Chiellini VS Ibra, da Calciopoli a Euro '16

di Giacomo Scutiero |

2006, Calciopoli, Serie B. La Juve perde i pezzi: Cannavaro, Thuram, Zambrotta, Vieira, Emerson, Mutu e Ibrahimovic. Questa la cessione coatta più bruciante perché lo svedese 24enne, già campione, finisce alla nemica Internazionale cui elargirà in abbondanza. La Juve e Deschamps provano di tutto, contratto cospicuo incluso, per trattenerlo; Zlatan manco ascolta e gioca alla Play Station invece di partecipare alle amichevoli pre-campionato.

Il ritorno dei bianconeri in A e il ritorno di Zlatan a Torino da avversario neroazzurro avviene alla fine del 2007. La gara del braccio di ferro con Chiellini: intensità, spallate, gomitate, insulti…Una sfida ad alto tasso battagliero. Al fischio finale, Ibrahimovic va incontro a Chiellini prendendolo per la testa «perché era stato un cane disobbendiente, gli ho messo paura» (cit. -Io, Ibra-).

Come sempre dovrebbe essere, il bisticcio e i misfatti spirano una volta archiviato il match. Due anni fa, Chiellini ha confessato di «non aver mai visto un giocatore spostare così tanto l’equilibrio di una gara come Ibra». Lo svedese non è stato meno omaggiante: «Il più duro marcatore che ho affrontato. Veramente difficile superarlo perché non ti dà spazio, non ti fa respirare. Ma mi piace…Leale, guerriero. Sono stati duelli fantastici“.