Caro Milan ti scrivo

di Toccoditacco |

“Caro Milan ti scrivo
cosi ti distruggo un po’
ma siccome sei molto lontano (in classifica)
più forte ti scriverò”

Caro Milan,
acerrimo avversario di mille battaglie, compagine nemica ma sempre fiera rivale.
Dimmi, che cosa ti è successo?
Cresciuto in un’epoca dove la facevi da padrone, vincendo tutto, io, ragazzino juventino di fine anni ottanta-primi anni novanta, ti ammiravo molto quando vedevo scegliere te da tanti miei amichetti come squadra del cuore, perchè più forte e vincente di tutte.
Facile scegliere il migliore da bambino, avevi Van Basten e Gullit, Baresi e Maldini, io mi tenevo stretto Rui Barros e Schillaci, pur sapendo che il favorito eri sempre tu.
Ammetto che in quei tempi già non mi stavi particolarmente simpatico.
Intanto perchè vincevi tutto e si sa, chi vince è sempre il più odiato. Oltretutto, concedimelo, anche qualche pecca sullo stile la lasciavi a desiderare.
Dalla rimessa laterale non restituita a Bergamo in Coppa Italia e conseguente qualificazione in finale ai danni dell’Atalanta (se la ricordano ancora, credimi) alla notte di Coppa dei Lampioni a Marsiglia,nel 1991, quando il tuo Galliani ritirando la squadra per un riflettore spento ti fece perdere,oltre alla faccia, un anno di competizioni europee per squalifica.
Però vincevi, oggi nemmeno quello.
Oggi ti vedo frignare per una finale di Supercoppa alla quale non dovevi nemmeno partecipare (si lo so il regolamento bla bla bla)…insomma cosa ti è successo?
Eri il “Club più titolato al mondo”, oggi sei il più stritolato.
Io però ti ammiravo.
Ti ammiravo per la grande storia che avevi. Una società capace di vincere una Coppa dei Campioni dopo soli sei anni dalla risalita dalla Serie B, mica come oggi che hai fatto il cammino inverso: dopo sei anni dalla vittoria della Champions hai smesso di parteciparvi regolarmente.
Ti ammiravo per la grande società che avevi: il tuo Presidente con la sua mentalità vincente. Il suo Milan doveva essere “Più forte degli arbitri, più forte delle invidie e più forte delle ingiustizie”
Più forte dell’Olympiakos e saresti ancora in Europa League.
Più forte di Atalanta e Sassuolo e magari riusciresti ad arrivare pure quarto in campionato.
Ma non stiamo a sottilizzare.
Ti ho sempre ammirato Grande Milan.
Ti ammiravo quando,finito anche tu nella melma di Calciopoli ne sei uscito praticamente pulito addossando tutte le colpe al tuo povero collaboratore Meani, riuscendo anche ad ottenere una squalifica minima che, casualmente, ti permetteva giusto giusto di fare i preliminari di Champions, per poi vincerla.
Ti ammiravo quando i tuoi dirigenti, che erano anche i dirigenti della Lega Calcio e della Presidenza del Consiglio, uscivano dagli stadi come i nostri al grido di “Ladri Ladri” ma le tue TV, che casualmente erano anche le TV del Presidente di Lega e del Consiglio, sapientemente evitavano di montare moviole e processi ad hoc come oggi.
Ti ammiravo quando le tue TV trovavano i frame per un fallo di Ibrahimovic per farlo squalificare tre giornate e casualmente dopo 2 giornate c’era Milan-Juve decisiva per lo scudetto. Ti ammiravo quando all’ultima giornata sorpassavi la Fiorentina dopo una sontuosa rimonta e a Firenze stampavano le magliette “rigore per il Milan“. Ma tu eri superiore e non cadevi nelle polemiche.

Oggi ti ammiro meno invece, specie quando twitti sulle linee parallele o no di una ripresa televisiva per un fuorigioco di Tevez, o quando i tuoi giocatori devastano lo spogliatoio per una sconfitta maturata all’ultimo minuto.
Chissà se a Jedda avete lasciato tutto in ordine.

Ti saluto caro Milan, augurandoti ben presto di ritornare a battagliare per obiettivi ben più prestigiosi di una misera Supercoppa Italiana giocata da finalista perdente della Coppa Italia.
E ricordati degli amici, che ogni estate tentano di mantenerti a galla.
Alla tua, Milan!

“L’anno che sta arrivando
tra un anno passerà
io mi sto preparando
chissà se tu sarai ancora in A.”