Yes we Cancelo: Mls All Stars – Juve 4-6 d.c.r.

di Alex Campanelli |

cancelo mls

Stavolta quello schierato da mister Allegri è davvero un 4-3-3, con Barzagli e Rugani al centro e Cancelo e Alex Sandro ai lati a protezione di Szczesny, Pjanic in cabina di regia con Emre Can e Khedira ai lati e un tridente leggero formato da Bernardeschi, Matheus Pereira e Favilli, età media inferiore ai 22 anni. La formazione bianconera, sulla carta offensiva, si appiattisce inizialmente in un guardingo 4-5-1 con gli esterni alti molto larghi a fianco delle mezzali, con l’avanzare dei minuti tali fasi di difesa posizionale sono intervallate da tentativi di recupero palla in posizione avanzata, tendenza già abbozzata nell’ultima uscita contro il Benfica.

Dopo un primo quarto d’ora ai limiti del soporifero, un tiro dalla distanza di Bernardeschi (in crescita, meno anonimo rispetto alle altre due amichevoli) e un colpo di testa deviato da Szczesny sulla traversa fanno sì che la partita si accenda progressivamente, con Favilli in stile Mandzukic che al secondo tentativo mette in buca il pallone di testa (buono sia il primo cross di Cancelo che l’assist dell’altro giovane Matheus Pereira). La rete dell’1-1 è un’azione da Benny Hill, il classico gol rocambolesco da amichevole estiva che puoi perdonare più che facilmente, mentre il successivo ingresso di Giovinco mette a risalto i problemi di mobilità della mediana bianconera nell’arginare le ripartenze. Anche a stagione in corso, servirà un Emre Can in versione deluxe per sopperire alle difficoltà in non possesso di Khedira e in parte di Pjanic, posto che il rientro di Matuidi e la crescita di Bentancur rientrano al momento tra le condizioni assolutamente necessarie.

Qualche osservazione proprio sul centrocampista turco-tedesco: al netto di una condizione fisica che non può ancora essere nemmeno vicino alla migliore, non per un giocatore di 182cm per 84kg reduce da un lungo infortunio, iniziano ad emergere alcune delle sue doti. Can appare come un giocatore al quale è difficilissimo portare via palla, bravo a recuperare la sfera in posizione arretrata, a proteggerla con il corpo e capace anche di progressioni di potenza impressionanti, in maniera decisamente più coordinata e ficcante di Matuidi, torreggiante ma confusionario.

Come sempre capita in queste occasioni, la ripresa è decisamente più povera di spunti. Da segnalare la personalità dei vari Kastanos, Clemenza e Fagioli, giocatori che, senza la squadra B tuttora in fase di creazione, risulterebbe fin troppo rischioso mandare in prestito in chissà quale categoria in squadre che potrebbero non comprenderli. Attento come al solito Perin, ancora (?) col 19 sulle spalle, subentrano anche Benatia e De Sciglio, impiegato ora a destra ora a sinistra a seconda del trend della girandola delle sostituzioni.

Per la terza volta consecutiva siamo costretti a parlare di Cancelo, che nei 74 minuti disputati ci ha davvero fatto vedere tutto il suo arsenale. Terzino puro nel primo tempo, diligente in fase di chiusura e arrembante quando c’è da spingere, con tanto di cioccolatino messo sulla testa di Favilli, il portoghese si trasforma in uomo ovunque nella ripresa, ora a destra ora a sinistra con una licenza di offendere e strafare impossibile da concedergli quando viene impiegato da esterno basso. Un giocatore totale, abile nel dribbling e nel cross con entrambi i piedi, un esterno che i più definirebbero semplicemente “moderno” e pronto a rubare gli occhi a ogni azione.

Un paio d’interventi provvidenziali di Benatia, che non daremmo per riserva di Bonucci con tanta leggerezza, permettono al match di chiudersi sull’1-1; ai rigori è la Juventus ad aggiudicarsi l’Mls All Star Game, coi tanti giovani andati sul dischetto rivelatisi freddi e precisi. Tanti segnali positivi, in attesa dell’ultima gara sul suolo statunitense, in programma per la mezzanotte tra sabato e domenica contro il Real Madrid.