Cancelo, Nainggolan e lo Scudetto dell’Accoglienza

di Massimo Zampini |

Non trovo mai grandi spunti per scrivere ma è divertente pure l’estate, lo so.

Un giorno vedi in tv un tipo ammiccare malizioso perché (pure ai Mondiali, sob!) Orsato al Var stavolta non ha rilevato un fallo, mentre due mesi fa… Risatina – “stavolta vi ho sistemati, eh” –, scrivere la stessa cosa su twitter (con le solite decine di commenti surreali a corredo) e poi il giorno dopo ti tocca leggere le scuse perché non era Orsato, per una volta mi sono sbagliato. Per una volta che dai una fake news tesa a creare un po’ di veleni, dai, che sarà mai…

 

Una sera stai per andare a dormire e ti appaiono diversi account di tifosi interisti che sogghignano in quanto la Juve ha annunciato Cancelo ma il portoghese è ancora dell’Inter fino al 30 giugno (e c’è ancora la foto sul sito!), quindi non lo libereranno in tempo per le necessità del Valencia. Hashtag finale come preludio di sgambetti in vista: #ahia e robe così. Non capisci se stai già dormendo, è tutto un fantastico sogno o semplicemente quest’aria condizionata che in questi giorni fatica a funzionare non ti aiuta ad addormentarti, e davvero su Twitter ci sono diversi tipi (ma seguiti da migliaia di persone, eh, non citerei mai i troll da 3 follower). La risposta è una via di mezzo: era davvero colpa dell’aria condizionata, la tesi stanotte andava per la maggiore sul serio, ma non si può negare che siamo immersi da anni in un sogno fantastico, che prima o poi finirà e peggio per chi non se lo è goduto fino in fondo perché “tanto in Italia era impossibile non vincere”. Peggio per te, non sai che ti sei perso e ti stai perdendo.

Insomma, mentre vivevo uno di questi giorni un po’ pigri, caldi, tra una rimessa laterale dell’Iran e una prodezza di Coutinho (dovrebbe avere una chance in Italia, questo ragazzo), mi sono imbattuto in migliaia di persone che acclamavano un nuovo acquisto dell’Inter. C’era gente impazzita, entusiasta, commossa, i tifosi gridavano di tutto, insomma pensavo avessero preso Ronaldo, che però sta giocando il Mondiale. Invece no, era Nainggolan, che è un centrocampista molto forte di 30 anni, escluso dal Belgio, zero trofei in carriera. Uno che può certamente dare molto alla squadra nerazzurra, magari anche aiutarla a vincere (anche perché non potremo farlo in eterno), ma il tutto mi pareva un po’ eccessivo.

Così ho ripensato al sobrio arrivo di Emre Can, uno dei più quotati giovani centrocampisti europei e più ambiti “parametro zero” del continente, e quando la Juventus ha preso Cancelo, 24 anni, anch’egli forte, anch’egli escluso dal Mondiale, con soli 5 tifosi con la bandiera del Portogallo ad accoglierlo, ho amato quell’immagine, magari un po’ snob ma piuttosto efficace. So bene che se arrivasse Milinkovic Savic (23 anni, stella emergente del momento) sarebbe accolto con il giusto calore (anche Tevez, del resto, ma appunto si parlava di Tevez, uno che aveva vinto tutto da protagonista), ma quel doppio arrivo così diverso Nainggolan-Cancelo, per cui tanti interisti sui social hanno sfottuto gli juventini, a me è piaciuto davvero.

Sia chiaro, nessun giudizio o censura da parte mia, è bello vedere entusiasmo e, al netto delle rivalità e degli sfottò, il pubblico interista continua a dimostrarne alla squadra anche in momenti non esaltanti. Tuttavia continuo a ritenere preferibile esaltarsi dopo avere visto in campo un giocatore piuttosto che accogliere ogni nuovo come il messia, con tutte le pressioni che ne conseguono, salvo poi scaricarlo come la più grande sega del mondo non appena si mostra al di sotto delle (altissime) attese.

