Champions: Juve fresca, non come due anni fa

di Sandro Scarpa |

 

Ci siamo, inizia il penultimo atto della Champions League 2016-17. Il derby di Madrid, col carico (melo)drammatico delle due finali vinte dai blancos e poi Monaco-Juve, la giovanissima e frizzante rivelazione e la sempre affamata Vecchia Signora.

Altrove analizziamo aspetti tattici, tecnici e psicologici, qui ci limitiamo al minutaggio, al (presunto) logorìo psico-fisico delle 4 rimaste in lizza e all’eventuale scorta di benzina per poter arrivare a Cardiff.

Ha destato scalpore la scelta di Jardim, allenatore del Monaco, di sacrificare la semifinale di Coppa di Francia, mandando in campo un mix di riserve e ragazzi della primavera contro il PSG che invece, dopo la batosta in Champions, ha schierato l’11 titolare (perdendo poi a Nizza l’ultimo treno per agganciare i monegaschi in campionato). Il motivo è cristallino: il Monaco ha disputato fin qui 58 (cinquantotto!) gare a tutta, partendo dai preliminari di Champions e disputando quasi fino alla fine le due coppe nazionali, oltre alla Ligue che si appresta a vincere.

Sono ben 8 gare in più della Juve (pure arrivata in fondo alla Coppa Italia, oltre alla finale di SuperCoppa) e 4 in più delle due di Madrid. Inoltre, il Monaco è stato disegnato a inizio stagione per approdare in Champions e giocarsi il girone e disputare una discreta Ligue 1, non certo per arrivare ad aprile ad un potenziale triplete (poi sfumato).

Di contro, altrettanta impressione, al rovescio, ha destato il 6-2 del Real in casa del Depor nel recupero di Liga, quando il Real ha schierato solo tre titolari (Marcelo, Danilo e Nacho) con risultati notevolissimi, prima della vittoria di misura col Valencia.

Ecco la tabella completa dei minutaggi delle 4:

(clicca sull’immagine per ingrandire)


Vediamo le evidenze:

La Juve è la squadra con meno gare e col minor minutaggio degli 11 titolari, con una media inferiore ai 3.000 minuti. Solo Higuain è l’elemento onnipresente con 3.825′, a seguire Khedira, da fragilissimo a indistruttibile (e, come dice Allegri “sa adattarsi al ritmo“) poi Mandzukic, Bonucci, Sandro e Pjanic intorno ai 3.000. Molto meno “logori” Dybala, Chiellini ed Alves, fermi qualche mese e Cuadrado, imprescindibile solo dal cambio modulo.

Il Monaco è la squadra con più gare disputate e con i singoli più usurati, soprattutto i due centrali –Jemerson e Glik– che non hanno riserve (Raggi a parte…). Anche Fabinho, Silva e Lemar (e siamo a 5) sono al livello del minutaggio di Higuain mentre la sola coppia di punte –Falcao e Mbappé– sono sotto la soglia i 3.000 minuti, il primo per alcuni stop e il secondo titolare da pochi mesi, con Germain infatti quasi a 3.300 minuti.

Il Real ha fatto un percorso molto intenso questa stagione (col Mondiale per club) ma è la squadra che ha spremuto meno i titolari di movimento (70%) con i soli Kroos e CR7 intorno ai 3.600′. In generale però i titolari blancos sono un filo più usurati di quelli Juve, col solo Bale ancora alle prese con acciacchi vari. Il Real però ha fatto ampio uso del turn over con un alto minutaggio delle “riserve” (e che riserve!)

L’Atletico è messa come il Monaco: ha disputato meno gare stagionali (54) ma è quella che ha attinto meno dalla panca (80% dei minuti coperti dai titolari di movimento) con 6 uomini intorno ai 4.000 minuti (soglia altissima) e tutti sopra i 3.000, tranne il solo Gameiro che ruota con Torres.

L’Atletico ora forse può fare turn-over (come la Juve) in Liga ma ha poco da attingere dalla panca, soprattutto a centrocampo. La Juve è molto più fresca del Monaco ma, soprattutto negli ultimi mesi, ha spremuto i 4 attaccanti anche più di quanto fatto da Jardim con Falcao e Mbappé che hanno la metà dei minuti di Higuain. La Juve gode in questo finale di un’ottima condizione e assenza di infortuni ma proprio il ko di Pjaca l’ha privato dell’unico che avrebbe potuto ruotarsi con almeno 3 degli uomini d’attacco.

A dimostrazione di quanto la Juve arrivi relativamente poco logora all’appuntamento con le semifinali, ecco il paragone con la stagione 2014-15, il primo anno di Allegri con la finale di Berlino:

 

Quell’anno gli infortuni lunghi di riserve e alcuni titolari (Barzagli, Pepe, Asamoah, Caceres) e in generale la ridotta qualità della stessa (Padoin, Ogbonna, Matri) aveva portato Allegri a “massacrare” alcuni uomini chiave: Bonucci, Marchisio, Licht, Tevez e Chiellini (poi assente a Berlino) nonostante il campionato fosse già chiusa in zona semifinali. Lo stesso Pogba le aveva giocate tutte prima di fermarsi nel doppio confronto col Borussia. Altri invece, come Morata, arrivarono freschi a fine stagione.

Quest’anno il solo Higuain presumibilmente sfonderà il muro dei 4.000′ (ma per Allegri: ha bisogno di giocare, più gioca meglio va!) varcato invece due anni fa da 6 titolari bianconeri su 11.

Il minutaggio è solo un fattore, relativo, dei tanti che convergeranno nel doppio confronto delle semifinali, ma certo, anche da questo punto di vista, la Juve ci arriva bene. Ora tocca spingere sull’acceleratore.