A chi assomiglia davvero Moise Kean?

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Pur avendone analizzato le gesta negli ultimi 12 mesi grazie all’articolo di Stefano Utzeri, probabilmente nessuno di noi ha del tutto il polso di chi sia al momento Moise Kean, cosa sappia fare veramente e quale sia la sua dimensione da professionista. Sembra se ne parli da sempre, ma il ragazzo classe 2000 ha giocato giusto qualche decina di partite da professionista, escluse quelle con le nazionali giovanili, e la sua identità calcistica è probabilmente un mistero anche per lui stesso, com’è giusto che sia per un ragazzo poco più che 18enne.

Oggi proviamo a fare un gioco: stando alle sue caratteristiche tecniche e fisiche e a ciò che abbiamo visto di lui sin qui, a quale calciatore assomiglia di più Kean?

Partiamo da un nome al quale diversi media lo accostano più o meno frequentemente: Mario Balotelli, associazione fin troppo facile per via delle origini africane e di qualche comportamento sopra le righe fuori dal campo (per quanto le “bravate” del giovane Moise non sembrino chissà quanto preoccupanti). In realtà il parallelo tra i due finisce qui: Mario è più tecnico, più fisico e con un ottimo tiro da fuori, il bianconero è mobile come l’ex Inter e Milan non è mai stato in carriera, è abile ad aggredire gli spazi e somiglia di più a una punta “pura”.

Proviamo ad attenerci a quanto visto sul campo: osservando le sue gare col Verona abbiamo scoperto che Kean è un ottimo contropiedista, capace con le sue accelerazioni in campo aperto di spaccare difese sbilanciate così come di farsi trovare pronto a insaccare sul secondo palo, come in questa occasione contro la Fiorentina:

Il primo attaccante di alto livello che viene alla mente è sicuramente Ciro Immobile, del quale però il ragazzo non possiede l’aggressività in fase di non possesso e la struttura fisica (il laziale pesa quasi 20 kg in più e ha un baricentro decisamente più basso), ma risulta più rapido e più dotato tecnicamente, capace di saltare gli avversari nell’1 contro 1 pur non essendo un vero e proprio artista del dribbling.

Rimanendo nel novero degli attaccanti devastanti in campo aperto, e alzando un po’ di più il livello per quanto riguarda la tecnica individuale, peschiamo dal cilindro il nome di Alvaro Morata. L’azzurrino e lo spagnolo condividono l’ottima tecnica di base, l’abilità nell’1 contro 1 e un’accelerazione sopra la media, ma differiscono profondamente nei movimenti dentro l’area. Come il secondo anno alla Juve e soprattutto il primo al Chelsea hanno mostrato, resta difficile pensare a Morata come a un attaccante d’area di rigore, uno di quelli che si muove a fari spenti e segna “i gol facili”, mentre Kean ha nelle corde proprio quel tipo di movimento in area (qui sotto il secondo gol al Portogallo nella finale dell’Euro U19) ed è inoltre abile nel colpo di testa.

Non regge nemmeno, per motivi opposti, il paragone col nostro Mario Mandzukic: vero, entrambi possono giostrare in diverse posizioni in avanti, sono abili in area e nel gioco aereo, ma Mario è molto più votato al gioco di sponda con la squadra e non ha mai posseduto, neanche negli anni di Monaco, la mobilità e la tecnica pura del giovane juventino.

Spostandoci su nomi leggermente meno noti ma comunque di livello medio/alto, un profilo suggestivo può essere Michy Batshuayi, soprattutto la versione vista a Dortmund; nonostante sia più strutturato nel fisico dell’italo-ivoriano, ne condivide l’abilità in campo aperto, l’accelerazione e il colpo di testa. Del lotto è finora l’attaccante che somiglia di più al nostro millennial, ma rispetto a lui perde qualcosa nel dialogo coi compagni e nell’1 contro 1, risultando nel complesso un attaccante più verticale e meno completo di quello che in potenza potrà diventare Kean.

Dunque, ricapitoliamo: Moise Kean è un attaccante dal fisico asciutto e longilineorapido e cattivo nell’aggressione degli spazi, possiede un’accelerazione che lo rende devastante in campo aperto ma è anche capace di smarcarsi bene in area di rigore, su palloni rasoterra o traversoni alti, non è un dribblomane puro ma sa giocare bene gli uno contro unoInoltre è bravo a dialogare coi compagni e, aggiungiamo, ha i mezzi per diventare un giocatore importante in fase di pressing e, più in generale, di non possesso, fondamentale richiestogli sin qui solamente da Pecchia a Verona.

Ecco dunque il nostro uomo:

Certo, il paragone è decisamente più calzante col primo Cavani di Napoli, più veloce e ficcante dell’attuale, ma provate a guadare il video qui sopra e chiedetevi: quanti dei gol che ha segnato Edinson Cavani nella scorsa stagione riuscite a immaginare realizzati da Kean? Moltissimi, se non tutti. Il dibattito è aperto, aspettiamo i vostri nomi.