La canzone dell’amore perduto: ci mancherai Pipita

di Riceviamo e Pubblichiamo |

higuain

Di Matteo D’Aliso

“Ricordi sbocciavan le viole con le nostre parole, non ci lasceremo mai…ma come fan presto amore ad appassir le viole, così per noi…”
Il legame tra la Juventus e il Pipita Higuain è la parafrasi perfetta della poesia scritta e cantata dall’intramontabile Faber, al secolo Fabrizio De André, che nelle sue canzoni riesce sempre a racchiudere le emozioni, i sentimenti e l’umanità, nel bene e ahimé nel male, che si trovano nell’abisso delle nostre anime.
Quelle splendide viole hanno iniziato a sbocciare da subito, fin dal suo esordio in bianconero proprio contro la Viola con quella sua esultanza quasi rabbiosa che esprimeva chiaramente il suo desiderio di Juve dopo l’estate tribolata e il discusso trasferimento per 90 milioni dal Napoli, dove aveva appena scritto la storia di quel club a suon di gol. L’amore cantato da De Andrè è una rosa, che appena sboccia dona a tutti il suo splendore, strappa i capelli e accarezza il viso; sboccia così la passione, e l’amore sorride tra la Juve e il centravanti argentino che regala alla sua amata 60 viole fiorite in tre stagioni. Fra le tante la doppietta in semifinale di Champions League 2017 contro il Monaco e quel 3 a 2 che è valso lo scudetto 2018, il settimo consecutivo, a San Siro contro l’Inter, rimasto indelebile nell’immaginario collettivo bianconero per l’esultanza in cui corre a braccia aperte.
Come succede nella vita, però, un giorno arriva un nuovo amore, più esaltante ed elettrizzante, che fa sognare ad occhi aperti, che fa battere di nuovo il cuore, così nell’estate del 2018 sbarca a Torino la Bella del Reame, Cristiano Ronaldo, e Gonzalo viene immediatamente scaricato, forzato a lasciare la Continassa in direzione Milan. Formalmente questa storia d’amore finisce qui.
A mente fredda però, il tempo aiuta a metabolizzare e tornano alla mente i bei momenti passati con la vecchia amata, momenti che nonostante tutto si razionalizzano come uno spaccato di vissuto a cui si è dato sentimenti e amore e così si cerca di appianare i dissapori, di riavvicinarsi, magari provando a rimanere comunque buoni amici, perché sei consapevole che quel sentimento per la persona con cui hai condiviso un pezzo di cammino non svanirà mai. Dopo un anno Gonzalo torna all’ombra della Mole, dalla sua Vecchia Signora.
 
“L’amore che strappa i capelli
È perduto ormai
Non resta che qualche svogliata carezza
E un po’ di tenerezza..”
 
Nonostante i timidi gesti e qualche reminiscenza di quel vecchio amore, come il gol fantastico segnato al Napoli nel pirotecnico 4 a 3, oppure quello segnato sempre all’Inter, nella stessa porta e con la medesima esultanza, in una partita valsa il sorpasso ai danni dei nerazzurri e che aveva mostrato ciò che la Juve starebbe potuta essere, quello stesso amore si perde nella quotidianità, forse nell’abitudine, e così, proprio come le rose, l’amore appassisce e si spegne. Tristemente emblematica è la partita di ritorno con il Lione in cui il Pipita vagabonda per il campo a testa bassa, senza sentimenti, senza trasmettere emozioni, svogliato, appassito.
 
“Ma sarà la prima
Che incontri per strada
Che tu coprirai d’oro
Per un bacio mai dato
Per un amore nuovo”
Nella malinconia di un addio tormentato, in cui Higuain forse non ne esce da signore, ma da amante risentito e tradito per la seconda volta, dopo che la società gli ha detto in modo onesto, ma rispettoso del trascorso del ragazzo, che il suo ciclo è finito, però, riaffiora la speranza: sarà la prima persona incontrata per caso, ma mica tanto per caso, magari un altro numero nove, un altro bomber, che accende il desiderio di una nuova passione, di un amore nuovo nel cuori dei tifosi bianconeri.
Gonzalo Higuain e la Juventus è stata una vera storia d’amore, passionale, intensa e alla fine triste e malinconica, ma il suo attaccamento ai nostri colori è stato ricambiato da altrettanto amore nei suoi confronti da parte dei tifosi.

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