Che parata è?

Wojciech Szczęsny è sicuramente un portiere molto abile nel parare i tiri “sulla figura”, com’è stato contro il Valencia il colpo di testa di Diakhaby (70 km/h, quanti altri ne ricordiamo così forti?). In questo gesto tecnico, monumentale per forza esplosiva, possiamo scorgere una delle più importanti capacità condizionali per un portiere.

 

 

Importante anche il coinvolgimento di capacità coordinative di base come l’equilibrio, la reazione, la differenziazione (modulazione della forza nella contrazione e decontrazione dei muscoli), e anche una discreta dose di anticipazione della traiettoria, seppur agevolata da un posizionamento già comodo.

Però, come già premesso, si tratta di una fattispecie in cui difficilmente WS sbaglia, al contrario di altre magari perfettibili. Ad esempio le parate in estensione, sui tiri più angolati, in cui subentra anche un certo livello di elasticità, o quelle in controtempo.

La mente viaggia ad esempio alla leggendaria parata di Buffon su Dani Alves a Berlino 2015.

 

 

In questo caso il grado di difficoltà è differente, con Buffon preso in controtempo mentre “lateralizzava” la sua posizione per andare a coprire lo specchio centralmente. Una delle migliori parate, a detta dello stesso Gigi, della sua carriera. Qui il peso specifico più elevato lo hanno indubbiamente le capacità di reazione e anticipazione, con un coinvolgimento della forza esplosiva più ridotto (ma ovviamente presente).

Qual è allora la parata perfetta?

Non esiste chiaramente una risposta univoca, ma l’idea più suggestiva è quella del gesto tecnico sommo, capace di fondere in un unico movimento il massimo grado di potenza delle capacità coordinative e condizionali di cui sopra. E ne esiste una che forse proprio Cristiano Ronaldo ricorda con particolare stizza.