Maurizio Romei: “Vi racconto i primi giorni di Chiesa alla Settignanese. L’allenatore più decisivo? Kurt Hamrin”

di Corrado Parlati |

Chiesa conferenza stampa

La Settignanese è uno dei cuori pulsanti del calcio fiorentino, a filo diretto con la squadra principale della città, che puntualmente rifornisce di talenti cristallini.

Uno di questi è Federico Chiesa, che di recente ha salutato Firenze per approdare alla corte di Madama.

Per raccontare la sua storia, noi di Juventibus abbiamo intervistato Maurizio Romei, che alla Settignanese è molto più di un allenatore o un dirigente.

Come sono stati i primi giorni di Federico Chiesa alla Settignanese?

Federico ha trascorso alla Scuola Calcio “Ferruccio Valcareggi” 5 anni; è andato alla Fiorentina a 10 anni compiuti. Direi che i primi giorni trascorsi alla Settignanese sono stati giorni sereni, come per tutti i bimbi quando rincorrono un pallone.

Il suo ruolo è sempre stato quello di esterno oppure c’è stata un’evoluzione nel corso della sua carriera?

No, ha sempre giocato sulla fascia anche se a quella età i ruoli non si danno mai, anche perché i bimbi vanno a giocare da soli dove torna meglio a loro.

Ha iniziato con Kurt Hamrin, poi Albertosi, Mareggini, Tenda, Riganò. Qual è stato, secondo Lei, l’allenatore più decisivo per il suo sviluppo durante il periodo alla Settignanese e perché?

Sicuramente Kurt Hamrin, non solo perché sapeva insegnare calcio, ma anche perché con Kurt c’era disciplina e rispetto verso i compagni, cose importanti per proseguire in uno sport di squadra.

Vuole raccontarci il momento del passaggio di Federico alla Fiorentina? Quanto è stata importante, poi, l’influenza di Paulo Sousa una volta promosso in prima squadra?

Il passaggio di Federico alla Fiorentina è stato un normale passaggio, come quello di tanti altri ragazzi che sono andati in Viola; si pensi che attualmente, non contando Federico che è passato alla Juventus, ce ne sono 20 della nostra Scuola Calcio in Fiorentina.

Paulo Sousa è stato fondamentale nella carriera di Federico, in quanto ha visto in lui delle potenzialità fino a quel punto non totalmente espresse e lo ha lanciato a Torino, subito contro la Juventus e Federico ha risposto in pieno alle aspettative di Sousa, dimostrando una personalità non facile da avere a 17 anni.

Secondo Lei, quale può essere la migliore posizione per Chiesa nel modulo di Pirlo? Ha le caratteristiche per avere un buon rendimento nel 3-4-1-2 come esterno di centrocampo?

Assolutamente no! Con una difesa a tre dovrebbe arretrare troppo la sua posizione e quindi non verrebbero sfruttate al massimo le sue doti tecniche e soprattutto fisiche; l’ideale sarebbe un 4-3-3.

A Maurizio Romei e all’ufficio stampa della Settignanese va un sentito ringraziamento.

Intervista a cura di Corrado Parlati


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