C’era una volta nel 2011…

di Juventibus |

In un castello nelle verdi terre piemontesi c’era un re che passava, annoiato, lunghe ed interminabili giornate. I giullari di corte cercavano di far divertire re Andrea (questo era il suo nome), ma lui dall’alto del suo trono, guardava distratto accennando un sorriso, ma mai divertito. Allora i consiglieri del re, Beppe e Pavel, decisero di far giungere voce a tutti gli abitanti del regno e di tutte le terre lontane che si cercava qualcuno in grado di far divertire il re.
Un bel giorno arrivò a cavallo di una bellissima zebra un pifferaio magico dai bellissimi occhi azzurri. Giunto al castello chiese di incontrare il re assicurando di avere un idea su come rallegrare le sue tristi giornate.

Allora i consiglieri, presi dall’entusiasmo ma con un pizzico di perplessità, portarono il pifferaio e la zebra al cospetto del re.
– E tu chi sei? – domandò il re incuriosito.
– Sua Maestà, io sono il pifferaio magico e ho trovato il modo per farla divertire!
– E come potresti? Qui hanno provato di tutto, ma non c’è niente che mi soddisfi.
– Ho pensato che un re come lei, con questo bellissimo regno, debba partecipare ai giochi medievali di palla che sono molto in voga da qualche anno.
Sono convinto che questo sarà il suo più grande diletto!
– I giochi medievali di palla? Mmmmm…non ci avevo mai pensato effettivamente… e tu cosa mi proporresti?
– Deve sapere, Sua Maestà, che in questi anni ho viaggiato molto e ho trovato tanti giovani, anche di terre lontane, che giocherebbero volentieri per
lei e per il suo regno. Sono ragazzi forti e volenterosi e sono sicuro che le piacerebbe moltissimo vederli giocare!
– D’accordo, mi hai incuriosito! – rispose il re – organizzami una bella partita e vediamo se riesci a convincermi e, soprattutto, a farmi divertire!

I consiglieri di re Andrea ed il pifferaio magico si diedero subito da fare con i preparativi. Fecero affiggere manifesti con la notizia del grande evento, invitarono popoli vicini e lontani e addobbarono il regno a festa. Sul prato dove i cavalieri si esercitavano con spade e cavalli, prepararono il campo da gioco: un rettangolo con due grossi pali per parte e tra di essi una grossa rete da pesca. Bisognava improvvisare!!
All’indomani tutto era pronto, la gente era arrivata da ogni dove per assistere allo spettacolo, il campo era stracolmo ed il pifferaio magico visibilmente soddisfatto.
Il re, giunto al campo su di una splendida carrozza, venne annunciato con trombe e coriandoli e si accomodò sul trono fatto sistemare per l’occasione su di un palco al lato del campo, una tribuna d’onore eretta apposta per lui. Per l’occasione i consiglieri del re chiamarono come avversari una squadra arrivata da molto lontano, da un posto nebbioso e uggioso, dove il popolo era noto per essere sempre arrabbiato e insoddisfatto.
La squadra, chiamata “Lombarda”, era iscritta da pochi mesi ai giochi di palla medievali e fino a quel momento non era riuscita ancora a portare a casa una vittoria. Le cronache locali narravano infatti di furiose liti in campo contro le squadre avverse e, da parte del regnante locale, decapitazioni inflitte a diversi arbitri ritenuti dal re “non in buona fede”
I giovani del pifferaio entrarono in campo con tuniche bianche e la partita ebbe inizio. Subito i giocatori del pifferaio si dimostrarono determinati e combattivi. Il pifferaio li spronò a dare il massimo poiché il re li stava guardando e già si intravedeva sul suo viso un leggero sorriso. I giocatori del pifferaio insaccarono la palla nella rete una, due e tre volte. Il primo tempo si chiuse con un punteggio di 3 a zero per il pifferaio, il re era soddisfatto ma chiese loro di sorprenderli ancora di più.
Iniziò anche il secondo tempo e i ragazzi del pifferaio incalzarono con giocate memorabili e sopraffini, la Lombarda accusò il colpo e non riuscì più a toccare palla grazie alla netta superiorità degli avversari, che continuarono imperterriti a segnare portando il risultato su 9 a zero. Il re era euforico!! Ad ogni rete saltava e batteva le mani, era incontenibile e divertito in maniera smisurata. Al triplice suono di tromba i ragazzi del pifferaio si recarono sotto la tribuna del re che era in piedi, felice, ad attenderli, offrendo al sovrano un rispettoso inchino.

Il pifferaio si avvicinò al re:
– Allora Maestà, vedo un bel sorriso sul suo volto, ero sicuro che questi ragazzi le sarebbero piaciuti!
– Hai ragione, non mi sono mai divertito tanto, voglio questi ragazzi con me e voglio partecipare anch’io al torneo! E tu, caro pifferaio, li allenerai per me con il titolo di Conte!
– Maestà, lei mi lusinga, davvero! Sono onorato e le assicuro che daremo sempre il meglio portando alto il nome del regno! A proposito sua maestà,
bisognerebbe scegliere i colori ufficiali di gioco ed un simbolo per poterci iscrivere al torneo!
– Hai ragione caro Conte! Ma non ho idee…

E mentre pronunciava quelle parole, il suo sguardo cadde sulla zebra del pifferaio e rimase colpito dai colori e dall’eleganza dell’animale…
– Conte, ho avuto un idea e tutto grazie al tuo bellissimo destriero!
– Non capisco Sua Maestà – rispose il Conte – a cosa si riferisce?
– Alla tua bellissima zebra, d’ora in avanti sarà lei il simbolo del nostro regno insieme ai colori del suo bellissimo manto, il bianco e il nero! Che
questi colori vengano subito cuciti sulle tuniche dei miei ragazzi! Inoltre voglio che vengano preparati degli stendardi bianconeri con al centro la
zebra come simbolo della nuova squadra del mio regno!!!
– Ottima idea Sua Maestà – disse il pifferaio – porteremo questo simbolo e questi colori in giro per tutti i reami in nome della vittoria!! Ha per
caso scelto anche il nome della sua squadra o mio re?
– Si caro pifferaio! Osservando questi giovani, così forti e valorosi, chiamerò la squadra Juventus, in loro onore!!! I miei amati consiglieri, Beppe
e Pavel, che hanno avuto il merito di farci incontrare, ti aiuteranno nella ricerca di altri giovani da portare nel mio reame!

Da quel giorno la squadra di re Andrea, una volta iscritta al torneo, cominciò a collezionare vittorie su vittorie. All’inizio il Conte ex-pifferaio era convinto di dover usare il suo magico suono del piffero per richiamare più tifosi possibili al cospetto della Juventus, ma subito si accorse che non era necessario. Tanti furono quelli che cominciarono a seguirla e a tifare per lei. La gente che seguiva la Juventus proveniva anche da altri regni e divenne in breve tempo la squadra più popolare di tutti i reami.
Passarono gli anni ed i giovani ragazzi del Conte erano ormai i campioni indiscussi, riuscendo addirittura a punire il re della Lombarda, facendo retrocedere la sua amata squadra nel torneo inferiore…
Non c’era niente che potesse fermare questi valorosi ragazzi, che onoravano il nome di re Andrea e del regno, portando il sorriso e la gioia in tutti i popoli vicini e lontani. E vissero tutti felici e vincenti, fino alla fine…

di Ilaria Navello (@ilarianini)