Tenere palla, recuperarla subito: il centrocampo va bene per Pirlo?

di Valerio Vitali |

Nella conferenza stampa di presentazione Pirlo ha parlato di intensità e recupero palla, ma il centrocampo Juve ha davvero queste qualità nel suo dna?

Andando ad esaminare le statistiche su contrasti e palloni intercettati si potrebbe dire di sì, ma solo per alcuni elementi in rosa.

Prendendo come punti di riferimento i contrasti e palloni intercettati, solo Cuadrado ha una media di almeno due contrasti riusciti a partita. Ci si avvicinano Rabiot (1,7) e Bentancur (1,9) ma il resto è davvero poca roba. Fa specie pensare al colombiano primo in questa speciale categoria. Lo è molto di più pensare a Matuidi e Pjanic come due nella Top 5 dei “contrasti tentati”. Proprio il francese e il bosniaco, due perni del centrocampo Juve di questo ultimo triennio che hanno detto addio.

Mancheranno e non poco al centrocampo della Juventus, che pero’ potrà far sbocciare definitivamente Rabiot (al posto di Matuidi) e un palleggiatore in mezzo al campo come Arthur. Il brasiliano, elogiato dallo stesso Pirlo in conferenza stampa perla sua duttilità tattica e per le sue abilità nel recupero palla e nel palleggio, potrebbe rappresentare la chiave di volta della linea mediana 2020/2021.

In un ipotetico centrocampo a tre (Arthur-Bentancur-Rabiot) il famoso “pressing totale” che ricalca la mentalità del Liverpool di Klopp e più in generale delle squadre di Premier League, sarebbe attuabile pensando a due classiche mezz’ali “box to box” come l’uruguaiano e il francese.

“Ho parlato alla squadra chiarendo subito due concetti: dobbiamo avere noi il dominio del gioco e dobbiamo essere rapidi nel recuperare in fretta il pallone quando lo perdiamo”. 

Da questo ulteriore concetto di cui ha parlato Mister Pirlo, bisogna rispolverare indubbiamente il concetto di ritmo e intensità. Spulciando quei numeri che concernono i palloni intercettati, si scopre ad esempio che è Alex Sandro il “top performer” di questa speciale categoria. Lui l’unico a viaggiare a una media superiore di 1,5 passaggi intercettati a partita.

E a proposito di terzini brasiliani, Danilo si colloca secondo. Anche Bentancur, Rabiot e Caudrado hanno numeri positivi.

I dati meno confortanti invece emergono da Ramsey e Bernardeschi, dimostratesi entrambi davvero molto poco reattivi in quelli che dovranno essere i capisaldi principali del gioco che ha in mente Pirlo.

In questo senso potrà ritornare molto utile Kulusevski ad esempio. Con il Parma ha infatti un numero elevatissimo di “contrasti tentati”, ben 2,4. A dimostrazione di coraggio e intensità anche in fase di ripiego non indifferenti. Puo’ essere lo svedese dunque l’ago della bilancia del centrocampo Juve 20-21?

Questa irruenza agonistica deve tramutarsi in un’idea di calcio dove la forma atletica conterà più del possesso palla. Dove l’intensità e il “colmare gli spazi”, come sottolineato dal neo allenatore bianconero in conferenza stampa, conteranno parecchio per allinearsi ad un’identità europea di intendere il calcio internazionale.

Un po’ come avvenuto negli anni ’90 con Lippi, dove l’abnegazione e il sacrificio sono stati i punti chiave della svolta bianconera. I numeri si potranno poi correggere ma servirà prima di tutto lavorare sull’attitudine di una squadra che, soprattutto nelle ultime tre stagioni, è stata abituata a viaggiare sotto ritmo. A Pirlo il compito di rivitalizzare il centrocampo Juve. E chi meglio di lui?