Una Champions di nuovo da outsider

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Matteo D’Alesio

Nel tardo pomeriggio di Kiev comincia il cammino in Europa della Juventus targata Andrea Pirlo e dopo un lustro in cui la sensazione di poter alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie ci ha sempre accompagnato, adesso ci prestiamo ai nastri di partenza con la consapevolezza che il Sacro Graal si è allontanato. In questi ultimi cinque anni, la squadra ha seguito un percorso lineare di crescita a livello internazionale che non si lega solo ai risultati, bensì al consolidamento di una mentalità ed una esperienza europea.
Fino alla scorsa stagione la Juventus scendeva in ogni campo per fare il risultato che le avrebbe permesso di passare il turno, che fosse stata una vittoria 3 a 0 o un pareggio soffertissimo 2-2 con due soli tiri in porta, e nella maggior parte delle volte sono stati gli episodi a condannare i bianconeri all’eliminazione. Da Madrid 2018 però, quando Cristiano Ronaldo segnò quel rigore nel recupero, la parabola ha iniziato a flettersi e le ultime due eliminazioni per mano dell’Ajax di de Ligt prima e del Lione poi hanno incurvato ancora di più la traiettoria. Questa UEFA Champions League 2020/2021 sembra il punto più basso degli ultimi anni, poiché essere competitivi contro tutti non parrebbe nelle possibilità di questa squadra. Certo, avere il Re tra le proprie fila è un valore aggiunto enorme, ma da quando il portoghese è a Torino i cavalieri non hanno mai offerto prestazioni all’altezza di quelle sfoderate da Sua Maestà. Al contempo non è un apice negativo in senso assoluto, bensì un punto di partenza per far tornare la nostra parabola verso l’alto e cercare, dopo la conclusione del ciclo precedente targato Allegri e Sarri, di ritrovare la strada giusta che ci possa ridare quella bella sensazione che ci faceva domandare: “ma di chi dobbiamo aver paura?”.
Appunto, ora le altre fanno più paura. Il Bayern Monaco è una spanna sopra a tutte, Manchester City, Liverpool, Paris Saint Germain e Real Madrid seguono a ruota, Atletico Madrid e Barcellona sono avversari molto ostici, in più, Chelsea, Manchester United e la stessa Inter non sono da sottovalutare. Certamente alcune di queste non partono con più favori del pronostico dei bianconeri, ma in un turno ad eliminazione diretta potrebbero essere vere e proprie battaglie. Questa prima Juve non ha ancora mostrato molto in quattro giornate (tre sul campo) di Serie A, e rimangono tanti dubbi che ci accompagneranno per diverso tempo, però da Kiev, contro la Dynamo, parte una nuova, lunga, campagna europea che non si concluderà in questa stagione, ma sarà l’inizio di un nuovo percorso, di una nuova marcia di minimo tre anni, che ostacolo dopo ostacolo, ci porterà a vedere nuovamente la cima dell’Everest, e chissà, magari questa volta di non riuscire a piantare in vetta la bandiera bianconera.

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