Cara Juve, ti scrivo (per conto di mio papà)

di Riceviamo e Pubblichiamo |

‘Papà, abbiamo preso Ronaldo, adesso ufficiale!’

E’ il 10 luglio 2018, e la prima persona che chiamo è lui, il padre che 40 anni fa mi ha portato per la prima volta allo stadio accompagnandomi sempre, dal Comunale al Delle Alpi, fino allo Juventus Stadium, in ogni partita in casa, abbonati da una vita e in tante trasferte.

Abbiamo finito la stagione insieme, a Roma, anche quest’anno, sebbene le gambe non siano più scattanti, papà è venuto a vedere vincere la quarta Coppa Italia di fila, con un netto 4-0 contro il Milan.

Non c’è regalo di compleanno più bello per i suoi 77 anni bianconeri dell’ennesimo rinnovo dell’abbonamento, e il 25 agosto siamo lì insieme nel settore Est per vedere CR7 giocare con i nostri occhi a cuore. Lui non segna, ma l’emozione di rivedere un altro fuoriclasse come Platini, dal vivo, con la nostra maglia è immensa, avvolgente, contagiante.

Il gol arriverà, presto, Ronaldo si sblocca col Sassuolo, ma papà non c’è. Papà non riesce più a venire allo stadio, che strano, non è da lui. Così l’abbonamento lo cedo a volte ad amici, a volte lo metto in vendita, il campionato quest’anno è vinto praticamente a febbraio, ma papà allo stadio non viene più, manca e manca tantissimo quando la notte della festa, lui non è vicino a me a celebrare i suoi bianconeri, ancora una volta trionfanti, alzare in alto l’ottava coppa di Campioni d’Italia di fila.

Ho scritto alla Juventus per sapere come riscattare il credito accumulato dalle partite vendute dell’abbonamento di papà e le informazioni sembrano confuse, così li chiamo e Letizia è gentilissima, spiegandomi cosa fare e chiedendomi di rimanere in attesa, perché a giorni riceverò informazioni. 

Le informazioni arrivano e sono fredde come un blocco di ghiaccio, o taglienti come una lama quando è un’altra operatrice a comunicarmele. In buona sostanza, il credito accumulato non è trasferibile ad un’altra persona, questo cita il regolamento, i soldi incamerati dalla Juventus per conto di papà non possono essere trasferiti al figlio, “sono come le tessere a punti del supermercato”, cito testualmente Denise: “se suo papà non viene personalmente a riscattarli, svaniscono”. 

Ah, capisco. Ci sono dei però in questa storia.

Però i soldi dell’abbonamento che mio papà ha acquistato sono soldi veri, come i soldi che la Juventus ha incamerato dalle rivendite delle partite in cui papà non ha potuto essere presente, soldi che in parte spettavano a lui e in parte alla Juventus. Soldi, non punti del supermercato.

Però i termini per riscattare questo credito (poco meno di 300 euro) non sono ancora scaduti.

Però, mio papà è morto. E’ morto il 7 settembre 2018, senza vedere Ronaldo segnare nemmeno un gol in maglia bianconera. E’ morto, ed oltre all’affetto di un figlio che non smetterà mai di ringraziarlo per avergli trasmesso la passione per questi colori, nella tomba l’ha accompagnato una sciarpa bianconera, quella che mia mamma gli aveva preparato tanti anni fa e che aveva anche quella notte tragica a Bruxelles.
La Juve ad accompagnare ogni momento della vita quotidiana, ogni discussione in casa, ogni felicità condivisa, la Juve come momento di gioia, festa, emozione, la Juve come galassia dove incanalare anche la malinconia per la perdita della sua compagna di una vita, mantenendo la dignità che si confà ad un preside stimato e rispettato da tutti.

Non sono riuscito a trattenere le lacrime quando l’ho spiegato ad Andrea del “customer care” al telefono. 

Non mi interessano i 300 euro che ha incassato la Juventus grazie all’abbonamento di mio papà e dico di più sarei disposto a regalarne altri 300 io ad una Denise qualunque purché restituisse a mio padre almeno una briciola di dignità e comprensione, quella che si deve ad un uomo che ha dato se stesso per la Juventus.

Continuerò a tifare la Juve per sempre, lo faranno i miei figli e i miei nipoti, non abbandonerò mai il mio abbonamento, ed esulterò al prossimo gol di Ronaldo o di Nicolussi Caviglia, il mio cuore avrà solo 2 colori per tutta l’eternità, ma il pensare che Virgilio Scotta sia stato trattato come l’abbonato numero 014100606101, senza rispetto, senza comprensione, senza un gesto, una parola di conforto, una sciarpa bianconera, magari della stagione passata, regalata per colmare anche solo un centimetro quadrato dell’immenso vuoto che mi ha lasciato, è qualcosa che mi resterà dentro più di qualunque Champions League vista perdere in tutti questi anni, ahimé  #finoallafine.

DI ALBERTO PANOZ


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