3 anni di guerra City-Uefa

di Nino Flash |

La notizia della squalifica del Manchester City dalle competizioni Uefa per due anni, con accessoria sanzione pecuniaria di 30 milioni di euro, colpisce per l’importanza e l’entità della punizione, ma è il naturale approdo di un iter il cui inizio è da ricercare molto indietro nel tempo.

Era il settembre 2017, quando la lega calcio spagnola chiese ufficialmente alla Uefa di aprire un’indagine sulla condotta dei Citizens, colpevoli di – secondo La Liga – “beneficiare di aiuti di stato, e di sponsorizzazioni che non hanno senso e non sono giuste, andando contro i principi del fair play finanziario, distorcendo irrimediabilmente gli equilibri dell’industria del calcio e la competitività in Europa.

Fu un inedito e plateale atto di accusa da parte di chi difende gli interessi di due dei maggiori colossi economici del calcio-business mondiale, ossia Real Madrid e Barcellona. L’intento era sì quello di frenare la clamorosa e quasi inarrestabile ascesa del club dello sceicco Al Mansour, verificandone la legittimità, ma anche (se non soprattutto) quello di evitare un’ulteriore esplosione delle spese nei bilanci dei grandi club, costretti da una così insana concorrenza a strapagare top player (sia come costo del cartellino che ingaggi).

Ecco quindi spiegata l’esultanza di ieri del presidente della Liga, Javier Tebas, il quale con un laconico “Meglio tardi che mai” commenta la sentenza Uefa, che per lui costituisce una “misura decisiva” per il futuro del calcio, citando senza remore anche il PSG, altro club nel mirino degli spagnoli, denunciato insieme al City dalla Liga per gli stessi motivi.

Giova ricordare che appena due mesi fa, a metà novembre, il Tas si espresse negativamente nei confronti del Manchester City, dichiarando inammissibile il ricorso contro l’indagine Uefa a seguito della quale il 15 maggio 2019 la Camera Investigativa aveva inoltrato il dossier City alla Camera Arbitrale, invitandola a imporre una sanzione al Club. Sanzione che è stata resa pubblica ieri e che nella forma e nella sostanza convalida quelle stesse accuse formulate dai vertici del calcio spagnolo: Manchester City “colpevole di aver seriamente infranto le regole del Fair Play Finanziario, aumentando i ricavi da sponsorizzazioni nei suoi conti presentati all’UEFA tra il 2012 e il 2016. Inoltre ha constatato che il club ha mancato di collaborare nelle indagini per il caso.”

Dal 2017 ad oggi, quindi, tutte le istituzioni preposte a verificare la regolarità di certe operazioni hanno evidentemente svolto il loro compito, giungendo ieri ad emettere questo primo verdetto, che potrebbe essere confermato o meno dai prossimi passaggi giudiziari.

In Inghilterra si scrive già che, in caso di conferma della condanna, anche la Premier League sarebbe costretta a prenderne atto e irrogare a sua volta una sanzione “nazionale” (la BBC riporta varie ipotesi che arrivano addirittura ad ipotizzare la retrocessione in League Two).

Perché, si sa, oltremanica su certe cose sono inflessibili e non guardano in faccia a nessuno quando c’è da salvaguardare la reputazione, in questo caso di un consorzio che incamera annualmente oltre 4 miliardi di diritti tv.

Dal canto suo il City, se fino a ieri ha messo in atto una strategia tendente a ritardare il più possibile un qualsiasi pronunciamento negativo, da oggi dovrebbe essere anch’esso interessato a definire quanto prima il proprio destino e lo scenario in cui potrà muoversi. Immaginando di arrivare al prossimo mercato estivo in attesa del verdetto di appello, viene facile pensare che se da un lato sarebbe difficile realizzare  movimenti in entrata, dall’altro sarebbe ancora più difficile elaborare una programmazione a lungo termine, che per un club di quella portata è essenziale.

Sul campo poi, da qui a fine stagione, può succedere di tutto perché il calcio sa sempre raccontare nuove storie, inventare incroci e destini. Con la prima sliding door che sarà l’ottavo di finale tra i Citizens e proprio quel Real Madrid che oggi si sentirà più tutelato, qualora ne avesse bisogno.


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