CFO Fabio Paratici alla prova delle cessioni

di Michael Crisci |

Ai tempi in cui Luciano Moggi veniva chiamato il re del mercato, una delle maggior abilità riconosciutegli era che “sapesse vendere“. La bravura dell’ex DG bianconero consisteva proprio nel cedere giocatori fuori progetto a cifre importanti, o comunque tali da non intaccare negativamente il bilancio.

Saltando due decenni, ecco che la barra del mercato è in mano a Fabio Paratici, CFO del club da poco meno un anno, dopo gli anni di apprendistato passati dietro all’ex AD Beppe Marotta. Ora starà a lui dimostrare di essere un dirigente a tutto tondo. Perchè comprare (anche Cristiano Ronaldo), non presenta le difficoltà di cedere giocatori avanti con l’età, con ingaggi pesanti e un mercato risicato.

Saper vendere, di per se, resta tra l’altro un concetto aleatorio: l’arte non risiede nel mettere su un mercato un giocatore, e accettare la prima offerta vantaggiosa, semmai questa arrivasse; significa intessere rapporti con club, procuratori, agenti. Rapporti di fiducia, di “Do ut des“, rapporti di convenienza. Su questo, ci sentiamo di dire che Paratici pare non sia secondo a nessuno. Fondamentali sono stati gli anni da talent scout, che lo hanno portato a girare il mondo del calcio da cima a fondo.

Tornando dunque a questi giorni, dopo aver abilmente creato un volume di plusvalenza superiore ai 100 milioni di euro solo nell’ultimo anno, seppure con giocatori giovanissimi (proprio grazie a quei rapporti di cui sopra), ora Paratici dovrà dimostrarsi abile nello sfoltire la rosa bianconera (che ora conta 30 elementi), e nell’abbassare in maniera importante il monte ingaggi, appesantito da Ronaldo, ma anche dai vari Ramsey, Rabiot e, prossimamente, De Ligt (stante comunque lo sgravio del 50% per coloro che arrivano dall’estero)

Non sarà dunque sui vari Cancelo, Dybala, Kean, Douglas Costa, Szczesny, Alex Sandro, Bonucci, ovvero sui giocatori appetiti da altri club (non andranno via tutti, ovviamente), che si misurerà l’operato di Paratici.

La situazione più semplice potrebbe rivelarsi, paradossalmente, quella di Sami Khedira: il rinnovo, poco assennato, dello scorso autunno in teoria potrebbe presentarsi come uno scoglio insormontabile, ma la lo status di arrivo a parametro 0, potrebbe agevolare una rescissione consensuale, come avvenuto in passato con Llorente e Dani Alves. La Juve non perderebbe nulla, e risparmierebbe sull’ingaggio, liberando potenza di fuoco

Viceversa Marko Pjaca, che dalla sua ha l’età, la prospettiva, l’ingaggio basso, e un valore residuo storico non imponente (10 milioni), rappresenta un’incognita dal punto di vista fisico. Due infortuni al crociato negli ultimi due anni pesano tantissimo sulla sua attuale valutazione tecnica. Escludendo la possibilità di rilancio in prima squadra, sarà complicato evitare un ulteriore prestito (anche se poi si potrebbe discutere sulla formula…)

Poi c’è Mattia Perin, reduce da un’intervento alla spalla, che non ha brillato come secondo di Szczesny. Ci sono interessamenti esteri, e qualche interesse italiano, e anche qui sarebbe d’uopo cercare una soluzione a titolo definitivo (l’età resta comunque dalla sua)

Blaise Matuidi pare non essere molto adatto all’idea di calcio di Maurizio Sarri; ha un valore residuo di circa 8 milioni, e ha un altro anno di contratto a 4.5 milioni netti l’anno. Sicuramente i 32 anni sul groppone non esaltano eventuali acquirenti, ma il francese pare essere ancora in forze (e comunque, vanta un curriculum e un palmares di tutto rispetto)

E se con Mario Mandzukic pare ci sia un gentleman agreement per un’uscita abbastanza celere, ma mancano gli acquirenti, la situazione più spinosa è sicuramente quella di Gonzalo Higuain:

l’attaccante argentino è tornato da un doppio prestito poco fruttuoso al Milan e al Chelsea, e ha palesato un’evidente fase discendente della sua carriera; oltre che a livello fisico, pare aver mollato anche a livello mentale (lo stesso Sarri lo ha fatto capire durante la sua conferenza di presentazione). E poi c’è il fattore economico, con l’argentino (32 anni a dicembre) che dovrà ancora percepire 15 milioni netti nei prossimi due anni. Il costo residuo di 36 milioni non aiuta, e per questo si è paventato anche un rinnovo “spalmatore”, per permettere ad alcuni acquirenti (Roma?), di potersi permettere l’investimento.

Anche il fratello agente ha voluto mettere il carico da 90, dichiarando che Higuain non vuol giocare con un altro club italiano. Sarà una lunga estate su questo versante

Sarà una lunga estate fino al 2 settembre per Fabio Paratici, di carne al fuoco ce n’è molta, di ostacoli ancora di più. Ma questa è la Juve.

In bocca al lupo, CFO Fabio Paratici


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