Chiedo scusa per Chiesa: è il più decisivo di questa Juve

di Stefano Francesco Utzeri |

Mi pento, mi pento amaramente. Certo, è facile dirlo col senno del poi, ma oggi posso dire di aver umilmente cambiato idea spinto dalla forza dei fatti. Oggi, posso dire che Federico Chiesa è l’uomo più decisivo di questa Juventus e lo faccio felice che abbia smentito tutti i preconcetti che c’erano sul suo arrivo. Da queste stesse pagine, dallo stesso autore, l’arrivo eventuale di Chiesa nel 2019, come nel 2020 (poi concretizzato) era stato aspramente criticato.

In questa stagione, in cui la Juventus ha faticato e fatica (ahinoi) ancora oggi a trovare una quadratura tra infortuni, covid e inesperienza totale dell’allenatore, Federico Chiesa è stata una luce in fondo al tunnel, l’uomo a cui aggrapparsi oggi e domani.
Il Chiesa arruffone e disordinato della Fiorentina, in questa stagione è diventato una vera e propria scarica elettrica, uno choc che più volte ha svegliato, aggiustato, sbloccato la Juventus. Federico ha improvvisamente iniziato ad incanalare la sua già nota incredibile energia nelle giuste situazioni, incidendo laddove era possibile, come era possibile.
La mole di azioni, l’energia nei suoi scatti, nei suoi dribbling che a Firenze talvolta facevano persino innervosire chi lo guardava, è stata sostituita da un contributo continuo in avanti e dal sacrificio dietro, in non possesso.

Chiesa viaggia a velocità supersoniche: di questo ne ero già consapevole. Quella stessa velocità, quel suo essere rapido, forse anche troppo, mi aveva fatto pensare che Federico si fosse fatto largo più per la sua incredibile velocità, che per il suo reale valore tecnico.
In una Juventus falcidiata di problemi lo avevo immaginato non troppo dissimile a quello di Firenze, inconcludente, arruffone, disordinato tatticamente e tecnicamente. E nella stessa Fiorentina, forse per un pregiudizio cresciuto nel corso degli anni in cui Chiesa non incideva in maniera consistente in contesto mediocre, quel preconcetto nei suoi confronti era cresciuto fino a diventare giudizio finale.

La sua frenetica ricerca della giocata personale in passato mi aveva tratto in inganno. È pur vero che alla Fiorentina Chiesa aveva abituato il pubblico ad essere quasi sempre l’unico vero terminale offensivo di una squadra che per anni ha fatto davvero fatica. Lotta retrocessione, critiche, momenti difficili, cambi di società, la Viola non aveva mai avuto pace e l’aspetto tecnico ne aveva risentito.
Oggi, nella Juventus, pur in una situazione difficile, Chiesa ha abbandonato il suo frenetico modo di giocare, e incanalando l’energia nelle giocate giuste e nel contributo difensivo, avendo accanto compagni che hanno sicuramente maggiori armi tecniche e tattiche per supportarne e finalizzarne l’immenso numeri di azioni pericolose che produce nei 90 minuti.

Al di là di qualche passaggio a vuoto dovuto più a qualche inevitabile problemino fisico sopraggiunto durante la stagione, la prima stagione bianconera del numero 22 è da definirsi comunque vada positiva.
E poco importa se tra un anno e mezzo ci saranno da sborsare 50 milioni per farne definitivamente un calciatore bianconero, Chiesa è stata l’uomo in più di questa Juventus, ora bisogna solo vincere anche insieme a lui.