Casa Juventibus, uno scudetto da assegnare NON a tutti i costi

di Juventibus |

A casa Juventibus si gioca virtualmente la lotta scudetto tra Juve e Lazio. Insieme a Zampini, Somma e Mecca sono intervenuti Antonello Angelini, ma soprattutto Arturo Diaconale, giornalista e responsabile dell’ufficio stampa Lazio, e Giuseppe Cruciani.

Un botta e risposta, senza esclusioni di colpi, tra Zampini-Angelini e Cruciani-Diaconale, riprendendo le dichiarazioni di quest’ultimo dal 9 marzo sulla questione scudetto. I primi due non si sono fatti trovare impreparati, e hanno saputo controbattere punto su punto alle motivazioni di sponda biancoceleste, rilevando anche un latente nervosismo da parte di Diaconale e, di riflesso, dell’universo lazio.

Partiamo da una giusta e doverosa premessa; lo scudetto da assegnare giocando sul campo, ferma idea detta e ribadita da Diaconale e Cruciani, è condivisa da tutti, non solo da noi semplici tifosi juventini. È la ferma idea anche dei vertici della società Juve, e il chiaro messaggio non mi pare sia passato inosservato in un mondo social, in cui ogni pensiero e dichiarazione si rivela esattamente come è, che sia bella o infelice. E di uscite infelici ne abbiamo viste tante con cadenza quasi quotidiana.

La questione è un’altra, non quella che si dovrebbe giocare, anche con playoff o mini campionati, e dare meriti e demeriti vari a tutti nelle varie competizioni e categorie. No, il punto è un altro. Il punto è pensare che si debba giocare a tutti i costi, un punto sbagliato e pericoloso.
In una situazione grave, imprevedibile, globale e impronosticabile per il futuro, non si può parlare di calcio a certi livelli come di un ente superiore e immune da tutto; in un mondo bloccato in quasi tutte le attività, ad eccezioni delle essenziali, non si può solamente pensare ad un ritorno in campo, con allenamenti che coinvolgono ed espongono al contatto tante PERSONE prima che giocatori; in un contesto surreale che divide tutti nel mondo del calcio tra giocare, bloccare, assegnare non si può accusare qualcuno per cose non dette o per pressioni invisibili addirittura ministeriali, perché “purtroppo” la Juventus è prima e storicamente ciò ha dato fastidio; nella tragedia più assoluta non si può di certo pensare di “giocare per rispettare i morti”, quando i morti inevitabilmente andrebbero ad aumentare cifre già spropositate.

C’è stato poi un fine puntata più disteso e con spunti diversi. Una puntata inedita, diversa e ricca di spunti su cui riflettere; una puntata ASSOLUTAMENTE da non perdere. Come,del resto, il late show targato sempre Juventibus di questa sera e la prossima super puntata di Casa Juventibus, che accoglierà il grande ritorno di Luciano Moggi. Domani, come sempre, alla solita ora.