Chiellini: il muro invalicabile (anche per il finale di stagione?)

di Juventibus |

Chiellini è ritornato tra i convocati di Sarri nella sfortunata e rocambolesca serata di Milan-Juventus e, visti gli impegni fittissimi nel rush finale, sarà un uomo importante, dentro e fuori dal campo, il Capitano che è mancato per tutta la (delicatissima e anomala) stagione.

Riportiamo qui, a proposito del Chiellini giocatori che ha attraversato 15 anni di storia Juve e di evoluzione del calcio, un brano in esclusiva del libro “Chiellini. Il muro invalicabile“, di Jacopo Azzolini, giornalista e penna di Juventibus e volto di JB Live. Nel brano, Giorgio con Conte finalmente “alza la testa” e comincia, per la prima volta, ad impostare il gioco, con risultati sorprendenti…


 

Nel calcio di Conte, i difensori sono i primi registi: toccano una quantità enorme di palloni e si sostituiscono al vertice basso quando questo è mercato. Lo scopo è arrivare al filtrante per le punte, quindi i difensori devono essere abituati a pensare in modo verticale e a testa alta.
Questo sistema ha senza dubbio esaltato Leonardo Bonucci (che ha sempre avuto qualità incredibile nell’impostazione), trasformandolo in un playmaker oltretutto ben protetto dalla squadra. Tuttavia, non si sottolinea mai abbastanza come il 3-5-2 di Conte abbia dato nuovo impulso alla carriera di Chiellini.
Da quel momento, il difensore toscano inizia a divenire un giocatore sempre più completo, migliorando vistosamente in tanti fondamentali che prima erano un suo grosso handicap.
Lo stesso Chiellini ne è consapevole, come dice alla Gazzetta dello Sport nel febbraio 2013:

«Spesso dobbiamo anche impostare, perché quando Pirlo è marcato non possiamo scaricare il pallone su di lui e contro le squadre che si chiudono dobbiamo far girare la palla per trovare la soluzione migliore. Nell’ultimo anno e mezzo ho lavorato molto per migliorare anche in fase di impostazione»

Dopo le difficoltà delle due stagioni precedenti, Chiellini si rilancia alla grande in un calcio estremamente codificato, in cui ogni giocatore sa esattamente quelle che deve fare.
Il difensore toscano, che precedentemente spiccava per le enormi difficoltà nel maneggiare il pallone, compie un netto step per quanto riguarda la gestione del possesso. Beninteso, continua ad essere l’anello debole quando la Juve imposta dal basso: tant’è che gli avversari indirizzano il pressing su di lui, poiché è il meno dotato tecnicamente e quindi si spera di indurlo all’errore. Tuttavia, Chiellini inizia ad alzare la testa in fase di costruzione, migliorando vistosamente nella visione di gioco.
Conte allena in modo incessante i propri difensori a verticalizzare alle spalle delle linee avversarie, e ciò si vede con evidenza nel rettangolo verde. Sfruttando l’eccellente movimento senza palla davanti a sé (come detto, le squadre di Conte sono organizzatissime in tutte le situazioni), Chiellini ha molte più soluzioni di passaggio in avanti rispetto al passato.
Un netto cambio di paradigma se confrontato al calcio più scolastico dei tempi di Ranieri, in cui o si lanciava lungo o si scaricava sul mediano, ossia su chi era delegato al palleggio, secondo lo stile tattico più vintage e conservativo del tecnico romano. Chiellini, nella propria autobiografia, ha riconosciuto come Conte sia stato il primo a fargli pensare il calcio in un certo modo.

«Prima di Conte, non avevo mai pensato minimamente a giocare davvero la palla, per me il calcio era solo difendere, cercare il passaggio più vicino o quello più lontano, non era neanche essenziale che fossero perfetti”.

«Eppure, i grandi difensori di quegli anni si esprimevano già attraverso un gioco più evoluto. A me non era ancora stato chiesto, e d’altronde non sapevo neanche farlo bene. Si può dire che Conte mi abbia insegnato a giocare a calcio, e dopo è stato un piacere, da quell’apertura mentale e non solo tecnica, è derivato tutto: un nuovo mondo»

ll numero 3 cresce tanto nell’intraprendenza quanto nell’accuratezza della giocata, con passaggi sempre più precisi e preziosi per i compagni. Finalmente, Chiellini inizia un percorso che lo porta a diventare un valore aggiunto anche per la fase di possesso della Juve. I dati sono strabilianti: nelle stagioni 2009-2010 e 2010-2011, il giocatore toscano aveva effettuato rispettivamente 38.5 e 43.6 passaggi ogni 90’. Nel primo anno di Conte, Chiellini compie invece 66.3 passaggi ogni 90’, e nelle stagioni successive non scenderà mai sotto i 60.”


Ringraziamo Jacopo Azzolini per il brano del libro Chiellini, il muro invalicabile“, con prefazione di Luca Momblano, ed. Kenness. Disponibile su Amazon o IBS