“Cancelo non sa difendere” e altre leggende

di Alex Campanelli |

cancelo valencia

Gli elementi per ingannarci c’erano un po’ tutti: le tante panchine consecutive in un’Inter non certo irresistibile sulle fasce, quell’aura da “terzino da Liga” che ancora faticava a scrollarsi di dosso, il fatto che Allegri in estate l’abbia definito un giovane che deve migliorare, subito spalleggiato da Chiellini. Ci avevano convinto che sarebbe servito tempo per vedere Joao Cancelo, perlomeno da titolare in pianta stabile, ci avevano fatto credere che il portoghese fosse il classico esterno basso sin troppo offensivo e svagato per giocare nella Juve.

Poi è arrivata la partita del Mestalla, una prova di applicazione difensiva mostruosa da parte di tutta la Juventus, in particolare di Chiellini e del buon Joao, il quale ha confermato quanto di buono aveva già lasciato intravedere nelle prime uscite. Della sua importanza in fase di possesso ha già diffusamente parlato Jacopo Azzolini, i suoi numeri da circo possiamo vederli ogni giorno sui social, dunque è bene soffermarsi sulla tanto criticata fase difensiva che, proprio contro la sua ex squadra, ha rappresentato il fiore all’occhiello della gara di Cancelo.

cancelo

Alla prima di campionato, dopo un’ora giocata su livelli altissimi, Cancelo era stato messo in croce per il fallo da rigore su Giaccherini che aveva temporaneamente mandato in svantaggio i bianconeri. Tale episodio aveva portato numerosi proseliti al partito “Cancelo non sa difendere”, senza considerare che un intervento imprudente ed effettuato con sufficienza (quanti ne abbiamo visti fare ad Alex Sandro?) non basta a nascondere la realtà dei fatti: Joao è forte sull’uomo, vanta ottime percentuali nel rapporto tackle tentati/tackle riusciti e non viene dribblato più di una volta a partita. Per capirci, altri terzini considerati iperoffensivi come Marcelo e Dani Alves vengono dribblati rispettivamente 1,3 e 1,1 volte a partita (il brasiliano addirittura 1,6 nell’ultima stagione in bianconero).

Non siamo insomma di fronte a un giocatore che non sa fronteggiare l’uomo nell’1 contro 1 o dotato di scarsi fondamentali difensivi, ma ieri a colpire è stato soprattutto il suo senso della posizione in ogni momento della gara. Sicuramente aiutato dall’apprendistato in casa nerazzurra – Spalletti l’ha mandato in campo solo quando è stato assolutamente certo di non avere ripercussioni negative sulla retroguardia dell’Inter – Cancelo non sta mostrando alcun problema nel tenere la linea difensiva e contemporaneamente l’attenzione sull’uomo, è preciso negli intercetti (ieri 3 palloni intercettati, miglior bianconero in campo) e nelle letture. Osservazioni che non sono affatto scontate in un’era nella quale anche i centrali difensivi più incensati perdono l’avversario marcandolo da davanti o lasciano 2 metri di spazio nell’1 contro 1 tra sé e il giocatore da marcare.

Cancelo entra prontamente in tackle sul liberissimo Gaya, dopodiché segue Cheryshev tenendo un occhio sul terzino spagnolo nonostante i due cambi di gioco del Valencia atti a scombinare la linea difensiva, è così prontissimo a uscire sul cross dello spagnolo da posizione pericolosa e mettere in angolo.

Suo cronico tallone d’Achille, ieri Joao si è disimpegnato bene anche nel gioco aereo; ottima questa diagonale su un cross nato sugli sviluppi di un calcio d’angolo, una lettura per nulla semplice.

In cosa può migliorare ancora il portoghese? Se dall’altra parte Alex Sandro sembra staccare preoccupantemente la spina in qualche occasione, Cancelo in questo primo scorcio di stagione ha mostrato una capacità di concentrazione migliore, unita però talvolta a un’eccessiva sicurezza nei propri mezzi. Il terzino lusitano è molto bravo a uscire palla al piede dalla difesa, ma tende a tentare dribbling complicati anche in situazioni nelle quali potrebbe accontentarsi di ottenere una rimessa laterale o semplicemente spazzare la palla. Un aspetto sul quale lavorare, ma non certo impossibile da correggere; nel senso stretto del termine, il nazionale portoghese non ha bisogno di “imparare a difendere”, deve soltanto migliorare in alcune scelte.

Qui Cancelo si lascia tagliar fuori da Cheryshev, probabilmente consapevole della copertura di Bernardeschi all’interno, ma quando la Juve recupera palla è testardo nel tentare un doppio sombrero sul russo e su Santi Mina, perdendo il possesso.

Se tali episodi non bastano per farvi dormire sonni tranquilli ogniqualvolta la Juve viene attaccata sul lato di Cancelo, vi forniamo un ulteriore spunto: sulla fascia di Joao al Mestalla giostrava il suo connazionale Gonçalo Guedes, nella top 5 dei migliori dribblatori della Liga la scorsa stagione, davanti a giocatori del calibro di Iniesta, Isco e Modric. Indovinate quanti dribbling ha portato a termine mercoledì?