Caso Dybala: tirate il freno a mano

di Pietro Salvatori |

Tirate il freno a mano.

Anzi, scendete proprio dalla macchina, rischiate di andare a sbattere malamente.

C’era Higuain che non segnava, era lento e impacciato. Due partite di pura garra contro Sporting e Udinese e avete scoperto che non era diventato un Esnaider qualunque nel giro di due mesi. C’era Dybala che ha fatto in un mese una caterva di gol ed era quasi come Messi, il gemello di Messi, anzi, meglio di Messi, in prospettiva.
Poi è successo che è un po’ che non segna. Per di più oltre a non segnare sbaglia due rigori decisivi. Che, per carità, quello che ho gridato a caldo, vedendoli in diretta, non è ripetibile, pena un Daspo a vita. Che però è una cosa diversa dal pensare che nel giro di un’ottobrata l’Esnaider sia diventato lui. Bastava che il destro contro la Lazio fosse stato cinque centimetri più nello specchio, e invece di un palo già dimenticato avremmo letto titoli su “la Joya che risolve le partite”.

Il punto è che Dybala non è Messi e non è nemmeno Esnaider per il semplice fatto che è Dybala. E magari sarebbe ora di iniziare a leggere le partite e il gioco invece di rifugiarsi in paragoni più o meno lusinghieri che vanno appena bene per una sfida a Fifa 18. Lo dico alla mia categoria, in primo luogo, e poi a quei tifosi che si fanno trascinare nel gorgo con tutte le scarpe.

Il Messi che sta trascinando il Barcellona in Liga e Champions dopo un’estate di dolori è quello che ha fallito le finali Mondiali e di Coppa America, quello divorato dalla tensione fino al vomito, quello da anni dato ormai sul viale del tramonto. Ed è anche il giocatore più forte del mondo, quello che risolve da solo le partite, che ci ha fatto perdere il conto di gol e assist messi a referto. C’è l’uomo, dietro il calciatore, c’è l’uomo prima del calciatore.

Dybala non è Messi, ma come Messi è un uomo. C’è un periodo che non va, che le cose non girano. O meglio: che non girano più nel modo stellare con cui sono girate fino a qualche tempo prima. Capita pure che ti sostituiscano. E che tu abbia un moto di stizza. Va bene, dai, usciamo dagli eufemismi: che tu mandi affanculo l’allenatore. Lo abbiamo fatto tutti, a tutti i livelli. L’hanno fatto tutti i calciatori, a tutti i livelli.
Giusto darne conto. Dopotutto la celebrazione di un 2-6, in 10 contro 11, dopo un po’ rischia di debordare nella melassa. C’è una macchietta, una chicco di sale nella roboante fabbrica della cioccolata di Willy Wonka? Ecco partire la grancassa. Roba seria ragazzi.

Il momento di nervosismo racchiude in sé i prodromi di catastrofi nucleari: “Un nuovo caso Bonucci?”. Una frase stizzita ha naturalmente una deriva apocalittica: “Nel post partita succede di tutto”. Un episodio di campo diventa la regola: “Da Ibra e Tevez a Dybala: tutte le liti di Allegri”. Editorialisti di prima fascia che pongono pietre tombali su una carriera: “Comportamenti non da leader”.

Nel clima da cupio dissolvi innescato da Paulo, si arriva a paradossi parossistici. Vanno raccontati. Succede che dopo il gol del 2-3 Rugani scarichi la rabbia. Lo fa in un modo tale che diventa subito un idolo di tutti i tifosi. Un sito coglie sapientemente l’attimo. Lo si vede tornare verso il centrocampo, dietro a Higuain e Pjanic. Pochi minuti prima ci sono stati gli episodi del rigore negato a Mandzukic e del gol del pareggio dell’Udinese in posizione di fuorigioco. Entrambi non segnalati dal furgoncino degli arbitri da schermo. Quindi Rugani torna verso il centrocampo con l’aria di chi si sente più forte di qualunque episodio avverso. E scandisce: “Fanculo a tutti i Var”. Il sito lo coglie in una gif, il virgolettato è questo.

Poi arrivano i simpatici redattori e accostano le parole di Rugani a quelle di Dybala. Come è possibile, chiederete voi? Semplice, trasformando il virgolettato così: “Vaffanculo a tutti, va”. Il commento a corredo completa lo stravolgimento della realtà: “Non è chiaro se l’insulto fosse rivolto, ancora una volta [ancora perché c’era anche Dybala, of course] a Massimiliano Allegri. Probabile che il difensore bianconero, out per 5 gare, si sia sfogato, gettandosi alle spalle il difficile momento”.

Il paradosso totale qualche riga sotto. Perché gli stessi che hanno scritto questa interessantissima fiction corredano il proprio testo con la fonte originale. Ovvero il tweet dell’account bianconero con la gif e il seguente testo: “F*****o a tutti i var. Daniele Rugani la tocca molto piano dopo il suo gol”, con tanto di faccina in lacrime per le risate.

Giova ripetere: scendete tutti da questa macchina. Anche se pensate che sia troppo tardi, anche se magari un piccolo incidente l’avete già fatto. Vi perdoniamo tutti. Ma se decidete di rimanere a bordo, occhio: state imboccando una strada senza ritorno.