Cara Juve, prendi l’elmetto e cerca la luce

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Zagar il Nero

E sono tre. Diceva Agatha Christie, «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Allora, care le mie majorettes di bianconero vestite, vi basta la terza sconfitta nelle ultime cinque trasferte, oppure necessitate di altre prove per smettere di applaudire a prescindere e iniziare a preoccuparvi? A voi mi rivolgo. Voi che, qualunque cosa accada, “va tutto bene madama la marchesa”…Va tutto bene un accidenti. Qui sta andando tutto a rotoli.

Riuscite a trovare in voi un minimo di onestà per prendere atto che qui si sbanda sempre più e che senza controllo si finisce fuori strada? Che Sarri non sa più che fare col volante? Che nella rosa non ci sono solo supereroi, ma anche (se non soprattutto) dei supervalutati (se non proprio superpippe)?. Ci riuscite, o volete negare l’evidenza anche ora?

E la dirigenza s’è resa conto di quanto buio è il tunnel in cui s’è andata a infilare?

Prima di Verona s’era capito che questa avrebbe rischiato di trasformarsi in “fatale” anche per la Juve. S’era capito proprio dalle parole di Sarri, che suppergiù aveva detto in conferenza: «Penso che i miei abbiano capito che devono approcciare le partite in modo diverso»…Penso? Ah beh, se tu che ne sei (o dovresti?) esserne la guida, invece di esternare certezze comunichi dubbi, allora la frittata è a un buon punto di cottura. Viene il ragionevole dubbio che Sarri manchi di polso, Ricordate la scena di Kepa, il portiere del Chelsea che rifiutò il suo ordine di uscire dal campo per essere sostituito. Era un anno fa. Alla fine quello rimase sul prato e Sarri, dopo la scena isterica a bordo campo, piegò il capo facendo buon viso. Appunto, la piega che sta prendendo la Juve dimostra che Sarri non ne è il capo. Cosa ne sia non si sa. Allo stesso modo non si riesce a capire cosa stia diventando la squadra. Durante il processo alchemico di trasformazione qualcosa è andata storto. Ne sta venendo fuori una mostruosità. Pare la Juve senza idee, ritmo e gioco di Allegri, ma priva pure delle certezze difensive che quella almeno aveva.

A proposito, pare che Allegri goda a vedere questo scempio. Risulta che mandi messaggini compiaciuti agli amici ogni qualvolta che la sua ex squadra fa figuracce come quella di ieri sera. Il senso dei messaggi è: «Visto? L’avevo detto io…». Stai a vedere che non aspetta altro che essere richiamato a giugno. Ci mancherebbe solo questa per completare il capolavoro.

Potrebbe non essere così, ma Verona pare proprio la prova che Sarri non abbia più in mano nulla e che sia entrato in confusione totale. Dire che «se la testa è staccata allora anche la tattica viene male», equivale a un’ammissione di impotenza. I tuoi hanno la testa staccata? Allora li dovresti prendere a calci nel sedere, come farebbe un vero leader. Il Trap, Marcello Lippi, Fabio Capello e anche l’ex che ora allena la squadra degli onesti, questo farebbero coi recalcitranti, Cal-ci-in.cu-lo.

La staffetta Higuain-Dybala è diventata una stucchevole ricorrenza. La costante presenza di Pjanic e Alex Sandro in campo nuoce gravemente alla salute, si parte sempre in 9 contro 11. Dell’enumerazione delle percentuali sul possesso palla non se ne può più. Se con quella palla non riesci a fare altro che decine di innocui passaggetti, allora puoi anche averla per il 90% del tempo, ma giusto per approccio ragionieristico. E se nel restante 10 rischi di prendere gol a ogni respiro avversario…

Dai dubbi pre-stagionali, (“Questo è uno che fa giocare sempre gli stessi e creerà malcontento fra gli altri”), siamo passati alle certezze invernali, “Questo pur di non scontentare nessuno non mette mai la stessa formazione in campo”.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La Juve è regredita al “Cristiano solo contro tutti”. I teorici del calcio dicono che Sarri è un maestro e che la Juve è piena di prime donne che non lo seguono nelle idee. Soprattutto perché l’applicazione di queste comporta fatica. Probabile. Se ne potrebbe discutere. Potremmo tutti metterci attorno a un tavolo e discettare sulla fenomenologia del calciatore nell’era dei like sui post. Ma non è proprio il momento dei dibattiti, la stagione rischia di finire in vacca. In molti chiedono oggi la testa del tecnico, ma un esonero in corsa che senso avrebbe? A Barcellona, per fare un esempio attinente, si stanno mangiando i gomiti. E allora non resta che mettersi l’elmetto e andare avanti proseguendo nel tunnel. Con la fiducia di scorgere al più presto una luce. Sperando non sia quella di un treno che ci sta piombando addosso.


JUVENTIBUS LIVE