PreMatch Juve-Chievo, se Allegri è davvero come Lippi (VIDEO)

di Luca Momblano |

A 72 ore dalla gara “secca” di Torino contro il Barcellona per i quarti di Champions League, tocca pensare al Chievo, squadra che allo Stadium, zitta zitta, è già stata capace di costringere sul pari sia Massimiliano Allegri che Antonio Conte (nonché procurare in tempi recenti anche figuracce a Gigi Del Neri e Ciro Ferrara).

Una partita fondamentale per il campionato della possibile Leggenda, una di quelle partite su cui Allegri ha puntato il dito distinguendole dalle trasferte di Napoli e Roma che in questo girone di ritorno, per il tecnico, vanno a se stante anche ai fini dello stretto risultato. Una partita però delicata, tatticamente diversa, con la Juventus che ha l’occasione di dimostrare una volta per tutte la nuova dimensione internazionale.

Come? Unendo l’utile al dilettevole, le necessità di punti e di strategia, senza paure recondite e senza aggrapparsi a Higuain e ai capisaldi del nuovo sistema (Pjanic in regia, Bonucci a guidare la difesa per riferirne altri due). Un sistema, il 4-2-3-1, che potrebbe anche essere 4-3-3 a detta delle anticipazioni della vigilia. Ma un sistema, liquido, che comunque è lui, intoccabile, dal dopo Firenze.

Proprio Higuain è la partenza di tutto. Bisogna avere la forza di abbuonargliela vincendola di slancio. Non per lo spettacolo, ma con quell’agilità che i tifosi tradurrebbero in spettacolo. Il Pipita è dall’11 gennaio che non ne guarda una intera dalla panchina (Juve-Atalanta di Coppa Italia) e che in campionato non può star fuori dalla formazione titolare dal tremendo 3-1 patito a Marassi contro il Genoa a novembre.

Per questo serve la risposta europea che Allegri cerca e che Lippi aveva: vedremo come la affronterà il tecnico, ma l’occasione è ghiotta. Vincerla così per togliere le ultime paure. Con Dybala terminale di movimento e Cuadrado cattivo a destra (nel video arrivo a provocare con un Lemina in versione San Paolo, perché avrei traslato l’esperimento proprio su questa partita, se gli allenamenti dicono che il gabonese lì abbia davvero un senso).

Queste, infine, sono le partite che nessuno vorrebbe giocare. Nessuno fatta eccezione i senatori pronti a scrivere una nuova pagina di storia. Buffon, Barzagli, Marchisio, perfino Asamoah. La potrebbero quasi vincere da soli. O la dovrebbero. Attraverso la giusta osmosi mentale che indirizzerà i compagni. Loro, là davanti, hanno anche bisogno di divertirsi, quando e fino a quando si può.