Le cinque migliori serate europee con Andrea Agnelli

di Alexander Supertramp |

Quali sono state le più belle serate europee che abbiamo vissuto in questi ultimi sette anni? Proviamo a ricordarle ed a classificarle. Non tanto sulla bellezza della partita in se o del gioco. Ma sull’indice emotivo soprattutto, su quello che hanno rappresentato in quel preciso momento, sul carico di sofferenza, emozioni e gioia che si portavano dietro e che hanno saputo creare.

 

POS.5

18 Marzo 2015 – Borussia Dortmund – Juventus 0-3

Si gioca al Signal Iduna Park di Dortmund, cornice tra le più affascinanti e coinvolgenti del mondo, si gioca per il ritorno degli ottavi di finale della Champions League. Dopo il 2 a 1 dell’andata la Juve è chiamata ad un compito assai difficile. Il clima che precede la partita tra i tifosi juventini non è dei più fiduciosi. Quello stadio, seppur modificato, lo conosciamo bene, essendo stato teatro di numerosi successi bianconeri. Dall’epica finale di andata della Coppa Uefa 1993, con una meravigliosa doppietta di Baggio, fino alla prima apparizione in Champions della Juventus Lippiana, con la prima vera meravigliosa pennellata di Pinturicchio.

Questa volta però la fiducia è diversa, i bianconeri dopo la cocente eliminazione ai gironi dell’anno precedente con Conte in panchina, devono ancora trovare una vera dimensione europea. Il compito ora è affidato a Massimiliano Allegri. Beh, quella partita probabilmente segna il nostro vero grande ritorno nel calcio dei Big. La prima grande vittoria esterna, in uno stadio topico, dopo la sofferenza di Calciopoli e la faticosa rinascita. Uno 0-3 che non lascia equivoci, una Juventus dominante come raramente si era visto su un grande campo europeo. Apre subito le danze Tevez, con un destro fulminante ed improvviso dal limite dell’area. Il Bvb reagisce con veemenza, ma i bianconeri ribattono colpo su colpo e nella ripresa tramortiscono definitivamente i tedeschi. Mattatori della serata sono il canterano Morata e l’apache Tevez. Oltre ad uno straordinario Marchisio, che sostituisce Pirlo infortunato in cabina di regia. I due punteri però quella sera fanno capire al resto d’Europa che anche la Juventus ha una grande coppia d’attacco, ed una squadra tutta che ha trovato finalmente consapevolezza e personalità.

 

POS.4

11 Aprile 2017 – Juventus – Barcellona 3-0

Allo Juventus Stadium arriva il Barcellona di Messi, Neymar e Suarez. Un Barcellona reduce dall’incredibile rimonta sul Psg negli ottavi, che ribaltò con un pazzesco 6-1 lo 0-4 del Parco dei Principi. La Juventus invece si era sbarazzata in maniera abbastanza perentoria del Porto. Ma il test Barca è tutt’altra cosa. In molti già ci vedono fuori dalla grande Coppa. Dopo il rumoroso acquisto di Higuain in Italia sono tutti pronti sul trespolo a sperare nel fallimento. La partita della Juventus è un concentrato di ferocia, rabbia, concentrazione e qualità. Un tre a zero roboante che non lascia dubbi. E’ la grande serata della Joya. Un primo gol dall’interno dell’area piccola con un sinistro a giro telecomandato. Alla Messi davanti a Messi. Un 2 a 0 in ripartenza, poco dopo che Buffon aveva salvato miracolosamente su Iniesta. Una transizione folgorante, con l’ariete Mandzukic in veste di grande contropiedista, che porta palla dalla linea di centrocampo fino al limite dell’area, concludendo con un servizio al bacio per l’argentino che trafigge ancora Ter Stegen. E’ la serata che certifica ufficialmente la bontà della scelta di Allegri di puntare su una squadra con tutti i tenori in campo. Un 4231 in cui pochi credevano potesse essere riproposto in grandi occasioni. Quello schema invece rappresenta la svolta della stagione, e l’ufficialità viene emessa con quella straordinaria partita. A chiudere il punteggio ci penserà Chiellini nel secondo tempo, con un colpo di testa leonino e gladiatorio su un Mascherano che strattonava.

