Bottino pieno con il centro svuotato (chiedere a Pjanic)

di Jacopo Azzolini |

Se si pensa che l’unica cosa importante delle prime giornate di agosto sia quello di ottenere bottino pieno mentre a una fisionomia ottimale della squadra si penserà dopo la sosta, c’è da essere soddisfatti dopo queste prime 3 partite. Oltretutto, per quanto sia presto, le diverse cadute a vuoto e problematiche delle concorrenti fanno pensare che molto difficilmente ci ci saranno avversari che, come il Napoli di Sarri, arriveranno a fare un elevato quantitativo di punti.

Tuttavia, appare chiaro come si sia ancora ben lontani dal principale obiettivo tattico della Juventus 2018-2019, quella che dovrà cercare di sfruttare al meglio l’impatto di Cristiano Ronaldo: ossia, rendere la squadra  più propositiva e dominante palla al piede, migliorando la qualità e la quantità delle soluzioni offensive. Finora, si sono viste, sia a 2 che a 3, le stesse identiche problematiche della passata stagione. Per esempio, nel 433 il gioco interno è ridotto al lumicino, a causa degli interpreti (Khedira e Matuidi tendono a ricoprire altre zone) manca un vero gioco tra la linee: lo scorso anno i movimenti a venire incontro di Higuain – vero regista offensivo della squadra – aumentavano il livello delle rifinitura.

Per ora, i movimenti di CR7 non sono ben capiti del resto dei compagni e la coesistenza con Mandzukic sta andando al di sotto delle aspettative. Anche a Parma si è visto: nonostante fosse chiaro che in origine era il croato a doversi defilare per tenere l’ex Madrid al centro, l’inefficienza del gioco offensivo ha forse “spazientito” Ronaldo, che si è defilato costantemente a sinistra chiedendo in continuazione palla sulla figura, situazioni che hanno prodotto poco. Nonostante il buon numero di tiri effettuati dal portoghese (8), la pericolosità complessiva è stata assai ridotta (0.37 di Expected goals), segno di come siano avvenuti da posizioni e contesti improbabili.

L’elevato possesso palla della Juventus non si è tradotto in una ricerca di aumento delle vie per rendersi pericolosi: nonostante l’assenza di raccordo centrale e le linee sguarnite, la Juventus ha insistito “fino alla nausea” (cit. Luca Momblano) con due soluzioni offensive, che tra l’altro hanno portato ai due gol della partita. Con gli spazi di mezzo vuoti, Cuadrado ha sovraccaricato l’area di cross, quasi tutti effettuati da posizioni assai lontane: sull’altro lato, invece, Matuidi (grande gara la sua) sfruttava i movimenti di Mandzukic per aggredire la profondità. Probabilmente, lo colombiano è stato preferito a Cancelo proprio alla luce di questo, per l’intraprendenza con cui sa andare al traversone anche in zone che in apparenza sembrano più improbabili  il paradosso, tra l’altro è che Cuadrado cross meglio dalla trequarti che non dal fondo, dove spesso è impreciso e confeziona esecuzioni censurabili)

 

 

Pass map di Parma-Juve. Fulcro del gioco concentrato sulle corsie esterne, con evidenti buchi in mezzo.

 

Non è un caso che quando è entrato Douglas Costa al posto di un Bernardeschi in affanno – forse ha troppe responsabilità quando la squadra ha questa disposizione tattica, il brasiliano è molto più adatto di lui – Allegri abbia esplicitamente chiesto all’ex Bayern: “Entra dentro al campo!”. In effetti, si fa fatica a ricordare azioni produttive della Juventus nate al centro, tra un Matuidi defilato e un Khedira che o restava troppo lontano o invece aggrediva subito a testa bassa l’area di rigore: l’unico guizzo è nato da uno dei rari avanzamenti di Pjanic nella trequarti avversaria, col bosniaco che ogni volta che entra nella zona 14 trova il modo di rendersi incisivo (do you remember Juventus-Lazio?). Non è stata certo una novità del Tardini, visto che pure contro la Lazio lo spazio tra centrocampo e difesa biancoceleste era rimasto sguarnito.

Insomma, pur con la felicità delle 3 vittorie (cosa non scontata, molte altre big europee stanno avendo un avvio difficoltoso), questo avvio di campionato evidenzia con chiarezza le attuali lacune della Juventus, che riguardano esattamente quelle su cui c’erano più dubbi in avvio di stagione. Insomma, c’è ancora parecchia strada da fare per vedere una squadra più efficiente col pallone tra i piedi.