La ragione di Chiellini, l’attestato di Allegri

Ascoltare il nostro capitano al termine della sconfitta contro lo United è stato come immaginare l’intervista dell’ideale allenatore della Juventus: in consegna assicurata, pacchetti di responsabilità, accortezza e risoluzione.

Non ricordo comunicatori bianconeri recenti più concludenti di Giorgio Chiellini; forse perché non ho memoria, forse perché non sono imparziale e pendo dalle sue benpensanti labbra, forse perché non esistono.

Il numero 3 non è un calciatore ordinario: sempre concentrato ed intenso per tutta la gara, compresi extra time e persino i pre e i post, senza soluzione della continuità di mesi ed anni.
Ci parla di “andazzo” da noi affrontato e sofferto, il cui start è quasi certamente piantato in Juve-Genoa; poi Empoli, prima del Cagliari e dei Diavoli. Modulando, ha ragione.

Attenzione, però. Abbiamo due entità sotto gli occhi: il concorso italiano, che a tratti e un po’ di più ci vede essere lemmi perché certi della infallibilità; la battaglia europea, dove siamo superati in casa dopo aver egemonizzato per un’ora e mezza meno due calci piazzati.

Il capitano accomuna palcoscenici eterogenei per dare forza al concetto: essere spesso permissivi aumenta le probabilità di essere scornati. E allora basta con l’indulgenza, ragazzi, basta con la pieghevolezza che è l’anticamera dello squarcio.

 

Citando l’amico José e portando le sue parole dalla nostra parte, la prestazione è stata fantastica. Però e per fortuna noi abbiamo Allegri, che infine dichiara quel che l’intera penisola ha realizzato da un bel po’: il problema con la P è che pilotiamo la gara con un solo gol di vantaggio invece che con due-tre, come meritato; dopodiché, intendiamo bene che Mata non sia Zajc e via dicendo. Attestato.

Un modo di procedere ripetitivo, che rischia di non farti sentire colpevole perché…”Andazzo generale”. Ma noi sappiamo che tu e tutti gli altri avete materializzato nel profondo. Rigorosamente.

Altre Notizie