 

POS.3

20 Novembre 2012 Juventus – Chelsea 3-0

Non è la prima ufficiale in Champions allo Stadium, l’esordio europeo del nostro nuovo impianto era avvenuto poche settimane prima con gli Ucraini dello Shakhtar Donetsk ed uno striminzito 1-1. Ma si tratta della prima grande sfida europea della nuova Juventus, del nuovo corso targato Andrea Agnelli. E quale miglior battesimo dei campioni d’Europa in carica? L’emozione per quella serata nel tifo bianconero è alle stelle. Conte ha riportato un nuovo grande orgoglio e convinzione dopo la cavalcata tricolore dell’anno precedente. Lo Stadium è una bomba pronta ad esplodere, lo sventolio coreografico delle bandierine all’ingresso in campo è da film. E la squadra risponde presente, come sempre faceva d’altronde. Aggressione alta, grande ritmo, Pirlo disegna arcobaleni con il suo compasso destro. Il vantaggio arriva sul finire del primo tempo. Proprio il numero 21 prova il destro dal limite dell’area, sulla palla si avventa Quagliarella in quella che in prima impressione sembra essere una deviazione fortuita. Niente affatto, il replay è chiarissimo. L’attaccante napoletano apre il piatto destro in modo istintivamente funambolico, da goleador di razza qual’è, e quale ancora oggi si sta confermando. La sentenza arriva a metà secondo tempo. Ad emetterla ci pensa un uomo simbolo di quella squadra, Arturo Vidal. Che in quell’anno fornì sicuramente la miglior stagione della carriera. Il cileno era impressionante. Correva, randellava, recuperava, rifiniva, segnava. Il vero tuttocampista, ma pure goleador. Il tre a zero finale lo sigla Giovinco, a compimento di una serata storica e memorabile. L’Europa è avvertita, la Juventus è tornata.

 

POS.2

12 Marzo 2019 – Juventus – Atletico Madrid 3-0

Cos’altro dire su questa partita?…l’abbiamo appena vissuta. Il cocktail di emozioni provato tra andata e ritorno è stato una miscela atomica di nitroglicerina e benzina. Dopo lo 0-2 dell’andata, gran parte del tifo bianconero si sentiva sconfitto, gran parte della critica vedeva la Juventus già eliminata, e per tre settimane ha suonato e scritto di un funerale sentenziato troppo presto. Ma la Juventus non muore mai. Come disse il Trap è un drago a sette teste. Gliene puoi tagliare una, ma ne rispunterà sempre un’altra. I presenti allo Stadium sembrano saperlo e ricordarlo molto bene. Il clima è infuocato. La scintilla della vittoria si emana dal campo agli spalti e dagli spalti al campo. L’Atletico è messo in un angolino a difendere e pregare. Ronaldo, dopo essere stato insultato in ogni modo dai tifosi Colchoneros all’andata, è carico come una freccia incoccata sull’arco di Robin Hood. Freme, scalpita, carica i compagni ad uno ad uno. Da vero leader. Da vero Mr. Champions. Uno a zero, due a zero… tre a zero. Aquì tambien tenemos huevos.

 

POS.1

13 Maggio 2015 – Real Madrid – Juventus 1-1

In molti forse non saranno d’accordo con questa scelta, un pareggio, neanche una vittoria, cos’è? Una scelta alla Chiellini? No, certo che no. Ma quella serata per molti Juventini non può non aver avuto un sapore unico e commovente. Dopo Calciopoli, dopo anni di sofferenza e settimi posti, dopo così tante stagioni passate a guardare ogni volta quella partita, quel fantastico evento che catalizza il mondo, come fosse ormai di un altro pianeta, di un altro calcio, così lontano ora dalle nostre possibilità…beh, per questi motivi quella sera l’emozione è stata quasi catartica. Quasi non ci credevamo, non ci sembrava possibile. Tagliare il pass poi proprio contro il Real Madrid. Il Real Madrid campione in carica, il Real di Ronaldo, che all’epoca ci appariva davvero come un extraterrestre che mai avremmo potuto presentare nelle nostre file. Contro una squadra sulla carta molto più forte e completa della nostra. Dopo aver iniziato la stagione con delusione e sfiducia, per l’addio di Conte e l’arrivo di Allegri. Una serata indimenticabile. Che ci poneva ad una partita dalla stagione perfetta, dopo aver già messo in bacheca Scudetto e Coppa nazionale. Un manipolo di eroi… come sancì Francesco Repice al triplice fischio. Ed un’esplosione di emozioni ad oggi ancora imbattuta.