Caro Maurizio, poteva essere gloria ma…

di Gianluca Garro |

Caro Maurizio, le scrive un tifoso, uno dei milioni di tifosi juventini sparsi per il mondo. Uno che #Sarriout non l’ha mai scritto ma che come gli altri era parecchio scettico il giorno dell’annuncio del suo incarico.

Sabato è un giorno triste. Per l’eliminazione con il Lione principalmente, ma anche perché la Juve rinuncia ad un progetto sorto con tante perplessità ma che aveva, via via nel tempo incuriosito e ingolosito tanti juventini. La speranza era di poter vedere la Juve giocare e stare in campo diversamente rispetto al passato, non solo quello recente, ma anche quello antico che aveva visto questa Società prediligere, tranne in periodi particolari come l’esperimento Maifredi, un gioco speculativo, sì organizzato ma preferibilmente concreto, basato su una fase difensiva granitica ma realizzata davanti alla propria area e che “dipendesse” dal gioco degli avversari.

Con lei c’era la possibilità di unire la bellezza di un gioco offensivo e moderno con la necessità e la sapienza di chi “sa” vincere. La prematura uscita dalla Champions contro il Lione nonostante le dichiarazioni di rito della dirigenza che affermavano che le decisioni non sarebbero mai state prese sull’onda emotiva di una sconfitta ha causato il suo esonero. E’ durata poco quest’avventura. Breve ma intensa si dice. Un anno particolarissimo e sconvolto da avversità impreviste, dal periodo in cui Lei ha dovuto lottare contro una fastidiosa polmonite, fino all’emergenza delle emergenze causata dal Covid.

L’abbiamo visto il suo calcio, purtroppo per pochi minuti di entusiasmo, spesso nella fase iniziale delle partite. L’abbiamo visto nelle due bellissime sfide contro l’Inter, con l’Atletico Madrid, con la Roma, nelle prime sfide post lockdown. Troppo poco per poter dire di aver visto una rivoluzione compiuta. Un anno non bastava, lo sappiamo, troppo difficile procedere a cambiamenti così invasivi in poco tempo.

Forse la Juve è diversa da tutte le altre Società, forse il calcio di oggi è troppo “ansioso”, troppo frettoloso nell’esprimere giudizi, o forse, anzi, sicuramente, ci sono motivazioni che noi non conosciamo. Il suo rapporto con i giocatori lo conoscete solo voi e forse è meglio che tutto rimanga tra le quattro mura hi tech dello spogliatoio dello Stadium. E forse, me lo lasci dire, anche da parte sua ci sono stati diversi errori, nell’interpretazione delle partite e/o nel rapporto con i dirigenti e con alcuni campioni. Ad ogni modo quando le cose non vanno bene la colpa e le responsabilità sono di tutti.

Rimane una certa sottile amarezza dopo quel che è successo ieri e lo strascico mediatico di oggi. Perché Lei che, non ce ne voglia ancora una volta, aveva palesemente sbagliato nel giudicare ed attaccare la Juve negli anni di Napoli ha mostrato un’umanità legata ad una schiettezza ed una sincerità che non si vedono molto spesso nel mondo del calcio. Ha condotto fino ad oggi una carriera strabiliante perché ha calcato i grandi palcoscenici europei venendo dal basso e senza mai aver giocato in una squadra importante.

Noi tifosi continueremo a tifare Juve e a pensare, non tutti, forse solo alcuni, che… chissà come sarebbe andata se… Buona fortuna Maurizio! (e benvenuto Andrea!)


JUVENTIBUS LIVE