di qualsiasi adempimento di legge o prescrizione dettata dalla stessa. I rapporti di Juventus con i pubblici ufficiali (ivi inclusi gli impiegati pubblici e concessionari di pubblico servizio) si basano sulla trasparenza, sulla lealtà e sulla correttezza: Juventus non intende creare il minimo sospetto di voler influenzare indebitamente tali soggetti per ottenere benefici con mezzi illeciti”.

E’ abbastanza evidente l’intento di voler tutelare il più possibile l’immagine del club, ammonendo chi deve operare in nome e per conto dello stesso.

Ancora, al 5.6, si legge anche: “Alla luce di quanto sopra, nessuno può cercare di influenzare impropriamente le decisioni delle Amministrazioni interessate, in particolare dei funzionari che trattano o decidono per conto delle stesse”.

E al 5.10-5.11 è sancito che “Nello svolgimento della propria attività, Juventus opera in modo lecito e corretto collaborando con l’autorità giudiziaria, le forze dell’ordine e qualunque pubblico ufficiale che abbia poteri ispettivi e svolga indagini nei suoi confronti. In previsione di un procedimento giudiziario, di un’indagine o di un’ispezione da parte della Pubblica Amministrazione o delle Autorità di Vigilanza, nessuno deve distruggere o alterare registrazioni, verbali, scritture contabili e qualsiasi tipo di documento, mentire o fare dichiarazioni false alle autorità competenti.”

Detto quindi dei comportamenti che la società dichiara di voler prevenire e contrastare, veniamo alle eventuali conseguenze poste a carico di coloro che all’interno di Juventus potrebbero mancare di osservare il Codice Etico.

Ne parla il Capitolo 16 (“Attuazione del Sistema Sanzionatorio”), che formalmente incarica anche i dirigenti ad impegnarsi “affinché tali politiche ed aspettative siano comprese e messe in pratica” in Juventus, rendendoli “responsabili nei confronti degli organi di controllo della Società” e facendoli “parte attiva affinché gli impegni espressi nel Codice Etico vengano attuati.”

In pratica chi riveste un ruolo apicale in Juventus non solo deve rispettare il Codice Etico come gli altri dipendenti o collaboratori, ma deve anche promuoverne l’osservanza, migliorarne l’efficacia.

Tornando alle sanzioni, è previsto che “Le violazioni del Codice Etico sono passibili di sanzione, proporzionata alla gravità e declinata in base al tipo di rapporto che l’interessato intrattiene con Juventus. I provvedimenti includono anche la cessazione del rapporto fiduciario con la Società con le conseguenze contrattuali previste e consentite dalle norme vigenti. Eventuali provvedimenti sanzionatori nei confronti di Risorse umane per violazioni al Codice Etico saranno adottati in coerenza con la normativa applicabile. Il Comitato Controllo e Rischi potrà essere coinvolto nella valutazione di eventuali violazioni da parte di soggetti apicali secondo le procedure interne previste.”

E’ quindi prevista una proporzionalità della sanzione in base – attenzione – al “tipo di rapporto”, il che fa intendere che maggiore è la fiducia che la società ripone sull’interessato, più gravi potrebbero essere i provvedimenti, che possono arrivare anche alla risoluzione unilaterale.

Da questa analisi della lettera del Codice Etico Juventus, che indicazioni possiamo trarre con riferimento al caso Suarez?

Possiamo dire che, oltre alle eventuali conseguenze di carattere penale e sportivo, non potranno escludersi a priori anche provvedimenti sanzionatori interni da parte della società Juventus nei confronti di coloro che verranno ritenuti ineccepibilmente responsabili di condotte non in linea con il Codice Etico, oltre che con la legge.

Ne va della credibilità del club, che sappiamo tutti essere molto sensibile al tema. Non solo a parole.


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