Il Chelsea è senza allenatore

di Luca Momblano |

Il Chelsea è senza allenatore. Antonio Conte ha deciso. Anche questa volta. Tre anni strepitosi alla Juventus; due soltanto per provare a stupire in Nazionale; infine dodici bizzarri mesi conditi dai soliti meritatissimi aggettivi applicati sul campo.

Antonio Conte ha deciso. Si dice che voglia assaporarla fino in fondo, questa stagione che gli toglie di dosso vecchi (e colpevolmente dimenticati) luoghi comuni e che contestualmente, a conti fatti, gliene appiccicherà addosso di nuovi, parecchi, alcuni meritati e altri impietosi. Si dice anche che non veda l’ora di arrivare in fondo.

Ha deciso. Londra non vale Gallipoli. Il gioco non vale una candela vittoriana. Abramovich evidentemente non è Agnelli. Non merita tanto, è freddo, lontano, ha delegato ed è diventato un patròn all’italiana (quando in Italia esistevano ancora) con i suoi fiduciari e un occhio strano in direzione della figura dell’allenatore. Bisogna capire fino in fondo cosa vuol dire fare l’allenatore. Bisogna capirlo fino in fondo, una volta per tutte, da ambo le visuali.

Ha deciso, ma manca lo scenario. Meglio fermarsi qui per il momento. Fa già notizia. La situazione, spifferata, rischia di aprire lo schedario dei ricordi dell’inizio come della fine. Se ha deciso, per come si conosce Antonio Conte, margini non ne esistono più.

E Allegri? Allegri è diverso in tutto, scenario solido contro scenario liquido. Sembra tutto esattamente come i loro riflessi sul campo. Sta di fatto che parrebbe proprio che almeno un’altra tra le panchine europee di primissimo piano, oltre al sicuro Barcellona, tengano vivo il mercato allenatori che tanto angustia milioni e milioni di tifosi “oll araund de uorld”.

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