Cinque gol per cinque scudetti

di Claudio Pellecchia |

Un gol che vale una stagione, cinque gol per cinque scudetti, cinque momenti che significano tutto in cinque cavalcate memorabili, così diverse e così simili l’una all’altra. Tutte con un unico filo conduttore: quel singolo attimo che ti da la consapevolezza che l’obiettivo è lì, a portata di mano. Basta solo allungare la mano e farlo tuo per sempre. Noi l’abbiamo fatto e non ci stancheremmo mai di rifarlo.

Borriello vs Cesena

Al Manuzzi la Juve culla un sogno impensabile prima dell’arrivo di Antonio Conte. ma per dare concretezza a quella che rischia di restare soltanto un’idea meravigliosa serve vincere le resistenze di un Cesena coriaceo. Pirlo ha spedito sul palo il secondo rigore concesso in stagione e Antonioli si è appena superato su una splendida punizione di Del Piero. Sulla rimessa laterale successiva è proprio Alex a calciare a centro area: sponda di Vucinic e sinistro al volo di Marco Borriello (criticato urbi et orbi dopo il suo arrivo a gennaio) che dà un senso a una carriera con un gol da tre punti. Quello decisivo, il cui peso si capirà solo al termine della serata di Trieste (Cagliari-Juve 0-2):

Giaccherini vs Catania

La Juve di Conte 2.0 è una squadra molto più consapevole dei suoi mezzi. Tuttavia lo scudetto consecutivo numero due non arriva in scioltezza come la graduatoria di fine campionato lascerebbe supporre. Soprattutto dopo una sconfitta a Roma (gran gol di Totti) in gennaio, il Napoli secondo in classifica battendo la Sampdoria in casa avrebbe l’opportunità di portarsi a -1. Al San Paolo, però, finisce 0-0 e, di fatto, gli uomini di Mazzarri non riusciranno più a tenere il passo della capolista. Che mantiene 6 punti di vantaggio dopo la trasferta a Fuorigrotta (1-1) pur restando bisognosa del colpo del ko. Che arriva dall’uomo simbolo dell’idea di squadra voluta dal tecnico leccese: Emanuele Giaccherini, nel recupero, batte il Catania, lancia la Juve a +9 e le cuce addosso tre quarti di tricolore:

Pirlo vs Genoa 

L’anno dei 102 punti, l’anno dei record, l’anno di una Juve che rimonta una Roma capace di vincere le prime 10 partite di campionato. Una squadra, quella giallorossa, che cede soltanto nel finale complice, forse, quel che accade al Luigi Ferraris di Genova. I bianconeri sono in una di quelle serate in cui il 3-5-2 è fin troppo prevedibile, soprattutto al cospetto di un Genoa ben messo in campo. E che, a un quarto d’ora dalla fine, avrebbe anche la palla del vantaggio. Un calcio di rigore che, però, Calaiò si fa parare da Buffon. A due minuti dal 90′ poi, sull’altro fronte, calcio di punizione. Sul pallone c’è Pirlo. Vuoi vedere che…

Roma che passa dal -6 al -9. Il 2013/2014 finisce qui.

Vidal vs Sampdoria

Dal 14 luglio 2014 al 2 maggio 2015 ci sono 10 mesi. Una vita, calcisticamente parlando. Tanto ci mette Massimiliano Allegri a trasformare i fischi in applausi, gli insulti in ovazioni. L’addio di Conte doveva essere prodromico al disfacimento di un gruppo logoro e stanco. Diventa l’apoteosi di una squadra che si arrenderà solo al più grande Barcellona di sempre nella notte bella e triste di Berlino. In mezzo una Coppa Italia e l’ultimo gol in maglia bianconera di Arturo Vidal, che vuol dire poker scudettato:

Cuadrado vs Torino

Dodici punti in dieci partite. E la sensazione che stavolta l’impresa sia disperata. Con i ghigni altrui a rendere tutto più insopportabile. Eppure, certe volte, basta un attimo a cambiare il tuo destino. Un attimo da cogliere al volo come quel treno che non passerà più. Perché fino alla fine non è solo un motto da stadio. E’ uno stile di vita.

https://www.youtube.com/watch?v=W7A-IiLjCwU

Il resto, come si suol dire, è storia. Anzi #Hi5tory.