Prima in Champions? Una giostra da cui usciamo leoni

di Sabino Palermo |

Fatemi riprendere fiato, diamine. Si è appena conclusa una maratona infinita, durata soltanto 96’ minuti, ma nei nostri cuori un’agonia interminabile. La Juve, la vera Juve di quest’anno, vince a Valencia. Ma la notizia non è questa: vince 2-0, in dieci, e strappa applausi da tutti i tifosi bianconeri.

Partiamo con la solita formazione. Cancelo e Alex Sandro (ma non era squalificato?) a spingere, tre moschettieri a centrocampo e Bernardeschi che vince tutti i ballottaggi e si prende la maglia da titolare insieme alla coppia Ronaldo-Mandzukic. La panchina della Juventus recita: Dybala, Douglas Costa, Emre Can, Cuadrado e compagnia cantante. Una roba fuori dal comune, che porta con sè un mare di polemiche.

Eppure l’inizio è arrembante, sembriamo i Pirati dei Caraibi sbarcati a Valencia per saccheggiare il Mestalla. Jack Sparrow lo fa, a sorpresa, Bernardeschi: il 33 è un ragazzo speciale, oltre il cuore ha un piede mancino che questa sera gira a meraviglia. Li fa impazzire tutti, facendo sembrare Sandro anche prossimo parente del primo visto in bianconero. Arano la fascia meglio de “Il contadino cerca moglie”: li stiamo asfaltando ma siamo ancora 0-0. Tensione alle stelle.

Dalle stelle alle stalle, appunto. Ronaldo pettina Murillo in area di rigore e abbaglia con la sua bellezza il giudice di porta: il portoghese viene espulso per la prima volta dopo 153 partite in Champions League. L’immagine delle sue lacrime farà il giro del mondo in pochi minuti e sarà il simbolo della rimonta juventina. Perché la Juve, da quel momento, sarà un fiume in piena e concederà ben pochi rimpianti ai propri tifosi.

Postilla su CR7 e sul non utilizzo del VAR in Champions League: ci penseranno i miei illustri colleghi, ma a quale stronzata colossale abbiamo assistito?

BOOM! L’arbitro si accorge di aver fatto la frittata buttando fuori, a caso, il miglior giocatore al mondo ed ora comincia ad ammonire a destra e a manca le maglie bianche del Valencia. Cancelo, però, ha una marcia in più mezzo a tutti, messo giù l’arbitro concede il rigore: penalty che Pjanic trasforma in mezzo al boato di tutti i tifosi bianconeri.

Giuro di aver sentito gli applausi ai ragazzi di Allegri fino a questo bar di Cinisello Balsamo (Milano, n.b.) da dove vi scrivo. Mi avete fatto godere come non mai, anche se potevamo essere già a 3-0 all’intervallo.

Khedira ci ha lasciati, ma Emre Can è un cane rabbioso in mezzo al campo. Ronaldo piange in panchina (oh, aspettatelo ragazzi perché adesso viene il bello) ma abbiamo Pjanic che ci “regala” un altro calcio di rigore chirurgico. Questa volta Murillo è protagonista negativo, altra pettinata per il colombiano ex Inter, e Juve sul 2-0.

Qui viene il difficile, anche se – a dir la verità – il Valencia ancora non ha sporcato i guanti a Szczesny. E non lo farà quasi mai in tutti i 30’ minuti successivi: la sagra del tiro da fuori mi fa salire un’ansia micidiale. Anche perché il solito cambio Douglas Costa (esce Mire, bravo Max per il coraggio) non viene servito al meglio per liberarci della pressione del Mestalla.

Resistere e combattere. Siamo soldati al fronte che devono portare a casa il risultato massimo. Anche perché, nel frattempo, Pogba fa il fenomeno con i Beach Boys e lo United passeggia all’Old Trafford. Ma noi ci siamo, grazie al cuore di Chiellini e Bonucci, ai respiri di Matuidi e Can, al cuore immenso di Bernardeschi. Io non mi immischio nelle pagelle, ma una statua a FB33 stasera gliela facciamo o no?

OOOOOOOOPS! Il Valencia non ha mai trovato un pertugio nella difesa juventina, siamo nei minuti di recupero e Rugani è l’ultima carta di Allegri (fuori DCosta, chissà che ne sarà di lui dopo la scavigliata). Ed è proprio il ragazzo toscano, preferito a Benatia (i finali per il marocchino non sono proprio nel repertorio), a causare un altro rigore: MA LA PARA SZCZESNY.

Un boato più grande del vantaggio, più grande delle bestemmie dopo l’espulsione di CR7, più grande della tensione in questo maledetto bar. La Juventus è tornata padrona, in 10 uomini, al Mestalla di Valencia, e con il destino ancora tutto da scrivere.

Toglietemi tutto, ma non la gioia della Champions. E Ronaldo quanto sarà incazzato non lo sapete nemmeno voi….