Cancelo vitale per la risalita palla a terra

di Jacopo Azzolini |

cancelo

La formazione del calcio d’inizio, 433 con Dybala a destra e De Sciglio terzino, aveva generato un po’ di perplessità tattiche, soprattutto su quel lato del campo. I dubbi erano essenzialmente: Sarà Dybala a fare il quarto di destra? Contando che De Sciglio è un terzino bloccato e si sovrappone raramente, chi coprirà l’ampiezza?

 

Alla fine, i problemi fisici dell’ex Milan hanno fatto scendere in campo Cancelo, con la squadra che ha così acquisito una struttura più logica. Per la verità, in non possesso la Juve ha giocato in maniera leggermente diverso rispetto al solito. Indipendentemente dallo scaglionamento palla al piede, i bianconeri si sono quasi sempre difesi con un chiaro 442 in questi anni.

Contro il Sassuolo del bravissimo De Zerbi, invece, si è vista una squadra più flessibile: nella prima pressione, si componeva un chiaro 4312, con Dybala che andava ad aggredire Locatelli. Quando invece il Sassuolo alzava il baricentro, i 3 attaccanti restavano abbastanza alti e non erano così solerti nel ripiegamento (Mandzukic il più generoso sotto questo punto di vista). Spesso quindi la Juve difendeva con 7 uomini nella propria trequarti, con Allegri che accettava di tenere più giocatori alti per verticalizzare non appena recuperata palla.

Per la verità, il tentativo di recuperare palla alti e le 3 punte non sono coincise con un’effettiva qualità nel palleggio offensivo per quanto riguarda il primo tempo. Nonostante la Juve abbia preso facilmente campo e il Sassuolo si sia difeso compatto, i bianconeri hanno dimostrato i soliti problemi nella rifinitura centrale, con poca qualità tra le linee a causa delle caratteristiche dei centrocampisti.

Con difficoltà nel risalire palla a terra e un Can (buon esordio, ma va rivisto con Pjanic in campo) costantemente schermato da Boateng, la Juve ha un po’ ricordato quanto vistosi con la Lazio: tantissime responsabilità a Bonucci, poca presenza tra le linee e abuso del lancio lungo effettuato dal numero 19, con tanti giocatori che si buttavano dentro.

 

Azione tipo.

L’elemento che ha dato più imprevedibilità alla Juventus è stato Cancelo, il quale si sta rivelando utile soprattutto per la capacità di gestire il possesso nella propria metà campo, più ancora che non per le (sublimi) qualità nella trequarti avversaria.

Quando gli avversari ti bloccano il centro e ti costringono ad andare sugli esterni, disporre di un terzino come il portoghese è fondamentale, la sua grande facilità nel saltare l’uomo e dialogare con i compagni ha fatto vedere le cose più gradevoli della prima frazione, in particolare gli scambi con Dybala (eccezionale la corsa dell’ex Valencia verso il centro del campo). Per il resto, meccanismi macchinosi in attacco: ancora ben poca intesa tra i giocatori offensivi, spesso effettuavano lo stesso movimento e Ronaldo fatica molto nel coesistere con Mandzukic.

La situazione è poi migliorata nella ripresa dopo l’atteso gol(lonzo) di Ronaldo: il Sassuolo si è aperto molto e l’ingresso di Douglas Costa ha aumentato a dimisura la pericolosità dei padroni di casa. Con gli spazi aumentati, la Juve è migliorata sensibilmente nella rifinitura, riuscendo ad arrivare in porta con facilità. Il raddoppio, nato da un corner a sfavore, ne è un chiaro esempio: oltre al meraviglioso stop del brasiliano, va elogiato l’ottimo break di Emre Can, una capacità di conduzione che non ha nessun altro giocatore della rosa.

Insomma, nonostante il brivido finale, la Juve riesce a imporsi con facilità anche se c’è molto da migliorare, coi soliti difetti di sempre nell’attacco posizionale. La sensazione è che, nonostante questo centrocampo a 3 dia sicurezza difensiva ad Allegri, per vedere la squadra giocare meglio con la palla si dovrà cercare di mettere in campo gli uomini più forti tecnicamente (e probabilmente lo scopo dell’allenatore è arrivare lì). A proposito di ciò, bisogna sperare che il pessimo gesto di Douglas Costa non si traduca in un periodo di assenza troppo elevato, visto che il brasiliano è sempre più imprescindibile nell’economia della squadra.