In ogni caso, faceva caldo, l’aria condizionata continuava a stentare e allora mi sono messo a cercare le ultime 5 grandi accoglienze dei tifosi interisti negli ultimi anni, raccolte in un emozionante video (preparato con l’ottimo Willy Signori) inserito sotto l’articolo:

5) HERNANES: Prima un falso allarme, poi finalmente eccolo arrivare mentre il coro divampa: “solo noi, il Profeta ce l’abbiamo solo noi”. Cori contro Milan e Juve, fino a quando sbuca lui, firma autografi e magliette, si presta a fare foto, “Hernie, la mano”, supplica qualcuno. Lui si fa largo, apre lo sportello, saluta ancora la folla come un presidente americano con i suoi elettori. Welcome Profeta, guidaci verso l’infinito

(1 campionato e mezzo, 42 partite, 7 gol)

4) PODOLSKI: all’aeroporto l’attesa è spasmodica, sta arrivando un campione del mondo. L’Arsenal lo presta dopo un inizio di stagione in PL sfavillante, con 7 presenze e 0 reti. Eccolo, è arrivato! Partono i cori, “uno di noi, Podolski uno di noi, uno di noooooiii!”, ma non basta perché arriva l’appello a farci subito vedere uno dei suoi gol, “Segna a Torino, Podolski segna a Torino, segna a Toriiiiinooo”. E un gol lui lo farà, non a Torino ma in tutto il campionato. Poi se ne andrà.

(6 mesi, 17 presenze e 1 gol)

3) KONDOGBIA: “eooooooooooooohhhhhh”, il pubblico adorante sotto la finestra non ce la fa più e prepara l’uscita del nuovo fenomeno del centrocampo nerazzurro. Lui si affaccia, mostra la maglietta, la sua nuova gente quasi non ci crede. Si canta, si festeggia, c’è anche un coro pieno di orgoglio: “che ci frega di Pogba, noi ci abbiamo Kondogbia, Kondogbia, Kondogbiaaa”. Sarà lui l’uomo della rivincita.

(2 campionati all’Inter, 50 partite, 2 gol)

2) GABIGOL: la Pirelli annuncia con un video roboante l’arrivo del nuovo Ronaldo, che unisce metaforicamente il sole del Brasile e la nebbia di Milano. L’entusiasmo è alle stelle. La rivista della società, la Gazzetta dello Sport, è al settimo cielo: “che giornata show: i cinesi si scatenano: ECCOLI!”, con maxi foto di Gabigol e Joao Mario, i due uomini del futuro. Il brasiliano arriva, all’aeroporto c’è la ressa, poi anche un evento in grande stile, una presentazione come si deve, con eleganti giochi di luci e centinaia di avventori pronti a salutare il nuovo idolo. Vai, Gabigol, il futuro è tuo.

(1 campionato, 9 presenze, 1 gol)

1) SHAQIRI: Sono i giorni di gennaio in cui l’Inter sta cambiando il volto della serie A del futuro. Con Lucas Podolski arriva anche Shaqiri, pronto a rivoluzionare le gerarchie del campionato. L’accoglienza all’aeroporto è soffocante, non riesce quasi a districarsi, “Shaqiri uno di noi, uno di nooooiii”, delirio. Ciò che rende speciale questo arrivo è però una leggendaria intervista ai tifosi trasmessa dal canale youtube del canale ufficiale nerazzurro, in cui i supporter si scatenano e le voci si accavallano: Sta cambiando sta cambiando si sente anche nell’aria, nell’aria. E’ un altro gioco, si vede allo stadio. Siamo partiti male ma ci rifacciamo quest’anno. E’ finita per tutti, grida qualcuno ancora più forte. E invece, dopo soli 6 mesi, è finita solo per lui. Lo aspetta lo Stoke City, perché a Milano ci sono già nuovi campioni da accogliere.

(6 mesi, 15 partite, 1 gol)