JOÃO CANCELO vs Lichtsteiner-Alves-De Sciglio: analogie e differenze

di Alex Campanelli |

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Di Joao Cancelo avevo già parlato un mese fa, sostenendo come fosse l’uomo giusto per riportare ad alti livelli l’out difensivo di destra della Juventus, tornato a livelli di piatta normalità dopo l’esplosione di tecnica portata da Dani Alves nel suo unico anno con la maglia bianconera. Le qualità del portoghese e i motivi per i quali non dovremmo farcelo assolutamente sfuggire li trovate qui, oggi invece metteremo a confronto l’ormai ex interista con gli ultimi interpreti del ruolo visti nella Juve: il già citato Dani Alves (per il quale verrà considerata la stagione 2016/17), Stephan Lichtsteiner e Mattia De Sciglio.

Prima di procedere al parallelo vero e proprio, qualche indicazione generale: coi suoi 182×74 cm Cancelo è più leggero di Lichtsteiner e De Sciglio (ma non ovviamente di Alves), alti quanto lui ma fisicamente più strutturati, come De Sciglio è in grado di giostrare in caso di emergenza anche sulla fascia sinistra (pur essendo meno abituato dell’ex Milan) e come Dani è impiegabile da esterno alto a centrocampo, ruolo più volte ricoperto a Valencia e nella prima parte di stagione con l’Inter. 2 anni più giovane di De Sciglio e 10 più di Licht e dell’Alves bianconero, Cancelo ha totalizzato appena 7 presenze (4 in gare amichevoli) nella nazionale maggiore, pur avendo militato con continuità in tutte le selezioni giovanili portoghesi; numeri che scompaiono rispetto alle oltre 100 presenze di Lichtsteiner e Alves, ma anche alle 36 di De Sciglio.

Passiamo all’analisi vera e propria, partendo dai passaggi (tutti i dati sono relativi al solo campionato e da considerarsi come media a partita, fonte Whoscored):

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Dal punto di vista della partecipazione alla manovra, Joao Cancelo raggiunge all’incirca il livello di De Sciglio (considerando che l’Inter effettua quasi 34 passaggi a partita in meno della Juve), davanti a Lichtsteiner e ovviamente dietro a Dani Alves. A scavare il solco con gli ultimi laterali di destra della Juventus sono le voci relative ai key pass, i passaggi che mettono i compagni in condizione di segnare, e i cross: Cancelo crea più di un’occasione da gol a partita e va al traversone con successo per 3 volte ogni 2-3 partite, numeri di molto superiori ai terzini bianconeri della scorsa stagione e ancora una volta più simili a quelli di Alves.

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I numeri relativi alla fase offensiva continuano sulla stessa falsariga; il punto di forza di Cancelo, ancor più dell’abilità nel cross, è il dribbling, fondamentale nel quale è il secondo miglior difensore della Serie A, dietro ad Alex Sandro, assieme al quale formerebbe una delle coppie di terzini offensivi più produttive d’Europa. Decisamente diverso però lo stile di gioco dei due laterali: mentre il numero 12 punta tutto su scatto e potenza, Cancelo è un dribblatore più raffinato e fantasioso, come possiamo notare in questo doppio preziosismo (il secondo un po’ fine a sé stesso) contro il Napoli.

L’altro lato della medaglia riguarda i possessi persi; proprio come Alves, Cancelo perde probabilmente troppi palloni per un terzino, più del doppio rispetto ai diligenti Licht e DeSci, statistica figlia della sua attitudine marcatamente offensiva che ritroviamo anche nei numeri relativi ai falli subiti (nei quali si difende bene anche Lichtsteiner). Chiudiamo con i contrasti aerei: dal fisico tutt’altro che possente, Cancelo è dei quattro quello che si getta meno spesso alla ricerca del pallone, mantenendo comunque una media più che dignitosa che supera il 50% dei duelli aerei vinti.

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I numeri spesso non bastano per descrivere l’atteggiamento di un calciatore dal punto di vista difensivo, fatto di diagonali e interpretazione delle situazioni, ma ci aiutano a capire qualcosa sul comportamento di Cancelo: in linea con De Sciglio per quanto riguarda tackle e intercetti, il difensore portoghese s’iscrive ancora una volta al partito di Dani Alves che protegge i terzini un po’ avventati (vedere i falli fatti) ma decisamente arrembanti, attaccanti aggiunti sempre più preziosi nel calcio moderno trattati con riguardo dagli avversari (più del triplo dei falli subiti rispetto all’ultima coppia bianconera).

Per concludere, gli orfani di Dani Alves possono finalmente esultare: Joao Cancelo è quanto di più simile ci sia nel nostro campionato, per propensione e modo di stare in campo, all’esterno brasiliano tanto rimpianto, e porterà alla Juve soluzioni assolutamente sconosciute in questa stagione, delle quali gioveranno sicuramente i vari Dybala, Douglas Costa e Bernardeschi che sovente agiscono sul suo out. Di converso, non vanno dimenticati i problemi inizialmente incontrati dalla Juve nell’integrare Alves nel proprio gioco, una crisi di rigetto parzialmente evitabile grazie al gran lavoro fatto da Spalletti sul portoghese, ormai ben calato nella realtà della Serie A. Il gioco, pur costando 38 milioni d’euro, vale la candela? Sì, decisamente sì.