Casa Juventibus e il 5 maggio, il giorno di ordinaria follia

di Juventibus |

Il 5 maggio, e ho già detto tutto.
Si alternano, in questa puntata diversa dalle altre, tanti grandi ospiti bianconeri: Iuliano, Moggi, Sandro Campagna, i giornalisti Mario Mattioli, Guido Vaciago, Christian Rocca. Conducono come sempre Massimo Zampini, Monica Somma e Edoardo Mecca.

Una diretta spettacolare, minuto per minuto, come se tutto accadesse in diretta, ora come 18 anni fa.
La concentrazione in campo della Juve e i festeggiamenti anticipati dell’Inter e di piazza Duomo, la Lazio che onora solo nel secondo tempo la partita (come era giusto fare per dei professionisti) e Moratti che non fa mea culpa… basta ascoltare le parole di Sandro Campagna per capire di chi fossero i demeriti.
La Juve si prende i suoi meriti, anche se Materazzi forse è ancora convinto che la colpa ce l’abbia anche l’Udinese.
E la goduria, e quel “stiamo godendo” passato alla storia e diventato virale, e Vieri che chiede a Peruzzi di lasciarlo segnare, e la chiamata al fuggiasco Poborsky, e Mentana che già esulta, e Iuliano che chiede il cambio in anticipo, e il ritorno di Lippi, l’unico a crederci anche quando tutto sembrava finito. Ma che dico, la colpa è solo della Lazio (da gemellata si poteva scansare e partecipare alla festa già organizzata) e dell’udinese che già si scansava dopo 40 secondi, come tutte le squadre avversarie della Juve.

Lo scudetto numero 26, lo scudetto di quel 5 maggio fantastico ha un sapore diverso, unico tra i tanti indimenticabili.
E il 5 maggio è anche il compleanno di Juventibus, che oggi cambia pelle e si mostra con un nuovo logo.
Se non l’avete già fatto, mettetevi comodi e rivivete quel 5 maggio, come se il tempo non fosse mai passato.
Ci vediamo domani a Casa Juventibus, per parlare di una Juve che torna a lavorare e a progettare le prossime vittorie, come ricordano i grandi protagonisti della gloriosa storia bianconera.