Centrocampo all’altezza? – Da Pogba-Pirlo-Vidal ai dubbi attuali

di Alexander Supertramp |

Da un po’ di anni ci poniamo la fatidica domanda: il nostro centrocampo è all’altezza?

Dal 2015, con la perdita di due maestri del centrocampo come Pirlo e Vidal, le nostre perplessità sulla consistenza del reparto centrale sono sempre state più o meno presenti.

Nel 2015-16 riuscimmo a tamponare in maniera discreta, con Marchisio in cabina di regia, il primo Khedira che, a corrente alternata, diede “intelligenza” al reparto, e l’ultimo anno di Pogba.

Nel 2016-17 arriva Pjanic, ma perdiamo Pogba e -per infortuni vari- anche Marchisio, ultimi alfieri di un centrocampo quasi irripetibile, che per anni ci aveva fatto gonfiare il petto anche dinanzi a corazzate europee. I nostri timori si accentuano e, mentre ci rafforziamo in difesa e in attacco, il reparto centrale sembra l’anello debole. Così Allegri, con una mossa a sorpresa, sposta il peso della squadra sul reparto offensivo: 4231 con Khedira e Pjanic in mezzo, e Mandzukic e Cuadrado encomiabili nel dare equilibrio, coperture ed intensità in zona nevralgica.

L’estate 2017 è una sorta di “momento zero” del reparto, con una scelta che rischia di essere un peccato originale che si protrae ancora oggi. Allenatore e dirigenza immaginano ancora un 4231 non rendendosi conto che la stagione precedente per alcuni singoli era irripetibile. La mediana a due non sostiene più a dovere il peso dei 4 offensivi e il passaggio al 433 è obbligatorio. I rinforzi in zona cruciale sono Matuidi gran faticatore del reparto e Bentancur, promettente ma da formare. Mancano inserimenti e qualità di palleggio che con il 433 in Europa sono fondamentali. Dopo gli anni di Vidal, Marchisio e Pogba, la lacuna pare sempre più evidente.

Nell’estate 2018 non poniamo rimedio. E’ l’estate del pirotecnico arrivo di Ronaldo, operazione che sottrae attenzioni e risorse per il centrocampo. La squadra è tra le favorite in Champions, col ritorno di Bonucci, ma in mezzo si agisce poco e male, con l’arrivo del parametro zero Emre Can che viene da una stagione problematica e fatica a trovare una collocazione. Khedira è sempre altalenante e il pur lodevole Matuidi palesa scarse qualità in palleggio, mortificando l’altissima qualità del resto della squadra. Il solo Pjanic non riesce a dare quel livello di creatività necessaria. 

Si arriva all’estate 2019. La sensazione è che la dirigenza voglia finalmente alzare il livello del reparto. Khedira e Matuidi sono dati come sicuri partenti, eppure gli acquisti in mediana sembrano ancora solo di “completamento” e non di sicuro innalzamento qualitativo. Due parametri zero di assoluto livello, Rabiot e Ramsey, entrambi però carichi di perplessità e problematiche evidenti. Scarsa continuità fisica per il gallese, mesi di inattività e incertezze per il francese. Ancora una volta, lo stesso Sarri è costretto ad affidarsi all’inteligenza tattica di Khedira, (chi vi scrive è uno dei suoi massimi estimatori) e all’ottima manovalanza e generosità di Matuidi. Giocatori ancora di grande valore, capaci di adattarsi a qualsiasi spartito -soprattutto nelle prime gare- ma pedine con evidenti mancanze: scarso dinamismo per Sami, non adatto al pressing alto richiesto da Sarri, scarse proprietà di palleggio per Blaise, che inficiano la seconda importante peculiarità dell’idea Sarriana.

La speranza è che Rabiot e Ramsey crescano in modo esponenziale, guadagnandosi la titolarità. L’ex-PSG è in crescita ma si porta dietro perplessità ovvie sulla continuità di rendimento. L’ex-Arsenal è tra le armi più potenti in zona centrale, con Pjanic, ma per applicare al meglio i dettami di Sarri necessitiamo di una mediana che abbini intensità e gestione del pallone, doti che ad oggi il solo bosniaco riesce a garantire.

Le opzioni sono tante: dosare Khedira, attendere i progressi di Bentancur e Rabiot, e una continuità fisica di Ramsey, magari rispolverare Emre Can in alcune gare. Queste probabilmente le valutazioni della società alla fine di un mercato estivo “bloccato” e in parte confusionario. Un reparto ipertrofico in termini di abbondanza ma zeppo di dubbi tecnici, tattici, fisici e di personalità. Mortificare, come avvenuto nella scorsa stagione, altri due reparti di altissima qualità con le tante incognite in emzzo sarebbe davvero un peccato mortale.

E per il mercato 2020 segnare bene in agenda: IL CENTROCAMPO E’ LA PRIORITA!”