Caso Higuain: lezioni di stile, tifo, classe ed eleganza

di Juventibus |

Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire: due immagini più o meno virtuali perfette per descrivere quello che sta succedendo nel calciomercato negli ultimi mesi in generale, nelle ultime settimane in particolare. Da Bonucci – City a Pogba – United passando dall’addio di Higuain al Napoli, sono questi i tre tormentoni più rumorosi dell’estate 2016, ma, per nulla a sorpresa, quello che rischia di generare più caos è sicuramente quello relativo a quanto sta succedendo all’ombra del Vesuvio. Proprio da queste pagine è partita qualche giorno fa una petizione – denuncia nei confronti di Carlo Alvino, telecronista “fazioso” di Sky, tifoso del Napoli, che evidentemente non è riuscito a fermarsi prima del confine sottile fra professionalità e tifo (di terza categoria in questo caso).

Sul caso Higuain, però, a prendere la parola sono proprio tutti, e quando si dice tutti, si intende davvero tutti tutti: anche politici, anche personaggi da copertina 2.0. Vedi Clemente Mastella, vedi Salvatore Esposito (l’attore di Genny Savastano in Gomorra, per intenderci).

Così il sindaco di Benevento: “Quello che sta facendo la Juve è IMMORALE e senza fair-play, ma il calcio moderno va oltre i sentimenti e l’ELEGANZA”. Ma voi tutti lo sapete chi è Clemente Mastella? Facciamo rispondere Wikipedia: uno dei politici italiani più trasformisti, essendo passato diverse volte da schieramenti di centrodestra a coalizioni di centrosinistra (e viceversa) nella sua lunga carriera politica”. Sicuri che non sia la solita favoletta all’italiana? Beh, diamo un’occhiata al suo curriculum (tralasciando alcuni aspetti pendenti ed altri “pettegolezzi” che inasprirebbero troppo il tema), poi la domanda vi accorgerete essere praticamente inutile:

– 1976: eletto deputato nelle file della Democrazia Cristiana;

– 1994: co-fondatore del Centro Cristiano Democratico (CCD), aderisce al Polo delle Libertà con a capo Silvio Berlusconi. Eletto deputato;

– 1998: fondatore del partito Cristiano Democratici per la Repubblica (CDR) poi confluito in Unione Democratica per la Repubblica (UDR), di cui diventa segretario nazionale;

– 1999: fondatore dell’Unione Democratici per l’Europa (UDEUR), partito di centro;

– 2003: eletto sindaco di Ceppaloni appoggiato da Forza Italia e Socialisti Democratici Italiani (SDI);

– 2005: candidato alle primarie de L’Unione, coalizione di centro-sinistra;

– 2006: eletto senatore della Repubblica con l’UDEUR, viene designato Ministro della giustizia nel Governo Prodi II;

– 2009: eletto al Parlamento europeo nelle fila del Popolo delle Libertà (PdL);

– 2010: fondatore del movimento Popolari per il Sud legato ai valori del cristianesimo democratico;

– 2015: appoggia, con i Popolari per il Sud, Stefano Caldoro, candidato Forza Italia alle regionali in Campania;

– 2016: eletto sindaco di Benevento sostenuto da Forza Italia ed Udc.

Ecco, tal Clemente Mastella parla oggi di moralità, sentimenti ed eleganza: aggiungere ulteriori commenti sarebbe pleonastico.

Ci siamo dimenticati di Genny? Certo che no! Parole e musica di Salvatore Esposito: “chi non crede nel nostro progetto, nella nostra città, è meglio che salpi verso mete più fredde, dove magari si vince di più ma dove manca l’anima, quella che solo noi sappiamo dare”. Siamo alle solite: cosa significa credere nella città? Secondo quale criterio si valuta l’anima di un tifoso? Dove sta scritto e/o dov’è dimostrato che certe cose le regala solo Napoli? Davvero esiste un parametro secondo il quale il più generico dei Fabio Giambò non sarebbe capace di trasmettere la passione che potrebbe porre in essere il Salvatore Esposito di turno?

Piuttosto, visto e considerato che a sbagliare, come dice Genny, siete voi “ultimi romantici, pronti ad accogliere e trattare da re chiunque sudi questa maglia”, perché non imparate dai vostri errori se tanto ci tenete a sconfiggere il vento del nord? Osservate, studiate ed emulate chi negli anni ha salutato senza esaltazioni popolari gente come Roberto Baggio, Gianluca Vialli, Bobo Vieri, Zinedine Zidane, Zlatan Ibrahimovic, Arturo Vidal, Alvaro Morata, e forse finalmente riuscirete ad uscire da quel guscio-corazza di comoda inferiorità in cui vi ostinate a vivere (calcisticamente), e che tanto vi penalizza. O forse è meglio così perché poi comunque, se le cose dovessero andare male, ci sarebbero pronte le solite scuse tipo il fatturato, i complotti storici, gli arbitri corrotti, e chi più ne ha, più ne metta?

Aspettate, com’è che si dice? Ah già, ricordo… “Chiagni e fotti”, più o meno!