Su Chiellini, Asamoah & co. in attesa di Felipe Anderson e Suso

di Luca Momblano |

Volevo scrivere dell’equazione balzata agli occhi dopo le dichiarazioni di Giorgio Chiellini nel dopogara di Firenze. Ponendo la fatidica domanda: Sturaro + Pjanic = Pogba? Ne riparleremo. Studiate la vostra risposta. Sappiate che la mia sarà molto articolata e si fonderà sul principio che la tesi di fondo ha un suo perché, dunque la domanda resta legittima, con la consapevolezza finale che una mezzala che occupa campo più un trequarti che galleggia orizzontale dotato di un forte senso per le assistenze debbano necessariamente essere di più anche della miglior versione del francese, ragionando lui nella sua applicazione a due volti, ovvero quella vista per di più da intermedio con licenza di “andare” nel 3-5-2.

 

Fatta questa premessa, l’immediato mi ha portato altrove. Perché il campo incombe e ha ben poco di astratto. L’altrove è la catena di sinistra, e non perché sia il male dal quale è afflitta la Juventus. Purtroppo, o per fortuna, quello bianconero al momento resta un malessere generalizzato e non una patologia. Prevenire è meglio di curare, ma tocca anche saper curare. Così, in assenza di Alex Sandro, contro la Lazio ci va particolare cura per quella zona di campo.

 

Tra le soluzioni al vaglio, alcune possibili, altre immaginabili, altre ancora inimmaginabili, quasi tutte includono Asamoah. Proprio a Roma contro la Lazio, dopo una partenza sprint, iniziò il suo oblio 2016/17. Alla luce dei fatti relativi al ciondolante Evra va compresa la chiamata alle armi alla quale ha aderito il ghanese: dire no alla Coppa d’Africa, giocandola con chance di vittoria, non è qualcosa di banale. E adesso viene il bello per il caro Asa, perché quasi diventa pedina chiave e le parole di Allegri sul suo conto sono la seconda chiamata alle armi nel giro di poche settimane.

 

Se Allegri sceglierà il 3-5-2 contro la Lazio (Chiellini e Asamoah in catena difensiva sulle sortite di Felipe Anderson) allora non ci sarà Rincon perché Pjanic dal primo minuto, se sta bene, resta un dovere. A proposito del venezuelano: a prim’occhio pare più a suo agio nelle vesti di vice-Khedira sul centrodestra che altrove. Magari potrà stupire davanti alla difesa, da tampone e prima geometria, per sbloccare Marchisio. Che però con Allegri non è mai stato una mezza sinistra. Insomma, un po’ un pasticcio mentale, il che lancia l’idea che questo eventuale 3-5-2 altro non sia che il 3-4-1-2 che fonde passato e presente. In qualche modo, inutile negarlo, Allegri è a caccia del futuro. Di una Juve che sappia volare, anche in trasferta, anche in Europa senza i velocisti puri che misero a ferro e fuoco Monaco di Baviera.

 

Del passato riconiugato abbiamo detto, del presente tutti più o meno sanno: difesa a quattro, rinuncia a due tra Barzagli, Chiellini e Rugani (Bonucci sembra davvero l’unico intoccabile a rosa sana), il vice Sturaro (finché non lo scalza qualcuno) che si chiama più Asamoah che Rincon.

Sto cercando di tradurre le applicazioni di Allegri, i suoi concetti di massima, in base allo storico di cui siamo in possesso. E non solo nell’esperienza Juve.

Al che qualcuno dice che sia stato anche provato Chiellini terzino sinistro, magari più per Suso visto che il terrore di Doha sarà a Torino tra pochi giorni. Alex Sandro davanti a lui? Progetti di 4-2-3-1, 4-4-2 o comunque qualcosa che coinvolga gli emarginati tattici dei sistemi storici? I nomi, ovviamente, sono quelli di Juan Cuadrado e Marko Pjaca. La prima opzione, non dispiaciuta nella frustrazione del Franchi ma anche mai testata prima se non forse per qualche attimo a Zagabria, coinvolge ancora Pjanic. La seconda potrebbe dare due posizioni plausibili proprio a Pjaca anche in vista della Coppa Italia. Entrambe, invece, consegnerebbero (come il 3-4-1-2) mansioni più contenute e più tattiche e forse anche più consone a Khedira (di conseguenza anche a Rincon, e forse non sarebbe proprio un male).

 

Insomma, da sinistra si finisce a parlare poi della destra. Capitolo addirittura più lungo e articolato nonostante siano dei nostri due calciatori che fino a pochi mesi or sono facevano dormire sonni tranquilli (Lichtsteiner e Cuadrado). Quasi da restare increduli. C’è un Dani Alves che balla, in tutti i sensi…