Centrocampo a pezzi, scatta l’ora di Fagioli?

di Leonardo Menduni |

La situazione di totale emergenza in casa Juve potrebbe spalancare davvero le porte per l’esordio da titolare in Serie A per Nicolò Fagioli. Come riportato nel corso della settimana da Luca Momblano nei vari appuntamenti targati Juventibus, le possibilità di vedere il giovane talento esordire dal 1’ sono reali, nonostante Pirlo in conferenza stampa non si sia sbilanciato in modo definitivo.

La positività al Covid-19 di Bentancur, i pochissimi minuti sulle gambe di Arthur (convocato per la Lazio) e le condizioni fisiche tutt’altro che ottimali di McKennie e Ramsey, sembrano spianare la strada verso la titolarità di questo centrocampisti di qualità, sul quale aleggia da sempre la famosa “benedizione” di Allegri e innumerevoli elogi tra addetti e lavori e compagni di squadra.

Forse l’aspetto più interessante nel vedere questo ragazzo dal primo minuto, peraltro in una gara tutt’altro che banale come quella con la Lazio, è di natura tattica e tecnica. Fagioli è certamente un centrocampista diverso come caratteristiche rispetto a tutti gli altri presenti nella rosa della Juve.

Paradossalmente, sembra il centrocampista con le caratteristiche tecniche più adatte per costruire gioco dal basso (come si ama dire ultimamente): nei pochi spezzoni di gara in cui si è visto in campo, certamente, doti tecniche e visione di gioco sono stati gli elementi più interessanti del repertorio del giovanissimo centrocampista piacentino.

Un altro aspetto da non sottovalutare di questo 20enne è stata la personalità con la quale si è assunto la responsabilità di andare battere anche i calci da fermo, in particolar modo i corner. Dopo la partenza di Pjanic e l’indisponibilità cronica di Dybala la Juve non ha a disposizione nessuno in grado di battere i tiri dalla bandierina in maniera adeguata. La sensazione è invece che Fagioli calci in modo naturale e, in generale, il lancio sia da palla inattiva che in movimento sia una caratteristica che possiede seppure con margini di miglioramento ovviamente.

Tra tifosi e addetti ai lavori sembra vivissimo il dibattito tra chi vorrebbe lanciare Fagioli a prescindere dalla situazione infortuni e chi invoca la calma dovuta per un giovane alle prime apparizioni con una maglia pesante come quella bianconera.

In questi giorni sono stati fatti paragoni sulla gestione dei giovani talenti, soprattutto con Zaniolo che venne di fatto lanciato titolare da Di Francesco addirittura in Champions League al Bernabeu nel settembre del 2018.

Probabilmente però c’è qualche affinità in più con l’esordio di Marchisio, che nella stagione 2006-2007 trovò spazio in Serie B sbocciando definitivamente in un Napoli – Juve che lo consacrò definitivamente anche al grande pubblico.

In quel caso la retrocessione della Juve diede la possibilità di lanciare qualche giovane come appunto Marchisio, ma anche Giovinco e De Ceglie. In questo momento la situazione legata al Covid-19, unitamente alla rifondazione avvenuta in estate con la scelta di Pirlo, sta inevitabilmente mettendo alla luce alcuni dei ragazzi dell’Under23 bianconera chiamati a rinforzare la prima squadra.

Con la Juve stretta all’angolo in un momento delicatissimo e cruciale della stagione, potrebbe quindi scattare l’ora di Fagioli dal primo minuto contro la Lazio, paradossalmente una delle squadre con più qualità tecnica in mezzo al campo. L’auspicio è che Fagioli diventi un’opzione concreta su cui poter contare da qui a fine stagione.


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