C’è tempo per usare il tempo: 2 mesi chiave per il futuro bianconero

di Leonardo Menduni |

Il tempo è gratis ma è senza prezzo.
Non puoi possederlo ma puoi usarlo.
Non puoi conservarlo ma puoi spenderlo.
Una volta che l’hai perso non puoi più averlo indietro.
(HARVEY MACKAY)

La durissima eliminazione di martedì notte contro il Porto ha scatenato il dibattito sul futuro di questa Juve, in prospettiva guardando alla prossima stagione. Da qui a fine stagione c’è una finale di Coppa Italia da disputare e un campionato da concludere cercando di raggiungere la miglior posizione possibile.

Ma soprattutto c’è tempo, quel tempo che Pirlo non ha mai avuto a disposizione. Il tempo d’ora in poi ci sarà e non sarà più un’attenuante, ma un’opportunità da cogliere e da non sprecare.

LEADERSHIP È fuori discussione che questa squadra dovrà ripartire anche da nuovi leader: mandare ai microfoni dopo un’eliminazione così pesante due colonne del presente e del futuro come de Ligt e Chiesa è sembrata una scelta chiarissima della società in questo senso. Partendo dall’olandese, dopo due stagioni a Torino è necessario fare uno salto in avanti. De Ligt è un leader nato, è stato capitano dell’Ajax a 18 anni e non ha nulla da imparare dal punto di vista della leadership. Ma la leadership bisogna assegnargliela definitivamente, prima che lui decida di andare a prendersela altrove. La costruzione della nuova linea difensiva deve necessariamente passare da lui e da una sua indiscussa e indiscutibile titolarità. Paradossalmente, invece, Federico Chiesa, in meno di una stagione, la leadership tecnica è riuscito già ad averla conquistandosela a suon di prestazioni, complice anche la mancanza di alternative nel ruolo che lo ha lanciato stabilmente tra i titolari. L’esterno ha finora dimostrato tutte le qualità non solo per essere un giocatore fondamentale, ma per rappresentare un punto di riferimento da qui ai prossimi anni nello spogliatoio.

CAMPO Passando all’aspetto tattico, invece, è facilmente pronosticabile che Pirlo continuerà ad insistere sulle sue idee e sui propri concetti di calcio a prescindere da moduli e disposizioni. La sensazione di questi primi mesi di Pirlo da allenatore è stata quella di voler fare un gioco fin troppo complesso per le caratteristiche degli uomini a disposizione, non solo dal lato tecnico ma anche psicologico. Ad un certo punto della stagione è stata abbandonata la volontà di cercare la riconquista della palla in maniera rapida e tenendo la linea difensiva più alta. In alcune partite (contro Roma e Inter ad esempio) si è scelto di difendere molto bassi proponendo di fatto una soluzione non solo diversa, ma completamente opposta rispetto all’idea iniziale. Sarà quindi interessante capire quale direzione verrà presa in questi mesi, purché sia una soltanto.

Un altro aspetto importantissimo su cui lavorare dovrà essere necessariamente quello di dare un’identità chiara e visibile a questa squadra. La situazione di costante emergenza tra infortuni e positività al Covid-19 hanno spesso costretto Pirlo più che altro a cercare di schierare undici giocatori senza una vera e propria identità di squadra. Una serie di spostamenti di posizione, di ruolo, di compiti non ha contribuito a dare un’idea di squadra solida. Ancora oggi questa squadra ha degli interrogativi troppo pesanti su ruoli e responsabilità tecniche e tattiche. Sarà indispensabile definire in questi mesi chi dovrà fare cosa, sia in campo che fuori. Serviranno questi mesi a definire il futuro, al di là delle possibilità che offrirà il mercato per completare una rosa che ha dimostrato ampiamente di avere lacune e di non essere adeguata soprattutto a livello europeo.

GIOVANI Pirlo nei primissimi mesi della stagione ha messo in evidenza i frutti del lavoro della società e della squadra Under23 lanciando i vari Frabotta, Dragusin, Fagioli, Di Pardo. Ora è indispensabile capire chi e se qualcuno potrà far parte di questo gruppo anche nella prossima stagione e chi, inevitabilmente, servirà per fare cassa (qualora fosse possibile) e andare a proseguire la propria carriera in un contesto più adeguato alle proprie capacità. Questi mesi dovranno rappresentare un’opportunità da non perdere per valutare con calma non solo le reali qualità di questi ragazzi, ma soprattutto i margini di ognuno. Sarà fondamentale individuare chi potrà crescere nell’immediato per contribuire a tornare subito competitivi anche in Europa. Altrimenti questi mesi rappresenteranno solo tempo perso nel tentativo di rimediare ad una situazione particolare come quella di questa stagione


JUVENTIBUS LIVE